Interviste

CONFERENZA – Le parole di Conte e Marotta sulla stagione dell’Inter

Conte e Marotta sono stati protagonisti della prima conferenza stampa dell’Inter per la stagione 2020-2021. L’allenatore e l’Amministratore Delegato Sport hanno risposto alle domande dei giornalisti collegati, fra cui Inter-News.it, a partire dalle ore 14. Di seguito il contenuto integrale della diretta testuale (aggiornato dal basso verso l’alto).

Domanda di Inter-News.it per Marotta: il discorso sul centrocampo più lungo del solito si può fare anche per la difesa? Dietro si parla soprattutto di cessioni.

Non entro nell’analisi dei ruoli dei giocatori. Dico solo che, come abbiamo sottolineato più volte, tutto avviene in un’unità d’intenti. Il confronto fra allenatore e società è quotidiano, attraverso la figura del DS. Quando parliamo di concetti sono generali: avere una rosa numerosa significa avere oculatezza e prevenire problemi nel percorso. Che ci sia un difensore in più o un centrocampista in meno è prematuro analizzarlo, lo si farà a fine mercato. Siamo davanti a una professionalità elevata, tutte le scelte saranno mirate.

Domanda per Marotta: quali sono le strategie dell’Inter? La pandemia sembra stia peggiorando, qual è la posizione del club sugli stadi?

Io l’ho detto in premessa, ma ribadisco volentieri la linea guida della nostra società. Siamo davanti a una situazione che, per quanto riguarda questo business, c’è una contrazione dei ricavi. La stima prevista dalla FIFA e dall’ECA parla nei prossimi anni di un mancato introito per circa quattro miliardi a livello mondiale. Questo si ripercuote all’interno dei club e delle leghe: ogni club si trova a far fronte con dei budget previsti e non rispettati, perché purtroppo sono venuti meno dei ricavi. Le voci più importanti sono sul matchday e sui contenziosi con i broadcaster: oggi il grande obiettivo è rispettare la sostenibilità finanziaria, nel rispetto della gestione caratteristica costi e ricavi. Ci troviamo con degli impegni di costi sicuramente certi e dei ricavi incerti: è qui che dobbiamo lavorare. Dobbiamo cercare di controllare i costi e di far fronte agli impegni, perché la proprietà è molto decisa nel far fronte ai suoi impegni ed essere vicina alla squadra nei termini di ciò che significa. Suning ha fatto grossi investimenti e lo farà ancora, ma il rallentamento non è vero e proprio: è affrontare una situazione di emergenza nella quale ci troviamo tutti, senza portare quel rinforzo perché bisogna far fronte a dei disavanzi di gestione. Questo è un senso di grande responsabilità e di oculatezza nella gestione. Oggi siamo davanti a una pandemia, che sembrava debellata ma ancora non lo è. La dimostrazione lo sono i casi che Italia, Francia, Germania e Inghilterra devono affrontare ogni sera. Quale sarà lo scenario? Non lo so, spero si possa tornare a calcio avendo la gente. Senza è come avere qualcosa pari allo zero: non c’è emozione, si fa una fatica incredibile. La gente ha bisogno del calcio tanto quanto il calcio ha bisogno della gente. Non dipende da noi, ma dal senso di maturità e responsabilità che i tifosi e i cittadini hanno nei confronti della vita sociale.

Domanda per Conte: dopo aver fatto di tutto per prendere Lukaku adesso sarà la volta di Kanté?

Sono cambiate tante cose. L’anno scorso Lukaku era un calciatore importante non solo per me ma per Marotta e Ausilio. Alla fine siamo riusciti a convincere il presidente a prenderlo, penso che abbiamo avuto ragione. Diciamo che operazioni come quella di Romelu danno anche credibilità nei nostri confronti e nei confronti del presidente. Per il resto del mercato ha parlato già molto col direttore: sappiamo qual è la nostra strategia e quello che c’è stato detto dalla proprietà. Siamo tutti uniti, abbiamo sposato questo progetto: penso che, quando si è chiari, diretti, sereni e si espongono le cose nella giusta maniera dicendo la verità, alla fine non si può che trovare giovamento da questa situazione. Noi oggi sappiamo per filo e per segno com’è questa situazione, questo ci spinge a essere uniti, coesi e cercare di trovare le soluzioni sempre per il bene dell’Inter, rispettando la strategia.

