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Colonnese: «Ecco quando è cambiata l’Inter. Paura al mio primo giorno!»

L’Inter oggi festeggia 113 anni di storia. Francesco Colonnese, ex nerazzurro, è intervenuto ai microfoni di “Radio Nerazzurra”, all’interno di “Social Media Club” con Lapo De Carlo e Sergio Sironi. L’ex difensore parte dai ricordi della sua Inter per arrivare ai giorni nostri

PAURA – Francesco Colonnese ricorda il suo primo giorno all’Inter: «Il mio primo giorno all’Inter? Mi son cagato sotto perché sono arrivato da Milano in questo spettacolo della Pinetina e vedere tutto com’era anche allora, pieno di campi, tifosi, accoglienza, mi ha fatto capire che l’Inter era a un livello mondiale e dovevi cercare di dimostrare di essere all’altezza di quella squadra. C’è stata paura di non essere all’altezza ma anche la convinzione di dover dare il massimo perché mi sono reso conto che l’Inter era qualcosa di unico».

RAMMARICO – Colonnese parla anche delle sua mancate vittorie: «Il primo anno abbiamo fatto tutto, eravamo fortissimi e di più non potevamo fare. Forse potevamo non perdere in casa con il Bologna e con il Bari, però l’Inter giocava sempre per vincere, anche quelle due partite giocammo con tre attaccanti e dietro avevamo la Juventus che non mollava. Quell’anno lì era difficile vincere il campionato. L’anno dopo ci fu l’esonero di Simoni e secondo me, se fossimo rimasti uniti, potevamo continuare a far bene. Eravamo adatti alla Champions League e potevamo fare bene anche lì, quello è il rammarico. Eravamo compatti come l’Inter di quest’anno».

GRUPPO – Colonnese parla poi dell’Inter di Antonio Conte, prima in classifica grazie alla forza del gruppo: «Se è Conte a tenere il manico? Certo, è così. Lui, aiutato da 4/5 giocatori che fanno gruppo: Handanovic, Lukaku, Brozovic, Skriniar. Questi giocatori tengono la barra dritta e se qualcuno va fuori dagli schemi cercano di inquadrarlo. Questa è la sensazione che ho da fuori, ma così come quando giocavo io: c’erano giocatori come Simeone, Bergomi, Pagliuca, Zamorano, Zanetti che se vedevano qualcuno non contento lo richiamavano».

CAMBIAMENTI – E sulla metamorfosi dell’Inter, Colonnese ha un’idea ben precisa: «Io dico che l’Inter si è modulata dopo l’eliminazione dalla Champions League. Da quattro mesi a questa parte gioca così, gioca un calcio più coperto sfruttando le sue qualità. L’Inter ha una difesa solida, imbattibile negli spazi brevi. Dopo l’eliminazione con il Real Madrid, dove ha perso la partita per andare ad attaccare alto, l’Inter si è ricompattata e con undici uomini copre gli spazi e poi riparte. L’Inter è cambiata così, è cambiata l’impostazione perché ha capito che Lukaku, Lautaro, Hakimi e Barella hanno gamba per andare più forte degli altri negli spazi».

STRATEGIA – Nella vittoria con l’Atalanta, secondo Colonnese, c’è tanta strategia: «Conte ha adattato al meglio le caratteristiche di questi giocatori. Tante volte un allenatore vuole dimostrare di essere più forte, ma vince chi è più strategico. L’Atalanta gioca un calcio diverso da tutti e quindi è difficile giocarci contro perché gioca uno contro uno a tutto campo, mentre l’Inter gioca sempre con la copertura. L’Atalanta non lo fa, ed è un rischio calcolato. Quindi se giochi come loro rischi di perdere, devi giocare in modo diverso come ha fatto l’Inter, sfruttando al massimo le occasioni. Lukaku ieri secondo me ha sofferto i difensori perché era abituato a gente che gli lasciava un campo diverso, invece questi non avevamo paura di giocare a tutto campo. Nel derby vedevo Romagnoli e Kjaer che volevano essere esteticamente belli, ma da difensore devi essere un po’ rude e fare fallo. Ieri i difensori dell’Atalanta avevano questo, ma anche i difensori dell’Inter».

EUROPA – Per finire, Colonnese risponde alla critica mossa all’Inter negli ultimi tempi. E cioè che con questo gioco in Europa potrebbe non andare avanti: «Sono d’accordo che in Europa non giocava così, ma secondo me così vai avanti in Europa. Devi essere sporco perché le squadre che giocano bene in Europa sono il Bayer Monaco e il Real Madrid, che hanno qualità diverse. L’Atletico Madrid ha meno qualità delle altre e deve adattarsi. L’Inter secondo me in mezzo al campo non ha una qualità eccezionale: quindi o inserisci gente di qualità oppure devi giocare un calcio più fisico».

Ascolta “Intervista Francesco Colonnese – Estratto Social Media Club – 09/03/2021” su Spreaker.

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