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De Grandis: «Eriksen? Può cambiare. Non ideale per Conte, ma ha di più»

De Grandis ha valutato la gestione di Eriksen, per un anno oggetto misterioso dell’Inter riemerso ieri al 97′ con la punizione vincente nel derby. Il giornalista, ospite di Sky Sport 24, ha ipotizzato come potrà essere inserito il danese da Conte.

NUOVA IDENTITÀStefano De Grandis analizza come gestire Christian Eriksen dopo il derby Inter-Milan: «Può cambiare qualcosa. Nel senso: non è una novità che lui calci benissimo in porta. Già in un derby aveva preso l’incrocio dei pali da molto più lontano. Ieri, davanti alla TV, ho pensato che avrebbe fatto gol. Messo in un pezzo di partita al posto di Marcelo Brozovic è uno che può risolvere anche coi tiri da lontano: poco prima si era messo il pallone sul sinistro e aveva calciato potentissimo, ribattuto. Credo che nel calcio attuale avere uno che può tirare da fuori può essere un’opportunità in più per un allenatore. Un pizzico di cattiveria lo può aiutare. Lui, dal punto di vista tecnico, ha un po’ in più degli altri».

I DUBBI – De Grandis prosegue: «Eriksen non lo vedo come il tipo di giocatore ideale per Antonio Conte. Tant’è vero che ora vuole ritagliargli un posto come vice-Brozovic. Essendo un giocatore di livello internazionale devi usarlo per quello che sa fare: ci saranno delle partite in cui potrà utilizzarlo. La vera anomalia è che lui è stato utilizzato sempre all’88’, allora diventa difficile. Può non considerarlo fra i titolari, e fare scelte diverse, ma utilizzarlo negli ultimi minuti è come non averlo. Sentir dire da Conte che se lo vuole tenere stretto è un po’ un controsenso: non aveva mercato, oppure sarebbe partito. Se da qui in avanti Conte è bravo a sfruttarlo meglio per l’Inter. Per quanto riguarda Romelu Lukaku non lo vedo “gigante buono”, non è un mollaccione che deve essere stimolato. Poi gli episodi capitano, sono frutto della partita».

ALTRA ALTERNATIVA – De Grandis chiude su Alexis Sanchez: «A me, da quando è arrivato all’Inter, non è dispiaciuto. Meglio a partita in corso, perché è un brevilineo, ma non sarà mai quello delle sue esperienze all’Udinese e all’estero perché è più vecchio. Giocare contro una squadra in dieci con un trequartista e due punte è più facile, perché Sanchez non fa certo la difesa».

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