Handanovic-Inter fino al 2022? Scelta ok, ma a una sola condizione (futura)

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9 Settembre 2020, 12:09
Handanovic Handanovic
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Handanovic ha legato indissolubilmente la sua carriera ai colori dell’Inter. Il numero 1 e capitano nerazzurro ha rinnovato di un anno il suo contratto, prolungandolo fino al 2022. Una scelta coerente della società, purché sia chiaro il suo ruolo nell’ultimo anno di contratto.

RINNOVO – Come si vociferava già da un po’, l’Inter e Samir Handanovic hanno prolungato di un anno il proprio rapporto. L’attuale numero 1 resterà così nerazzurro fino all’estate 2022, completando dieci stagioni con la maglia dell’Inter. Una maglia che lo sloveno ha conquistato con tanto lavoro e poche (anzi, pochissime) parole. E sebbene non abbia (ancora) alzato un trofeo in nerazzurro, ha potuto colmare un suo grande sogno: giocare stabilmente in Champions League (solo 2 presenze con l’Udinese). Un sogno a lungo inseguito e da Handanovic spesso sbandierato come motivo di insoddisfazione, quando l’Inter languiva distante dalle zone europee. Ripercorriamo quindi le otto stagioni nerazzurre dello sloveno.

PERCORSO – Il percorso di Handanovic nell’Inter genera polarizzazioni nette tra i tifosi. Da una parte, chi lo ritiene uno dei migliori di sempre. Dall’altra quelli che, pur riconoscendogli i giusti meriti, non trascurano alcune leggerezze di valutazione. Facciamo quindi un passo indietro: quanto è migliorato lo sloveno, da quando è in nerazzurro? Arriva con la noméa di “pararigori” e in un certo senso la mantiene: 13 rigori parati in nerazzurro, su 49 subiti. E uno degli aspetti in cui cresce sicuramente di più è il gioco coi piedi, che lo rendono un perno centrale nella costruzione dal basso. Tuttavia, viene difficile trovare altri elementi del suo gioco in cui sia davvero migliorato.

LEADERSHIPHandanovic arriva all’Inter nel 2012, a 28 anni, all’inizio della fase di piena maturità. Eppure sono diversi i fondamentali in cui deve ancora completare l’apprendimento. In primis, l’uscita alta e gli uno contro uno con gli attaccanti. E la sensazione, più che netta, è che nel tempo abbia preferito imparare ad ottimizzare movimenti e reazioni, muovendosi solo in condizioni di assoluta sicurezza. Pur senza negarsi quando è stato necessario svolgere gli straordinari, come nell’ultima gara con l’Empoli della stagione 2018/19. E anche la leadership, che l’ha portato a diventare capitano dell’Inter dopo l’affaire Icardi, non è una dote in cui sembra eccellere. Spesso lo si vede in difficoltà nel guidare la manovra della difesa, specie in situazioni di transizione al passivo. Questo non è un tentativo di sminuirlo, vogliamo solo vedere il contributo di Handanovic alla causa nerazzurra nella giusta prospettiva.

FUTURO342 presenze e 365 reti subite dopo, che Handanovic possa chiudere la carriera in nerazzurro è più che lecito. Nell’ambiente Inter si è guadagnato il rispetto di tutti, e la fascia di capitano è legata saldamente al suo braccio. Ma quale sarà il suo “vero” ruolo, in quest’ultimo biennio all’Inter? Per la stagione che inizierà a giorni, difficile aspettarsi qualcosa di diverso: il capitano e il portiere titolare sarà ancora lui, il tempo per le sorprese non c’è. Però è necessario sfruttare al meglio i prossimi 12 mesi per individuare il suo erede, e portarlo a Milano già la prossima estate. Un’ultima stagione da titolare, alla veneranda età di 38 anni, non sarebbe lo scenario migliore. Nessun atto di lesa maestà, è semplicemente giunto il momento – anche per Handanovic – di passare i suoi guantoni ad un altro. Che si tratti di Juan Musso, di Alessio Cragno o di Alex Meret. O di qualcun altro, al momento sconosciuto o – meglio ancora – insospettabile.



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