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Hakimi inizia a dar fastidio: Inter, solo in Italia essere Roberto Carlos è un problema

Hakimi è tornato sulla bocca di tutti grazie alla prima doppietta con la maglia dell’Inter in Serie A. Peccato ci sia tornato senza dribblare i soliti nemici, quelli per cui essere Roberto Carlos in Italia è un difetto da pagare

ALTI E BASSI – La carriera nerazzurra di Achraf Hakimi è iniziata da poco. L’avvio sprint, seguito da un’involuzione probabilmente più mentale che tecnica, ha dato molti spunti. Alla critica. Quella distruttiva, non costruttiva. Arrivare in Italia a 22 anni non deve essere semplice per un ragazzo cresciuto calcisticamente in Spagna (Real Madrid) e sbocciato definitivamente in Germania (Borussia Dortmund). Farlo sulla base di un investimento di 40 milioni di euro più 5 bonus, senza contare il ricco ingaggio riconosciutogli alla firma, permette di avere addosso gli occhi di tutti. E pressioni extra. L’avventura interista di Hakimi è iniziata così. Con qualche critica anche meritata.

NUOVO MAICON – A distanza di circa due mesi e mezzo (calcistici anche meno) la prima stagione nerazzurra, in termini di statistiche, dice: 3 gol in Serie A e altrettanti assist, più uno in Champions League per un totale di 4 assist. In 14 partite, spezzoni compresi, di cui appena 9 da titolare. Numeri incredibili per chi debutta in una nuova squadra di un nuovo campionato in un nuovo sistema di gioco con un nuovo allenatore. Ma soprattutto, numeri incredibili per chi è abituato alla mediocrità italiana. Un esterno di questo livello non si vede da anni nel settore giovanile azzurro. E non è un caso che il “gemello” mancino Theo Hernandez stia facendo sfracelli con la maglia del Milan. L’Inter spera di avere in casa il “nuovo Maicon“, paragone piuttosto ingombrante.

ROBERTO CARLOS – Tutto bello. Solo che in Italia essere un esterno “alla Hakimi” (o “alla Theo Hernandez”) è un problema. Se ne parla come un terzino, sebbene stia giocando a centrocampo. A tutta fascia nel 3-5-2 di Antonio Conte, di certo non il più facile dei compiti tattici. Si esaltano le doti offensive, ma solo per criticare quelle difensive. E distruggerlo attraverso la stampa. Non è normale ascoltare e leggere i paragoni con Roberto Carlos (il miglior terzino sinistro degli ultimi 25 anni, ndr) a mo’ di offese. Eppure in Italia l’eccellente Roberto Carlos ha fatto vedere benissimo cosa era e cosa sarebbe potuto essere, se fosse rimasto all’Inter. Evidentemente per qualcuno è un problema. Questo Hakimi sta iniziando a dare fastidio: l’Inter si preoccupi solo di proteggerlo dai riflettori sanguigni, al resto ci penserà il classe ’98 marocchino sul campo.

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