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Inzaghi ‘cambia’ ruolo: responsabilità adesso condivise con la dirigenza Inter

Inzaghi smette i panni dell’aziendalista e lancia un messaggio chiaro alla dirigenza dell’Inter, sia prima sia dopo la gara di Lecce. L’allenatore nerazzurro ribadisce la sua posizione sul mercato e quindi sulle strategie stagionali. Una netta presa di posizione rispetto a prima.

CAMBIO RUOLOSimone Inzaghi ha passato tutta la stagione 2021/22, la sua prima all’Inter, ringraziando in continuazione la dirigenza. Sia per l’opportunità datagli portandolo a Milano sia per aver rimediato bene alle cessioni di Achraf Hakimi e Romelu Lukaku. Un leit motiv che si può ritrovare in quasi tutte le conferenze pre e le interviste post-partita della scorsa stagione. Che i detrattori hanno voluto leggere come mero aziendalismo, caratteristica che era stata tessuta addosso all’allenatore sin dai tempi della Lazio. Ma ora i tempi sono cambiati. E si è visto subito.

Stagione 2022/23: Inzaghi ‘cambia’ ruolo e spartito

REPETITA IUVANT – Inzaghi era stato chiaro già nella conferenza stampa prima di Lecce-Inter. L’allenatore ritiene chiuso il mercato in uscita, mentre in entrata attende l’ingresso di un difensore per colmare il buco numerico. E non lo ha detto in modo banale. Anzi, ha detto esplicitamente di essere giunto a queste conclusioni di comune accordo con la dirigenza. Ponendo di fatto tutti davanti alle proprie responsabilità. E ci ha tenuto a ribadirlo anche dopo la vittoria al cardiopalma di Lecce (vedi dichiarazioni). Andando così in opposizione a quanto detto dall’AD Sport Beppe Marotta prima del fischio d’inizio (vedi dichiarazioni).

PATTI CHIARI – Non è pensabile un’Inter competitiva senza uno degli attuali titolari. Che si parli di Milan Skriniar o di Denzel Dumfries, match-winner al Via del Mare. Inzaghi ha quindi messo le carte in tavola, concedendosi il lusso di una frecciatina alla stampa sportiva (ricalcando il nostro editoriale, ndr). L’obiettivo dell’allenatore è solo uno: vincere quello Scudetto solo sfiorato l’anno scorso. Per farlo, tanto lui quanto la società sanno perfettamente il livello che deve avere l’undici nerazzurro. E una cessione nelle ultime due settimane di mercato andrebbe irrimediabilmente a corroderlo, visto il pochissimo tempo a disposizione per un’eventuale sostituzione. I ruoli all’Inter rimangono distinti: la dirigenza lavora fuori dal campo, Inzaghi dentro di esso. Ma le responsabilità sono ora correlate: l’allenatore non ha nessuna intenzione di “pagare” sulla propria pelle le mosse della società. E non si può dare certo torto a Simone.

Inzaghi: «Gara da chiudere prima. Mercato? Altri comprano, l’Inter vende!»

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