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Sensi caso più unico che raro: l’Inter gli ha dato fiducia extra, ora va ripagata

Sensi non sta attraversando un bel momento dal punto di vista professionale e il possibile addio anticipato agli Europei sarebbe solo la mazzata finale. Una volta chiusa la parentesi azzurra, l’Inter ha l’obbligo di fare chiarezza intorno al suo centrocampista “part-time”

BEFFA AZZURRA – Ancora non si sa se Stefano Sensi potrà uscire dalla lista dei convocati della Nazionale Italiana o se sarà “costretto” a partecipare a Euro 2020 da infortunato. Una beffa che il CT Roberto Mancini doveva mettere in conto. Gli ha dato fiducia extra ma non è stato l’unico. E ora Matteo Pessina (Atalanta) aspetta l’OK della UEFA per rientrare ufficialmente in gruppo. Dettagli di una spedizione, quella azzurra, che interessano relativamente all’Inter. Che di fiducia extra ne ha data fin troppo al suo numero 12. Il talento di Sensi non è in discussione, altrimenti non sarebbe stato riscattato a prezzo pieno dal Sassuolo dopo il prestito e il primo lungo stop. L’Inter ha investito una cifra importante sul classe ’95 di Urbino in tempi di emergenza sanitaria e – soprattutto – economica. E il contratto che lo lega ai colori nerazzurri fino al 30 giugno 2024 è altrettanto importante. E va ri-discusso, con professionalità e sincerità. Il caso che si sta montando in questi mesi è più unico che raro. E spesso, tra le polemiche futili, si perde di vista che si tratta di un calciatore (ben) pagato per giocare a calcio. Non un oggetto, ma comunque una “proprietà” che dovrebbe generare ricchezza, non solo sportiva, per la propria azienda.

PRIORITÀ NERAZZURRA – L’Inter oggi non può “mettere sul mercato” Sensi. Perché non avrebbe un prezzo credibile. La società nerazzurra ha il diritto e il dovere di recuperare al 100% il suo centrocampista, che viene pagato anche se si fa male in nazionale. Tanto per gradire. Serve un piano di recupero vero e proprio, non altre chiacchiere o fiducia. Nell’ultimo anno e mezzo qualcuno ha voluto far credere che il problema potesse essere legato ai duri allenamenti condotti da Antonio Conte con il preparatore atletico Antonio Pintus, appena tornato con reciproca soddisfazione al Real Madrid (vedi comunicato). Scenario falso e poco serio. Sensi ha bisogno di ritrovare se stesso, prima psicologicamente e poi fisicamente. L’Inter lo aspetta da un anno e mezzo. E continuerà a farlo, da contratto. Ora è arrivato il momento che lo sforzo venga fatto anche dagli altri. Sensi è un calciatore italiano dell’Inter, non un calciatore interista dell’Italia. Basta questo concetto per fissare le priorità. Ad Appiano Gentile lo aspetta Simone Inzaghi, con il suo nuovo staff tecnico (vedi lista). Ed è l’unica cosa che interessa, oggi. Il resto fa contorno. Nella vita privata e sui social, dove sembra che il mondo parallelo vada avanti senza tener conto dell’Inter pagante. E il divertimento, a un certo punto, non può più prendere il sopravvento sul lavoro.

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