Malagò: “Inter? C’è un problema di calendari. Ipotesi gare a porte chiuse…”

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23 Febbraio 2020, 18:17
Malagò
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Giovanni Malagò, presidente del CONI, ai microfoni di “Sky Sport” ha parlato dell’emergenza coronavirus che in queste ore ha colpito anche il mondo del calcio e in particolare la Serie A, con ben quattro partite rinviate (tra queste anche Inter-Sampdoria). Proprio sull’Inter si sofferma il presidente del CONI in merito ai problemi legati ai calendari partendo già dalla prossima partita di Europa League in programma giovedì. 

NOTTATA CONVULSAGiovanni Malagò ai microfoni di Sky spiega subito quella che è stata la nottata appena trascorsa, tra note e comunicati: «Penso che in questo momento il mondo dello sport non deve andare per conto proprio, deve assolutamente essere allineato con quelle che sono le disposizioni delle autorità vigilante, in particolare il Governo che ha oneri e onori in merito a tutto questo. La nottata di ieri sera è stata abbastanza convulsa con il consiglio dei ministri che è finito tardissimo, e con questo decreto ci siamo adeguati ma anche convinto che questa valutazione per il momento sia quella più giusta poi è chiaro, chi ci ascolta magari avrebbe potuto fare qualcosa di diverso».

GARA A PORTE CHIUSE – Malagò continua parlando dell’ipotesi gare a porte chiuse: «Gare a porte chiuse? Era una delle ipotesi, però secondo me sarebbe stato profondamente sbagliato e aggiungerei non corretto (riferendosi alla giornata di campionato attualmente in corso, ndr). Non c’è solamente il calcio, qui ci sono tante manifestazioni che sono coinvolte. Non potevamo anticipare determinate scelte. Dialogo? Fino a tarda sera ho sentito dirigenti di società coinvolte nelle partite di oggi, il discorso porte chiuse è stato preso in considerazione il discorso è che oggettivamente ci sono due problematiche: la prima è che per esempio nel caso dell’Inter ci sono circa settantamila biglietti venduti e quindi la società si doveva far carico di tutto quello che era l’aspetto economico. La seconda questione è che se tu decidi, in così poche ore, di fare una partita a porte chiuse con la gente che ha già acquistato il biglietto, che magari già è sulla piazza, qui c’è un problema serio di ordine pubblico. In queste ore queste forze di polizie sono impegnate ad altre parte, questo è un tema che non riguarda ma chi ha questa responsabilità»

L’OBIETTIVO – Malagò parla delle priorità e pone subito degli obiettivi: «Quelle che sono state le decisioni del governo, ieri in tarda notte sono state comunicate con una nota con posta elettronica a tutte le associazioni sportive coinvolte su queste territori, poi questa mattina è stata comunicata la decisione riguardo la partita del Torino. Non c’è una regola. L’obiettivo è che nel breve è quello di ristabilire tutto perché altrimenti i problemi sono sotto gli occhi di tutto ma devono andare un attimo in secondo piano, con l’obiettivo di risolverlo nel più breve tempo possibile».

I CALENDARI – Malagò conclude parlando nello specifico del problema calendari in riferimento all’Inter«C’è un problema molto serio che riguarda i calendari che non sono regolati dal sottoscritto, ma non sono regolati in pratica da nessuno. Si incastra con quello che sono gli organismi internazionali, ad esempio giovedì l’Inter ha una partita di ritorno dei sedicesimi di Europa League, poi c’è un ritorno di Coppa Italia a Napoli. Ne ho parlato ieri sera con Beppe Marotta, l’ultima chiamata con lui è stata alle due e mezza di notte, poi ho parlato anche con la Lega Calcio: l’Inter non avrebbe più un mercoledì o un giovedì libero fino a un’eventuale finale di Coppa Italia che è già stata fissata, e non può essere anticipata perché abbiamo l’Europeo 2020 e i calciatori si devono incontrare un po’ prima con Roberto Mancini. Ci dobbiamo riaggiornare. Oggi non è possibile e neanche serio avere una risposta in merito».


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