Conte: “Kanté come Lukaku un anno fa? Cose cambiate! Eriksen-Inter…”

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25 Settembre 2020, 15:18
Antonio Conte Inter Antonio Conte Inter
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Conte ha appena concluso la conferenza stampa di presentazione della nuova stagione dell’Inter. Il tecnico, intervenuto da Appiano Gentile assieme a Marotta (vedi articolo), fra le varie cose ha parlato del ruolo di Eriksen, Hakimi e Vidal così come di un paragone fra Lukaku e l’obiettivo Kanté. Queste le sue parole raccolte in diretta da Inter-News.it.

CONFERENZA CONTE – Questa la conferenza stampa di Antonio Conte alla vigilia di Inter-Fiorentina.

Come sta l’Inter? Qual è l’obiettivo per Conte sulla stagione che sta per cominciare?

Abbiamo sicuramente lavorato molto bene. Sono soddisfatto per queste tre settimane che abbiamo avuto per preparare l’inizio della nuova stagione. Non dimentichiamo che siamo stati una delle ultime squadre a finire, visto che l’ultima partita è stata il 21 agosto. Abbiamo lavorato bene, sono soddisfatto per l’attitudine, la voglia e la disponibilità dei calciatori. Siamo pronti a iniziare questo campionato, sicuramente difficile. Ci auguriamo tutti quanti che le cose possano sicuramente migliorare. La nostra ambizione dev’essere confermare la credibilità guadagnata l’anno scorso, non solo a livello nazionale ma soprattutto internazionale. Dobbiamo cercare di fare sempre del nostro meglio.

Qual è la sensazione in termini di crescita della squadra? Quel famoso gap con la Juventus si è accorciato?

Se parliamo di esperienza Vidal e Kolarov sono due giocatori che possono portarla. Hakimi ha ventuno anni, è un ragazzo che ha intrapreso una carriera che sarà sicuramente importante. D’accordo con il club noi abbiamo comunque valutato e scelto una strategia, sempre tenendo conto di quello che ha detto la proprietà. Tutti i club stanno attraversando una situazione particolare, cerchiamo di cogliere delle opportunità tenendo conto di quello che c’è stato detto dalla proprietà. Stiamo lavorando in totale serenità e sintonia, sapendo che vogliamo comunque consolidare quello che abbiamo conquistato l’anno scorso. L’Inter ha totalizzato 82 punti, abbiamo diversi risultati raggiunti e una credibilità ritrovata. Questo ci deve dare forza e coraggio, far capire che la strada è quella giusta. C’è un percorso, dove si trovano situazioni particolari come la pandemia: stiamo attuando una strategia accettata da tutti, cercando di fare il bene dell’Inter.

Abbiamo visto diverse foto in cui sei molto sorridente. È la dimostrazione che molte delle incomprensioni sono state superate? Qual è lo stato d’animo di Conte ora?

Non parlerei di incomprensioni. Ci sono stati dei confronti e delle vedute, a volte anche diverse. Però io penso che, in tutte le buone famiglie, è giusto che ognuno esponga le proprie ragioni, che siano giuste o sbagliate. C’è grande voglia, da parte mia, di continuare a fare quello che so fare con i calciatori: siamo pronti a iniziare una nuova stagione, sapendo che sarà molto più difficile rispetto all’anno scorso. Siamo pronti.

Quanto è vicina quest’Inter rispetto all’idea di calcio di Conte?

Abbiamo iniziato un percorso di crescita tutti assieme. È inevitabile che si debbano anche migliorare le situazioni in corso d’opera. Io penso che, da parte di tutti noi, c’era e c’è la volontà di cercare di migliorarci in tutti i settori e in tutte le zone di competenza. Di questo sono molto contento: nei confronti, alla fine, se si parla con persone intelligenti che hanno come unico obiettivo fare il bene dell’Inter alla fine si trova sempre una soluzione. Da questo punto di vista sono molto contento, perché so che comunque stiamo proseguendo un percorso iniziato tutti quanti insieme. Affrontiamo le problematiche che abbiamo avuto, che ci sono e che ci saranno, con la consapevolezza di voler fare sempre il bene dell’Inter. Questa penso che sia la cosa più importante per me, per la proprietà e per i nostri tifosi.

In queste settimane di allenamento che Eriksen hai visto? Può essere un valore aggiunto per l’Inter?

Tutti i calciatori qui rappresentano un valore aggiunto per l’Inter, iniziando da Eriksen fino a Pirola che è il ragazzo più giovane in rosa. Tutti possono portare un valore aggiunto, da questo punto di vista sono contento di avere questo tipo di calciatori. Sono molto professionali, ma anche ottimi ragazzi. Sanno benissimo che ci sarà un’annata difficile e dura da affrontare, con sessanta partite: tutti sono pronti a diventare un valore aggiunto e devono diventarlo. Questo da Handanovic, che è il nostro capitano, a Pirola che è un ragazzo di grande prospettiva.

Vidal può giocare domani? In che posizione lo vedi in questa Inter?

Sta bene, si è presentato comunque in buone condizioni fisiche. Tatticamente lo conosco, nel nostro centrocampo può fare tutto: sia uno dei due centrali sia il trequartista o l’interno, se dovessimo giocare col vertice basso e due interni. Può giocare in tutti i ruoli, siamo contenti di averlo con noi.

L’anno scorso avevi detto che sentivi meno dell’1% di possibilità di vincere qualcosa. Di quanto è cresciuta questa percentuale?

