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Inzaghi, ottobre rosso: Inter dentro o fuori! Niente posto fisso né alternative

Inzaghi è l’unica persona a cui l’Inter può affidarsi oggi per provare a uscire da una situazione che non può non essere assimilata a quella di una crisi vera e propria. Il prossimo mese darà tutte le risposte cercate nel breve periodo ma con una visione anche sul lungo periodo. Quello post-Qatar 2022, che rischia seriamente di apportare grosse novità in casa nerazzurra

MESE VERITÀ – L’ultima settimana di settembre coincide con gli ultimi giorni di finto relax in casa nerazzurra. Nel weekend si tornerà in campo per un periodo no-stop fino alla lunga sosta internazionale di Qatar 2022 (metà novembre-fine dicembre). Il calendario dell’Inter di Simone Inzaghi presenta subito la Roma a San Siro in Serie A (1° ottobre) e il Barcellona in Champions League (4 ottobre). In seguito doppia trasferta tra Reggio Emilia, in casa del Sassuolo (8 ottobre), e Spagna, dallo stesso Barcellona (12 ottobre). Poi a Milano la Salernitana (16 ottobre) e a Firenze la Fiorentina (22 ottobre). Per chiudere, in casa sia il Viktoria Plzen (26 ottobre) sia la Sampdoria (29 ottobre). Otto partite in un mese, che diventano nove con la trasferta in casa del Bayern Monaco (1° novembre). Prima di andare a Torino, in casa Juventus (6 novembre), l’Inter di Inzaghi conoscerà già il suo destino internazionale: ottavi di Champions League da prima o seconda del girone, retrocessione in Europa League oppure eliminazione da ogni competizione europea. Le ultime due partite del 2022, in casa contro il Bologna (9 novembre) e a Bergamo contro l’Atalanta (13 novembre), diventano 180′ più recupero di secondaria importanza: sarà il mese precedente a decretare finita la crisi… o la stagione dell’Inter di Inzaghi. Dentro o fuori.

Inzaghi costretto ad allontanare la “Crisi Inter”

FINE ANNO – Inutile girarci intorno. L’Inter post-Udine non può pensare di affrontare indenne la tempesta in cui si è avventurata. Da settimane si parla di Inzaghi a rischio esonero ma non è nemmeno questo il problema, oggi. A essere maggiormente a rischio è il progetto tecnico nerazzurro. Un progetto tecnico che rischia di saltare prima ancora di metà stagione. L’Inter in Italia deve rientrare in corsa nella lotta Scudetto (obiettivo sportivo). E in Europa passare il girone nel Gruppo C (obiettivo finanziario). Non due imprese impossibili, sia chiaro. In mancanza di questa combinazione, però, la stagione dell’Inter potrebbe essere definita fallimentare già prima di Qatar 2022. E a quel punto sì che lo scossone potrebbe arrivare. Anche in panchina. Inzaghi sa di essere a rischio insieme a calciatori e dirigenti. All’Inter non esiste più il posto fisso garantito. Il mercato di gennaio sarà una conseguenza dei risultati ottenuti in campo nel prossimo mese. Cessioni, prestiti, rinnovi o qualche occasione alla voce acquisti, se ci sono le condizioni. Il tutto legato anche alle evoluzioni ai piani alti, perché il primo “posto fisso” a rischio è quello della proprietà. Una cosa è certa: le soste non sempre aiutano. Gli “effetti” della prima si vedranno a partire da Inter-Roma. Per un mese e mezzo. La seconda, molto più lunga, non sarà per niente rilassante e/o rigenerante a priori. Pertanto meglio renderla più “vivibile” possibile con un ottobre da cerchiare in rosso: il compito di far uscire l’Inter dalla crisi è affidato a Inzaghi, oggi. Nel 2022 la società nerazzurra non può permettersi tanti cambiamenti (ma nel 2023 potrebbe…).

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