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Handanovic non esulta (troppo) dopo i gol di Lautaro Martinez in Inter-Milan

Handanovic si ritrova a essere inconsapevole protagonista di un Derby di Milano e non per l’ennesimo clean sheet stagionale. Il capitano e portiere dell’Inter viene preso come metro di giudizio per condannare la decisione dell’arbitro Mariani. E rendere così “valido” il gol irregolare di Bennacer. Proviamo a ricostruire il 3-0 di Inter-Milan dalla stessa prospettiva

PROTESTE – Nulla di nuovo nel day after calcistico in Italia. Le polemiche del Derby di Milano diventano per l’ennesima volta alibi per i perdenti. Il netto 3-0 di Inter-Milan (rivivi completamente quanto successo a San Siro, ndr) in queste ore viene narrato come se fosse andato in scena uno striminzito 1-0 frutto di un episodio discusso. E anche provando a vestire i panni del tifoso rossonero, che – se giornalista – dimentica la deontologia pur continuando a spacciarsi per soggetto super partes, risulta impossibile analizzare diversamente la partita. Il 3-0 dell’Inter di Simone Inzaghi non è caratterizzato da errori arbitrali. Quindi va bene il fastidio provato per l’eliminazione a ridosso della Finale di Coppa Italia, ma finisce lì. E va bene anche il fastidio per il gol del 2-1 virtuale annullato a Ismael Bennacer, ma fa parte del regolamento. Stop. Far passare il messaggio che il gol non sia/fosse da annullare semplicemente perché Samir Handanovic non impazzisce contro l’arbitro Maurizio Mariani è semplicemente folle. Ridicolo solo pensarlo. Ancora di più ribadirlo senza vergogna. Le proteste del capitano nerazzurro ci sono. E la lunga valutazione, dopo la segnalazione del VAR, gli danno ragione. Basta questo. Basterebbe, anzi. Quando si ha ragione, non serve farla valere attraverso atteggiamenti demoniaci. Anche se qualcuno, evidentemente, è abituato così. E per questo polemizza inutilmente (con la sciarpa da tifoso al collo).

Se Handanovic esulta così come protesta

ESULTANZA – La narrazione di Inter-Milan risulta essere ben peggiore di quanto visto in campo. Nessuno nega che il 3-0 sia un risultato bugiardo che penalizza eccessivamente il Milan di Stefano Pioli, eppure la squadra rossonera non ha fatto nulla di più per meritare il passaggio del turno. Fosse finita 2-0 o 2-1, o semplicemente 1-0 dopo la splendida rete di Lautaro Martinez, probabilmente non ci sarebbero state le attuali polemiche. Il 3-0, invece, fa male. E un non-episodio da moviola diventa motivo di narrazione fantasy di una partita senza storia. Il nemico nerazzurro si allea con l’arbitro per avere la meglio sul super eroe rossonero. A cui non resta che trovare un nuovo alleato. Nuovo alleato che non può essere Handanovic, protagonista sia all’andata con le sue parate sia al ritorno con le sue proteste educate. Quelle che alcuni sono “non proteste” ma solo perché Pierre Kalulu in fuorigioco “non influisce” sul “non tuffo” di Handanovic. Del resto, la calma è la virtù dei forti. Non a caso. Figuriamoci cosa sarebbe successo se Handanovic non avesse esultato (come un pazzo, sia chiaro!) dopo la doppietta di Lautaro Martinez… E in effetti è proprio così. Gol da annullare, no? Utilizzando lo stesso insensato metro di giudizio, ovvio. Ma guai a confondere realtà e finzione (fuori dal bar).

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