Difficile fare pronostici o percentuali. L’anno scorso mi avete chiesto il motivo per cui ho sposato il progetto Inter: per me era importante avere la percezione di avere pochissime, anche in partenza, possibilità di riuscire a vincere, però le dovevo sentire. Alla fine avevo ragione, perché l’anno scorso siamo arrivati molto vicini a vincere qualcosa. Siamo stati protagonisti fino alla fine in tutte le competizioni, anche in Coppa Italia siamo stati eliminati dal Napoli che ha vinto. In Europa League siamo arrivati a giocarci la finale, in campionato dietro la squadra che ha vinto è arrivata l’Inter.

Quali sono le sensazioni di Conte adesso, in tal senso?

Le mie sensazioni, sposando questo progetto, erano giuste, poi vince una: questo non deve oscurare il percorso che abbiamo fatto. Spesso penso di essere duro con me stesso, che non guardo il percorso intrapreso con le squadre. L’anno scorso è stato ottimo, c’era da goderselo: quando c’è la possibilità di vincere fai di tutto per ottenerla. Essere protagonisti dev’essere il nostro obiettivo, fino alla fine della stagione. Poi vince una e l’anno scorso non siamo stati noi, però si è parlato poco di quello che si è parlato l’anno scorso: è stato fatto qualcosa di straordinario.

Dopo l’incontro di Villa Bellini è uscito che non c’è l’obbligo di vincere. L’Inter è attrezzata per vincere o l’arrivo di un giocatore ulteriore, come Kanté, potrebbe cambiare le carte in tavola?

Sinceramente penso che nessuna squadra abbia l’obbligo di vittoria. Nessuno ha la certezza di vincere, per questo nessuno può partire con l’obbligo di vittoria. Penso che squadre come l’Inter abbiano l’obbligo di essere protagoniste, fino alla fine: poi anche la Dea Bendata ti porta a vincere o non vincere qualcosa. Anche in riferimento alla finale di Europa League penso all’occasione avuta con Lukaku, e poi invece l’autogol con cui siamo stati sconfitti. Quando arrivi lì, tante volte, c’è anche un pizzico di fortuna: un tiro la palla entra, uno esce fuori e finisci per non vincere niente. Penso che nessuna squadra abbia l’obbligo di vittoria, ma che squadre come l’Inter abbiano l’obbligo di essere protagoniste e lottare fino alla fine per qualcosa di importante. Vince poi solo una: dobbiamo essere anche bravi a gustarci questo percorso che stiamo facendo, senza tralasciare niente e cercando sempre di fare del nostro meglio.

Che partita sarà contro la Fiorentina? Hakimi sarà titolare?

Sono contento che si parli di calcio e della partita. Affrontiamo una squadra secondo me forte, che ha fatto bene sul mercato: hanno confermato un allenatore secondo me molto bravo e preparato, bisognerà fare grande attenzione. Per quello che riguarda Hakimi è un calciatore che ha delle potenzialità veramente importanti: è inevitabile che, come per tutti i nuovi arrivi, ci voglia un po’ di tempo per entrare in determinati meccanismi, anche perché non dimenticate che siamo una squadra organizzata sia a livello offensivo sia difensivo. C’è da lavorare per Hakimi, ma è un calciatore che ha già mostrato le sue potenzialità. In questa prima parte della stagione sarà importante, con lui e con i nuovi arrivati, lavorare sotto tutti gli aspetti per cercare di migliorare. Abbiamo tre partite in dieci giorni, sicuramente alcune le giocherà e altre entrerà dopo. Domani giocherà o no? Non voglio dare vantaggi agli avversari.

C’è un nuovo allenatore in Serie A, Pirlo. Cosa si aspetta Conte per la visione, il passato e quanto l’ha conosciuto?

Sinceramente quello che posso dire è che nutro grande affetto per Pirlo, sia per il professionista sia per il ruolo. Stiamo parlando di una persona top anche dal punto di vista umano, oltre che del professionista. Per il resto saremo avversari e, come ho detto in precedenza, vedere che alcuni miei calciatori diventano allenatori ti porta a pensare che il tempo stia passando per me. Sicuramente mi fa molto piacere e sono contento per Andrea e l’opportunità che gli è stata data.

Lo scorso anno abbiamo avuto l’impressione che l’esperimento di Perisic non stesse andando benissimo. Cos’è cambiato a distanza di un anno? Ha trovato un giocatore diverso dopo l’esperienza in Germania?

Sono contento per lui, perché alla fine ha fatto una grandissima esperienza col Bayern Monaco: esperienza vincente, l’ha portato a vincere tre trofei. È tornato con grande voglia di giocare per l’Inter, di mettersi a disposizione della squadra. Sono contento che lui abbia questa voglia, perché quando c’è questo entusiasmo e questo desiderio alla fine tutto era più semplice per l’allenatore.

Dopo aver fatto di tutto per prendere Lukaku adesso per Conte sarà la volta di Kanté?

Sono cambiate tante cose. L’anno scorso Lukaku era un calciatore importante non solo per me ma per Marotta e Ausilio. Alla fine siamo riusciti a convincere il presidente a prenderlo, penso che abbiamo avuto ragione. Diciamo che operazioni come quella di Romelu danno anche credibilità nei nostri confronti e nei confronti del presidente. Per il resto del mercato ha parlato già molto il direttore: sappiamo qual è la nostra strategia e quello che c’è stato detto dalla proprietà. Siamo tutti uniti, abbiamo sposato questo progetto: penso che, quando si è chiari, diretti, sereni e si espongono le cose nella giusta maniera dicendo la verità, alla fine non si può che trovare giovamento da questa situazione. Noi oggi sappiamo per filo e per segno com’è questa situazione, questo ci spinge a essere uniti, coesi e cercare di trovare le soluzioni sempre per il bene dell’Inter, rispettando la strategia.



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