Pinamonti: “Tifo Inter da sempre. Skriniar il più tosto. Ibra idolo ma Icardi…”

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23 gennaio 2019, 17:31
Andrea Pinamonti Frosinone

Andrea Pinamonti ha preso parte al progetto “Il Frosinone sale in cattedra”, come riportato dal sito ufficiale del club ciociaro: l’ex attaccante dell’Inter, parlando con i ragazzi di terza media destinatarie del progetto, ha toccato anche l’argomento Inter tra passato e vecchi idoli. Di seguito le sue dichiarazioni

SQUADRA DEL CUOREAndrea Pinamonti si presenta così ai ragazzi di terza media, parlando della sua squadra del cuore nonché sua ex società: «All’età di 14 anni mi ha preso l’Inter, un altro grande salto. Un passo difficile, ho dovuto lasciare la mia famiglia, risiedevo a Milano in convitto. Però è stata un’esperienza positiva. A Milano avevo tutto attorno: campi di allenamento, scuola, svaghi. All’Inter mi hanno permesso di fare tantissime cose, tutte in maniera super perfetta. Quattro anni in convitto, poi gli ultimi 2 annoi quando sono andato in prima squadra le cose sono cambiare. E’ stato l’anno più difficile, perché sono dovuto uscire dal convitto e sono andato a vivere da solo in un appartamento. Ho dovuto iniziare a fare tutto da solo anche se la vicinanza della mia famiglia non è mai mancata. I miei genitori appena potevano venivano a trovarmi. Sono stato sempre tifoso dell’Inter, peraltro nella mia famiglia ci sono 3-4 generazioni di tifosi interisti».

L’AVVERSARIO PIÙ DIFFICILE – Tra gli avversari più difficili affrontati in carriera, spicca il nome di un suo ex compagno di squadra: «Skriniar, che conosco anche molto bene. E poi anche se non ho giocato quella partita, l’avversario che mi ha impressionato di più è stato Cristiano Ronaldo».

L’IDOLO – Poi racconta del suo idolo sin da quando era bambino, Zlatan Ibrahimovic, sua fonte di ispirazione, così come Icardi: «Idolo? È sempre stato Ibrahimovic fin da quando ero piccolissimo. Negli ultimi due anni mi sono allenato con Icardi, ho avuto la fortuna di conoscerlo e frequentarlo anche fuori del campo e debbo dire che è un bravissimo ragazzo. Mi ha aiutato molto. E poi le sue doti calcistiche sono innegabili».

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