Domanda per Conte: lo scorso anno abbiamo avuto l’impressione che l’esperimento di Perisic non stesse andando benissimo. Cos’è cambiato a distanza di un anno? Ha trovato un giocatore diverso dopo l’esperienza in Germania?

Sono contento per lui, perché alla fine ha fatto una grandissima esperienza col Bayern Monaco: esperienza vincente, l’ha portato a vincere tre trofei. È tornato con grande voglia di giocare per l’Inter, di mettersi a disposizione della squadra. Sono contento che lui abbia questa voglia, perché quando c’è questo entusiasmo e questo desiderio alla fine tutto era più semplice per l’allenatore.

Domanda per Marotta: sulle cessioni si potranno accettare formule diverse dal titolo definitivo?

Quando parlavo di stagione anomala è perché ci sarà una compressione del calendario, in dieci mesi. C’è la deroga anche quest’anno dei cinque cambi: è capitato purtroppo che l’anno scorso Conte doveva fare delle sostituzioni, si girava verso la panchina e non c’erano dei centrocampisti. La rosa è numerosa, gli infortuni sono fisiologici e le competizioni pure: questo ci porta ad allestire una rosa numerosa. Considerato che i cambi sono cinque, e sono tanti, personalmente ritengo che anche la panchina possa svolgere un ruolo prioritario rispetto alle passate stagioni. È normale che, da questo punto di vista, con l’esperienza dell’anno scorso staremo più attenti di tenere comunque una rosa che possa rispondere a questi imprevisti.

Domanda per Conte: c’è un nuovo allenatore in Serie A, Pirlo. Cosa ti aspetti tu per la tua visione, il tuo passato e per quanto l’hai conosciuto?

Sinceramente quello che posso dire è che nutro grande affetto per Pirlo, sia per il professionista sia per il ruolo. Stiamo parlando di una persona top anche dal punto di vista umano, oltre che del professionista. Per il resto saremo avversari e, come ho detto in precedenza, vedere che alcuni miei calciatori diventano allenatori ti porta a pensare che il tempo stia passando per me. Sicuramente mi fa molto piacere e sono contento per Andrea e l’opportunità che gli è stata data.

Domanda per Marotta: un anno fa la società era stata molto chiara per chi non doveva rientrare nel progetto. A distanza di un anno è cambiato qualcosa per Perisic e Nainggolan?

L’anno scorso c’era la necessità di imporre delle linee guida. L’abbiamo fatto senza timore, l’allenatore e io, nella conferenza stampa fatta un anno fa: abbiamo spiegato questa nostra intenzione, dandone delle motivazioni. Quest’anno le cose sono cambiate, perché tante cose sono migliorate: è normale che non ci siano dei casi particolarmente eclatanti. Non ci troviamo come nella scorsa stagione: oggi siamo davanti a una rosa numerosa, che deve ancora subire le dinamiche del calciomercato. Può essere che qualche calciatore chieda di essere trasferito, e in genere si accontenta. Siamo ancora nel vivo, con delle situazioni che oggi non trovano risposta. Quello che conta sono i concetti chiave che ci seguiranno durante la stagione.

Domanda per Conte: che partita sarà contro la Fiorentina? Hakimi sarà titolare?

Sono contento che si parli di calcio e della partita che stiamo per affrontare. Affrontiamo una squadra secondo me forte, che ha fatto bene sul mercato: hanno confermato un allenatore secondo me molto bravo e preparato, è una partita dove bisognerà fare grande attenzione. Per quello che riguarda Hakimi è un calciatore che ha delle potenzialità veramente importanti: è inevitabile che, come per tutti i nuovi arrivi, ci voglia un po’ di tempo per entrare in determinati meccanismi, anche perché non dimenticate che siamo una squadra organizzata sia a livello offensivo sia difensivo. C’è da lavorare per Hakimi, ma è un calciatore che ha già mostrato le sue potenzialità. In questa prima parte della stagione sarà importante, con lui e con i nuovi arrivati, lavorare sotto tutti gli aspetti per cercare di migliorare. Abbiamo tre partite nel giro di dieci giorni, sicuramente alcune le giocherà e altre entrerà dopo. Dire se domani giocherà o no non voglio dare vantaggi agli avversari.

Domanda per Marotta: adesso, al di là di tutto, il popolo nerazzurro può essere tranquillo che si sapranno affrontare meglio e insieme le tensioni? Questo percorso, fermo restando i problemi che ci potranno essere, potrà essere completato?

