Mondo Inter

Gastaldello: “Finire campionato una forzatura, non è calcio. Rischi…”

Intervenuto sulle frequenze di “Rai Radio Uno” nel programma “Radio anch’io sport”, Daniele Gastaldello – difensore e capitano del Brescia che nel girone di ritorno deve ancora affrontare l’Inter a San Siro – ha criticato la decisione di ripartire con il campionato in seguito all’emergenza Coronavirus.

FORZATURA – Dure parole quelle di Daniele Gastaldello, difensore del Brescia, riguardo alla possibilità di riprendere il campionato: «Resto dell’idea che non è sicuro riprendere il campionato. Non bisogna avere paura, ma credo che finire questo campionato sia una forzatura. Si va incontro a dei rischi non solo di contagio per il virus, ma anche di incolumità dei giocatori. Andare a giocare 12 partite in uno spazio di tempo così ristretto si rischia molto, soprattutto giocandoli in estate con delle temperature importanti. Ho letto che vogliono farci giocare anche in pieno pomeriggio e, per me, è una cosa scandalosa. Non è fattibile».

FALSATO – Gastaldello ha anche tenuto a precisare come ormai la situazione del campionato sia totalmente falsata: «Nel resto d’Italia magari non si percepisce quello che è successo in Lombardia. A Brescia si è vissuto un trauma importante, è morta tanta gente. Io incontro molte persone per strada che mi chiedono perché iniziamo a giocare e le capisco. Sicuramente tutto deve ricominciare, dal lavoro al calcio, tutto deve ripartire. Però come ho detto prima questo campionato secondo me riparte in maniera molto forzata. Possiamo parlare di un altro campionato, non potrà mai essere come quello sospeso a marzo. La forma fisica delle squadre sarà diversa, la situazione senza tifosi sarà diversa. Non è calcio, stiamo finendo un campionato in una maniera che non è il calcio».

PERICOLI – Sul programma proposto per la ripresa, Gastaldello ha voluto sollevare alcune perplessità: «Sui Playoff non sono d’accordo, si va a modificare un regolamento a campionato in corso e anche questo non è giusto. Ho visto che altri sport di contatto come rugby e basket riprenderanno direttamente col campionato nuovo. Si rischia di rovinare non solo questo, ma anche il prossimo campionato. Pensiamo che alla fine dell’anno prossimo ci sono gli Europei, per cui si rischia molto. Non siamo macchine, siamo esseri umani. Il nostro fisico è rimasto fermo e adesso ci chiedono di prepararci in meno di un mese per fare dodici partite da fine giugno a fine agosto».

PROBLEMATICHE – Infine, Gastaldello ha voluto elencare alcune delle problematiche vissute dai giocatori: «Mi ha colpito molto vedere che i giocatori non si siano esposti. Anche nella stesura del protocollo non ci è stato chiesto cosa ne pensassimo, se ci fossero cose da sostituire o da cambiare. Noi siamo i primi che dobbiamo attuarlo e siamo noi a poter dare dei suggerimenti. In questo momento credo che il giocatore debba stare zitto e giocare ma non è giusto perché siamo parte fondamentale del mondo del calcio e quindi dovremmo poter dire la nostra. Stipendi? Noi siamo stati pagati regolarmente, poi ripeto, magari siamo privilegiati ma ricordo a tutti quanti che ci sono giocatori di Serie A che guadagnano tanti soldi, ma dietro di loro ci sono coloro che giocano nelle categorie inferiori che guadagnano stipendi al minimo federale e devono mantenere una famiglia. Credo che debbano essere pagati, non possono andare a prendere i soldi con tre, quattro, cinque mesi di ritardo. Non si deve generalizzare. Non siamo tutti uguali a Cristiano Ronaldo».

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