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Muriel nome perfetto per l’Inter che vuole arrestare la sua crescita graduale

Muriel è l’ultimo nome accostato all’Inter per rinforzare l’attacco nella prossima stagione. Il talento del colombiano non è mai stato in discussione ma per parlare di operazione vincente bisogna valutare pro e contro. E forse questi ultimi sono maggiori rispetto ai primi

BOMBER RITROVATO – Il nome di Luis Muriel è tornato in auge in questa stagione grazie all’enorme lavoro fatto da Gian Piero Gasperini su di lui. Perché il Muriel pre-Gasperini era già fortissimo ma i complimenti finivano lì. Al talento. Inespresso. E discontinuo. Praticamente lo stesso discorso fatto per Romelu Lukaku dopo l’incontro con Antonio Conte all’Inter (vedi articolo). Oggi il colombiano dell’Atalanta è rinato. Ed è stato nuovamente accostato ai colori nerazzurri di Milano (vedi articolo). Ma parliamo pur sempre di un classe ’91, vale a dire un calciatore che compirà 30 anni tra meno di un mese. Un giocatore che nelle ultime due stagioni ha iniziato a mostrare una discreta continuità facendo la riserva del coetaneo connazionale Duvan Zapata, che nell’Inter sarebbe perfetto come alter ego di Lukaku. E Muriel?

COSTI ELEVATI – Muriel è una scommessa. Una costosissima scommessa. A prescindere dal prezzo che farà l’Atalanta – bottega giustamente cara -, il profilo in questione non è monetizzabile come investimento in prospettiva. Se prendi Muriel nel 2021, per fare la riserva e completare il pacchetto offensivo con caratteristiche diverse dal terzetto attuale, te lo tieni finché non si svaluta. Perché l’apice della carriera l’ha toccato con Gasperini a Bergamo e non ci sono tantissimi margini di crescita altrove. Nemmeno all’Inter con Conte, che forse è l’unico allenatore in grado di continuare il metodo “bastone e carota” utilizzato da Gasperini negli ultimi due anni. Le caratteristiche della punta colombiana sono perfette per ciò di cui necessita l’Inter oggi ma l’investimento economico è fin troppo azzardoso. La strategia nerazzurra, soprattutto ora, dev’essere quella di puntare su acquisti in grado di crescere e far crescere il proprio valore sia economico sia tecnico. L’esempio ideale è rappresentato da Lautaro Martinez, arrivato dall’Argentina. A meno che si fiuti l’affare a costo zero come Alexis Sanchez, scaricato dal Manchester United. Muriel non può soddisfare questi requisiti, pur potendo alzare il livello della rosa dell’Inter. Soprattutto come erede di Andrea Pinamonti partendo dalla panchina.

CRESCITA GRADUALE – Fare la terza-quarta punta a Milano non è come farla a Bergamo. Di Julio Cruz ne nasce uno ogni vent’anni. E se investi tanto su un 30enne che in carriera ha dimostrato di avere più i difetti di Adriano e Antonio Cassano che i pregi di Ronaldo e Diego Milito, forse è il caso di rifletterci un attimo sopra. Muriel farebbe al caso dell’Inter? Sì, perché è fortissimo. Ma ne varrebbe la pena? A questa domanda è difficile rispondere ma la situazione finanziaria dell’Inter oggi, oltre all’equilibrio ritrovato in rosa, spinge verso il no. In casi come questi è opportuno valutare tutti i pro e i contro dell’operazione. Il profilo è giusto tenerlo sotto osservazione ma il mercato offre sicuramente occasioni migliori. Perché il rischio è sempre quello di far firmare il contratto della vita a un calciatore destinato ad appiattirsi a livello di prestazioni, considerando l’Inter l’apice della propria carriera. E invece l’Inter ora ha bisogno di calciatori affamati. Per continuare a crescere gradualmente, insieme. In attesa di sviluppi di mercato…

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