Conte ha ripetuto più volte il concetto di credibilità, che significa anche professionalità. Queste qualità nell’Inter non verranno mai meno. Durante l’anno l’Inter ha dato dimostrazione dei comportamenti tenuti dai suoi professionisti: il confronto nell’area tecnica è stato fatto sempre col fine di migliorarci. Auspico e spero che questo confronto si possa verificare anche in questa stagione: significa che c’è amore, voglia di migliorare e di crescere. Il fatto che poi questi confronti siano duri fa parte delle dinamiche del gioco: siamo sportivi, abituati al confronto. Tutti i confronti sono stati chiariti e hanno avuto dei risultati positivi, di questo bisogna darne atto. Mi sorprenderei se dovessi trovare un Conte diverso da quello che ho visto io: lo apprezzo per i fatti che ha dimostrato, non per i confronti. Sono cinque anni che abbiamo lavorato insieme: non c’è un dualismo fra me e lui, lavoriamo per l’Inter per portare a casa risultati importanti. La scorsa annata è stata importante non solo per i risultati conseguiti, ma anche per la crescita. Anche quest’anno ci saranno momenti di tensione, ma fa parte del gioco: se ci fosse rilassamento non ci sarebbe più quell’adrenalina che porta ad avere una competitività che porta ad avere valore. Ribadisco: tutte le componenti societarie lavorano per lo stesso obiettivo, che è far crescere l’Inter.

Domanda per Conte: dopo l’incontro di Villa Bellini è uscito che non c’è l’obbligo di vincere. L’Inter è attrezzata per vincere o l’arrivo di un giocatore ulteriore, come Kanté, potrebbe cambiare le carte in tavola?

Sinceramente io penso che nessuna squadra abbia l’obbligo di vittoria. Nessuna squadra ha la certezza di vincere, per questo nessuno può partire con l’obbligo di vittoria. Io penso che squadre come l’Inter abbiano l’obbligo di essere protagoniste, fino alla fine: poi anche la Dea Bendata ti porta a vincere o non vincere qualcosa. Anche in riferimento alla finale nostra di Europa League penso all’occasione avuta con Lukaku, e poi invece l’autogol con cui siamo stati sconfitti. Quando arrivi lì, tante volte, c’è anche un pizzico di fortuna: un tiro la palla entra, uno esce fuori e finisci per non vincere niente. Penso che nessuna squadra abbia l’obbligo di vittoria, ma che squadre come l’Inter abbiano l’obbligo di essere protagoniste e lottare fino alla fine per qualcosa di importante. Ne vince poi solo una: noi dobbiamo essere anche bravi a gustarci questo percorso che stiamo facendo, senza tralasciare niente e cercando sempre di fare del nostro meglio.

Domanda per Conte: l’anno scorso avevi detto che sentivi meno dell’1% di possibilità di vincere qualcosa. Di quanto è cresciuta questa percentuale?

Difficile fare pronostici o percentuali. L’anno scorso mi avete chiesto il motivo per cui ho sposato il progetto Inter: per me era importante avere la percezione di avere pochissime, anche in partenza, possibilità di riuscire a vincere, però le dovevo sentire. Alla fine avevo ragione, perché l’anno scorso siamo arrivati molto vicini a vincere qualcosa. Comunque siamo stati protagonisti fino alla fine in tutte le competizioni, anche in Coppa Italia siamo stati eliminati dal Napoli che ha vinto. In Europa League siamo arrivati a giocarci la finale, in campionato dietro la squadra che ha vinto è arrivata l’Inter. Le mie sensazioni, sposando questo progetto, erano giuste, poi vince una. Però questo non deve oscurare il percorso che abbiamo fatto: spesso penso di essere duro con me stesso e non guardo il percorso intrapreso con le squadre. L’anno scorso è stato ottimo, c’era da goderselo: quando c’è la possibilità di vincere fai di tutto per ottenerla. Essere protagonisti dev’essere il nostro obiettivo, fino alla fine della stagione. Poi vince una e l’anno scorso non siamo stati noi, però si è parlato poco di quello che si è parlato l’anno scorso: è stato fatto qualcosa di straordinario.

Domanda per Marotta: nel giorno del patto di Villa Bellini, quando ci si è resi conto della strategia societaria, come avete reagito? C’è la consapevolezza da parte della società che l’anno scorso si è fatto un grandissimo risultato, considerato tutto quello che c’è stato? Qual è l’obiettivo?

