Mondo Inter

Schelotto: “L’Inter era la mia occasione, ma Mazzarri fu un incubo”

Ezequiel Schelotto ha concesso una lunga intervista a Gianluca Di Marzio in cui ha ricordato anche il suo passato all’Inter, vi proponiamo i passi più significativi

AL CATANIA CON SIMEONE- “Esperienza bellissima, era come tornare ragazzo. Eravamo tutti argentini, una grande famiglia. Simeone un allenatore vero, diretto. Con lui parlavi di calcio, ma era la stessa persona che ti prendeva da una parte e ti chiedeva come stavi, come andavano le cose a casa. Un’umanità vera e mai forzata, ma soprattutto diretta, a uomo. E per me che allora avevo poco più di venti anni fu un’esperienza pazzesca. Mate, canzoni argentine, el mono Burgos che era uno di noi…ero tornato a casa. Un giorno venne nello spogliatoio e disse ‘ragazzi oggi giocano 11 argentini e i cambi saranno 3 argentini’. Perché? Lo disse poi ai giornalisti, io sono l’allenatore e decido, oggi avevo deciso così”.

CATANIA-PALERMO 4-0 GIORNATA INDIMENTICABILE- “Mancava poco all’inizio della partita, eravamo arrivati da poco allo stadio. doveva essere il momento della riunione tattica ma lui entrò nello spogliatoio e disse ‘oggi non parlerò, non vi dirò nulla. Vi faccio vedere un video di quattro minuti e con questo video andate a giocare’. Mise il discorso di Al Pacino di ogni maledetta domenica. Quel video ci caricò tantissimo, in campo volavamo. E adesso quando rivedo l’Atletico Madrid mi rivedo in quello spogliatoio. Perché lui è così e non cambierà mai”.

L’INTER- “Era la mia grande occasione, giocare in un grande club come l’Inter. I sei mesi con Stramaccioni andarono bene, ci fu il derby, giocai abbastanza. Ma era un’Inter ancora legata al Triplete, piena di campioni che avevano vinto tutto con Mourinho. Ero giovane e non mi fu data la possibilità di far vedere quello che valevo”.

MAZZARRI UN INCUBO- “Non mi considerava. Non mi mise in rosa per quella stagione. Senza una spiegazione, senza darmi la possibilità di farmi vedere. Non chiedevo la maglia da titolare, ci mancherebbe, ma volevo giocarmela. Volevo dimostrare di valere l’Inter”.

DOPO MAZZARRI I PRESTITI E I CONTINUI RIENTRI ALL’INTER- “E’ dura allenarsi da solo, nel campo accanto ai tuoi compagni, mentre fai il tuo lavoro, ma sai che comunque non ti puoi giocare le tue carte”.

COSA NON RIFAREI- “La rescissione di contratto con l’Inter. Fu un errore, tornassi indietro continuerei a lottare, provando a convincere l’allenatore che Schelotto all’Inter può giocare”.

Fonte: gianlucadimarzio.com

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