Sappiamo già che calciomercato sarà ma non sappiamo se il calcio ripartirà

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7 Aprile 2020, 19:24
Lionel Messi Barcellona-Inter
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Chi verrà acquistato in estate? Quanti soldi verranno investiti? Che calciomercato sarà in tempi di Coronavirus? Domande legittime, probabilmente inutili oggi, ma necessarie per distrarsi un po’ di questi tempi. Almeno finché il solito sciacallaggio non prende il sopravvento. “Messi-Inter” scrive un’altra pagina del calcio annata 2020, anche se ancora non è chiaro in che modo si tornerà a giocare una partita di questo sport. Incredibile

MESSI (MALE) – È bastato un nome. Una risposta. Un’intervista. E si è scatenata la macchina della fuffa. Lionel Messi all’Inter! Se Massimo Moratti non avesse aperto bocca, nelle ultime ore si sarebbe parlato di tutt’altro. Come ad esempio che tipo di regola inventare per tornare a giocare a calcio. E non è bastata nemmeno la smentita arrivata a distanza di meno di 24 ore. Ormai il “danno” era stato fatto. Tutti hanno sfruttato questo assist per dare sfogo alla propria fantasia. Sia gli “esperti” di mercato sia quelli che con il calcio – e ancor meno con il mercato – non hanno nulla a che vedere. Tutti possibilisti. L’affare può andare in porto. Il colpo si farà. Ecco in che modo. I dettagli. E tutte quelle frasi fatte tipiche di chi non sa assolutamente di cosa si sta parlando.

FUFFA (MERCATO) – La scia suggerita da Moratti è diventata ben presto un solco. Un solco utilizzato male per scavare, scavare e scavare ancora. Come cantato da Daniele Silvestri: «Più in basso di così, c’è solo da scavare» (“Salirò”, ndr). Ecco, gli addetti ai lavori del calcio in questo periodo stanno scavando per sotterrare una passione purtroppo ferma per motivi più seri di ’90 di gioco. Come se non ci fosse nulla di più importante – o quantomeno utile – da fare, nonostante la prevedibile noia casalinga. Facendo danni inenarrabili. «Chi sa solo di calcio, non sa niente di calcio» è una citazione attribuita a José Mourinho. Ed è verissimo, ancora di più se si parla di mercato. Ora prepariamoci alla sostituzione. Esce l’informazione, entra la fuffa (del calciomercato).

BARCA (AFFONDATO) – Farci credere che il “sogno Messi” non sia più un sogno “grazie al Coronavirus” è un’impresa. La crisi economica mondiale colpirà anche il calcio. Vero. Tutte le società subiranno un calo del fatturato. Ciò comporterà un potere d’acquisto minore. Meno entrate, meno uscite. I prezzi di mercato verranno abbattuti. E gli ingaggi dei calciatori caleranno. Di conseguenza, se Messi fino a ieri costava 700 milioni di euro (cifra della clausola rescissoria), oggi la scadenza (30 giugno 2021) diventa protagonista. Il Barcellona passa in secondo piano. E bla bla bla. Non si capisce ancora bene quale sia il vantaggio tratto (solo) dall’Inter in tutto ciò, ma a quanto pare è un dettaglio che non interessa per andare in prima pagina. Purché se ne parli.

CHIESA (VICINO) – Ma se argomentare sul colpo “Messi-Inter” è un’impresa, sicuramente lo è di meno farlo su altri nomi. A volte bisogna partire proprio dal basso prima di spararsi le cartucce migliori. La credibilità ormai si basa sulla quantità di dettagli che si riescono a dare, anche senza verificarli. Ed è fondamentale che se ne parli per più tempo possibile. Messi in tempi di Covid-19 è un fuoco di paglia – come tanti altri -, mentre Federico Chiesa si presta bene al periodo. Aprile, maggio, giugno, forse pure luglio e agosto se la stagione dovesse ripartire in estate. Ah già, il calcio è fermo. Ma il calciomercato è più attivo che mai. Anche in questi tempi drammatici. Ne parlano tutti, perfino i politici. Allora è proprio vero che il settore sportivo-calcistico è in crisi. D’identità.

RIPARTENZA (NORMALE) – A distanza di un mese, ormai, dall’ultima pseudo-partita giocata (Juventus-Inter, ndr), l’Italia ha offerto il peggio. I litigi sugli allenamenti e sugli stipendi sono ancora oggi in prima pagina, perché nessuno ha pensato di trovare una soluzione. Per non parlare del calendario e delle modalità di ripresa. In questo caso, la volontà attuale sembra proprio quella di non cercare nemmeno una soluzione, bensì lasciar passare il tempo. Finché qualcosa, per inerzia, dovrà aggiustarsi. Ripartendo. Ed è questo il verbo che oggi, più di tutti, dovrebbe essere in prima pagina: ripartire. Tutti hanno voglia di “normalità”, anche nel mondo del calcio. Ma nessuno si sforza a offrirla. Si preferisce la facile via del sensazionalismo, pur di non pazientare e rispettare.


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