L’anno scorso è stato fatto un lavoro straordinario, grande merito è di Conte. Conoscevamo la sua competenza, soprattutto le caratteristiche: ne ha tante positive. Conte dedica tantissimo delle sue giornate a questa attività, non può che essere premiante. È inaspettato arrivare a una finale di Europa League e una posizione di classifica, al di là della statistica poco indicativa, perché conta la performance. C’è stata una crescita di tutti i settori: niente è stato trascurato. Il concetto di credibilità, che ha portato avanti, ci dà un’unità di intenti: vogliamo essere vicini all’allenatore, aiutarlo dal punto di vista organizzativo per migliorare le infrastrutture. Mi fa molto piacere quando, la scorsa settimana, Conte si è dedicato ad analizzare l’erba della Pinetina. Con questi presupposti migliorando possiamo arrivare all’obiettivo. Qual è? Che una società come l’Inter deve sempre, per garantire sostenibilità, partecipare alla Champions League, arrivando nei primi quattro posti.

Domanda per Conte: Vidal può giocare domani? In che posizione lo vedi in questa Inter?

Sta bene, si è presentato comunque in buone condizioni fisiche. Tatticamente lo conosco, nel nostro centrocampo può fare tutto: sia uno dei due centrali sia il trequartista o l’interno, se dovessimo giocare col vertice basso e due interni. Può giocare in tutti i ruoli, siamo contenti di averlo con noi.

Domanda per Conte: in queste settimane di allenamento che Eriksen hai visto? Può essere un valore aggiunto per l’Inter?

Tutti i calciatori qui rappresentano un valore aggiunto per l’Inter, iniziando da Eriksen fino a Pirola che è il ragazzo più giovane in rosa. Tutti possono portare un valore aggiunto, da questo punto di vista sono contento di avere questo tipo di calciatori. Sono molto professionali, ma anche ottimi ragazzi. Sanno benissimo che ci sarà un’annata difficile e dura da affrontare, con sessanta partite: tutti sono pronti a diventare un valore aggiunto e devono diventarlo. Questo da Handanovic, che è il nostro capitano, a Pirola che è un ragazzo di grande prospettiva.

Domanda per Conte: quanto è vicina quest’Inter rispetto alla tua idea?

Abbiamo iniziato un percorso di crescita tutti assieme. È inevitabile che si debbano anche migliorare le situazioni in corso d’opera. Io penso che, da parte di tutti noi, c’era e c’è la volontà di cercare di migliorarci in tutti i settori e in tutte le zone di competenza. Di questo sono molto contento: nei confronti, alla fine, se si parla con persone intelligenti che hanno come unico obiettivo fare il bene dell’Inter alla fine si trova sempre una soluzione. Da questo punto di vista sono molto contento, perché so che comunque stiamo proseguendo un percorso iniziato tutti quanti insieme. Affrontiamo le problematiche che abbiamo avuto, che ci sono e che ci saranno, con la consapevolezza di voler fare sempre il bene dell’Inter. Questa penso che sia la cosa più importante per me, per la proprietà e per i nostri tifosi.

Domanda per Conte: abbiamo visto diverse foto in cui sei molto sorridente. È la dimostrazione che molte delle incomprensioni sono state superate? Qual è il tuo stato d’animo?

Non parlerei di incomprensioni. Ci sono stati dei confronti e delle vedute, a volte anche diverse. Però io penso che, in tutte le buone famiglie, è giusto che ognuno esponga le proprie ragioni, che siano giuste o sbagliate. C’è grande voglia, da parte mia, di continuare a fare quello che so fare con i calciatori: siamo pronti a iniziare una nuova stagione, sapendo che sarà molto più difficile rispetto all’anno scorso. Siamo pronti.

Domanda per Conte: qual è la sensazione in termini di crescita della squadra? Quel famoso gap con la Juventus si è accorciato?

Se parliamo di esperienza Vidal e Kolarov sono due giocatori che possono portarla. Hakimi ha ventuno anni, è un ragazzo che ha intrapreso una carriera che sarà sicuramente importante. D’accordo con il club noi abbiamo comunque valutato e scelto una strategia, sempre tenendo conto di quello che ha detto la proprietà. Tutti i club stanno attraversando una situazione particolare, cerchiamo di cogliere delle opportunità tenendo conto di quello che c’è stato detto dalla proprietà. Stiamo lavorando in totale serenità e sintonia, sapendo che vogliamo comunque consolidare quello che abbiamo conquistato l’anno scorso. L’Inter ha totalizzato 82 punti, abbiamo diversi risultati raggiunti e una credibilità ritrovata. Questo ci deve dare forza e coraggio, far capire che la strada è quella giusta. C’è un percorso, dove si trovano situazioni particolari come la pandemia: stiamo attuando una strategia accettata da tutti, cercando di fare il bene dell’Inter.

