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Handanovic e l’insostenibile peso del dodicesimo: Inter, basta temporeggiare

Handanovic è arrivato a un punto di svolta della sua carriera. Non tanto per l’età anagrafica, quanto per il ruolo all’interno del club. L’attuale capitano e numero 1 dell’Inter sarà parte attiva nell’importante decisione da prendere a fine stagione. E non c’entra solo il ruolo di portiere

NUOVI EQUILIBRI – Tra i tanti rinnovi dei contratti in scadenza che l’Inter (vedi focus) dovrà discutere entro fine stagione, quello di Samir Handanovic è uno dei più delicati. Sia perché si tratta di un titolare, al momento, sia perché le cifre non sono per niente a buon mercato. L’arrivo di André Onana (1996) a parametro zero cambia i piani nerazzurri, che per la prossima stagione prevedono l’iniziale alternanza tra i due estremi difensori. A discapito dell’attuale dodicesimo Andrei Radu (1997), in uscita. Ma che l’alternanza sia possibile è solo teorico. Per far sì che ciò avvenga, Handanovic dovrà accettare la nuova proposta contrattuale. E quindi un ruolo non più da primadonna tra i pali né un ingaggio da titolare. Si parla di cifre più basse, com’è normale che sia. Handanovic accetterà mai questa degradazione su tutta la linea? Il rinnovo di contratto ci sarà solo se entrambe le parti saranno d’accordo su questo nuovo scenario. Il nuovo ruolo da chioccia deve essere recepito come un orgoglio, non come un’umiliazione di fine carriera.

Il futuro nerazzurro di Handanovic da decidere

COME BUFFON – Handanovic è nato il 14 luglio 1984, ciò significa che inizierà la prossima stagione da 38enne a tutti gli effetti. Per utilizzare un metro di paragone credibile per il suo doppio ruolo, sia da portiere (titolare) sia da capitano (di un top club europeo), Gianluigi Buffon (1978) a questa età è ancora il numero 1 della Juventus ma affiancato da un dodicesimo “ambizioso” come Neto (1989). A Torino servirà un’altra stagione prima dell’investimento su Wojciech Szczesny (1990), acquistato per “crescere” all’ombra di Buffon prima di diventarne l’erede. E quindi costringere lo storico portiere-capitano bianconero a retrocedere nelle gerarchie, diventando di fatto ciò che ha sempre temuto: il dodicesimo. Uno status mai realmente accettato che porta Buffon per un anno a Parigi, prima di fare ritorno a Torino per l’illusione Champions League con Cristiano Ronaldo, perdendo però pali (Szczesny è il titolare), numero 1 (gioca con il 77) e fascia di capitano (in favore di Giorgio Chiellini, come nella Nazionale Italiana). E ovviamente l’ingaggio da top player. Lo scenario che prospetta oggi l’Inter ad Handanovic è identico, ma senza il Paris Saint-Germain come sparring partner: nessuno gli sta togliendo la porta dell’Inter alle spalle, semplicemente verrà meno la certezza del posto fisso. E a prescindere da Onana, in ogni caso. L’importante è che si faccia chiarezza sui nuovi equilibri tra i pali e anche per quanto riguarda il capitano post-Handanovic: Inter, basta temporeggiare. Serve una presa di posizione netta per non alimentare inutili ma pericolose incomprensioni.

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