Domanda per Marotta: a pochi giorni dalla fine del mercato è possibile fare un bilancio sulla campagna acquisti? Dobbiamo aspettarci ancora qualcosa in entrata?

Più che addentrarmi nel calciomercato, che finisce il 5 ottobre, il compito del management è costruire la squadra più forte possibile sempre nel rispetto degli equilibri economici, finanziari e patrimoniali, in base agli obiettivi della società. La pandemia ha portato tanti lutti, ma anche dal punto di vista del nostro settore industriale, perché così bisogna definire le società professionistiche, ci sono stati problemi economici. Tutte le società puntano alla sostenibilità finanziaria: normale che nessuna squadra europea abbia fatto investimenti particolari. Anche noi, in modo molto oculato, agiamo in questo modo. Cogliamo le opportunità, ma è chiaro che faremo tutto con oculatezza. La politica di rafforzamento ha avuto un attimo di rallentamento, dovuto a queste logiche. Cercheremo di cogliere delle opportunità, ma non ci saranno grandi operazioni. Oggi, per gli azionisti e i presidenti, è difficile cercare un equilibrio: i costi sono invariati, diminuendo i ricavi.

Domanda per Conte: come sta l’Inter? Qual è l’obiettivo per la stagione che sta per cominciare?

Abbiamo sicuramente lavorato molto bene. Sono soddisfatto per queste tre settimane che abbiamo avuto per preparare l’inizio della nuova stagione. Non dimentichiamo che siamo stati una delle ultime squadre a finire, visto che l’ultima partita è stata il 21 agosto. Abbiamo lavorato bene, sono soddisfatto per l’attitudine, la voglia e la disponibilità dei calciatori. Siamo pronti a iniziare questo campionato, sicuramente difficile. Ci auguriamo tutti quanti che le cose possano sicuramente migliorare. La nostra ambizione dev’essere confermare la credibilità guadagnata l’anno scorso, non solo a livello nazionale ma soprattutto internazionale. Dobbiamo cercare di fare sempre del nostro meglio.

Inizia Marotta: «Quest’incontro sancisce l’inizio della nuova stagione, che definirei anomala per il calendario che andiamo ad affrontare. L’inizio è molto diverso, anche in relazione alla scorsa stagione. Il ringraziamento va a tutti i medici e gli operatori sanitari, che con la loro professionalità hanno aiutato a rendere meno difficile questa pandemia, che ha condizionato sicuramente tutte le attività imprenditoriali e messo a repentaglio la salute delle nostre famiglie. Ha lasciato un segno veramente drammatico, il calcio stava per cadere ma si è rialzato. Di questo dobbiamo prenderne atto e coscienza. La stagione inizia poco dopo la fine della passata: ringrazio tutta la squadra e lo staff per l’impegno della scorsa. Accanto agli impegni c’è stato un sudore che loro hanno dispensato per svolgere le attività in un clima particolare, di isolamento, veramente difficile. Ringrazio tutti e dico che il calcio può essere l’elemento che dispensa leggerezza».

14.00 Pochi istanti al via della conferenza di Conte e Marotta.

13.45 Nell’attesa dell’inizio della conferenza di Conte e Marotta qui le ultime sulle probabili formazioni di Inter-Fiorentina, con le scelte di Conte per il debutto in campionato.

13.45 Un quarto d’ora al via della conferenza stampa di Antonio Conte e Giuseppe Marotta. È la prima volta che il tecnico e il dirigente parlano a livello ufficiale dopo la finale di Europa League, e lo fanno alla vigilia di Inter-Fiorentina ossia il primo appuntamento ufficiale della stagione 2020-2021. Domani alle ore 20.45 anticipo della seconda giornata di Serie A, col debutto dei nerazzurri che hanno rinviato a mercoledì prossimo la gara col Benevento. Per quanto riguarda Conte è anche la prima volta che parla dopo l’incontro di Villa Bellini, che ha sancito la sua conferma all’Inter. Più o meno in contemporanea anche la conferenza stampa di Giuseppe Iachini: il tecnico della Fiorentina parlerà alle ore 14.15.

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