Spadafora: “Lega Serie A e Dal Pino irresponsabili! Diritti TV, solo denaro”

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8 Marzo 2020, 18:48
Vincenzo Spadafora
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Spadafora torna all’attacco. Il Ministro dello Sport, in collegamento con “90° minuto” su Rai 2, se la prende soprattutto con la Lega Serie A e il suo presidente Dal Pino, già criticato da Steven Zhang.

SI CONTINUA?Vincenzo Spadafora spiega perché il campionato non si è bloccato: «Questo non si è verificato per un gesto irresponsabile della Lega Serie A e del suo presidente Paolo Dal Pino. È vero che il DPCM di stanotte ha mantenuto le porte chiuse, ma il mondo dello sport in generale e del calcio in particolare ha rivendicato la sua autonomia. Noi lo stiamo invitando a prendere decisioni, ma si rimbalzano l’uno con l’altro. Nessuno si prende la responsabilità: evidentemente ce ne sono anche economiche, se si ferma il campionato. È come se questo meraviglioso mondo dello sport, che da sette mesi frequento come presidente con entusiasmo, si senta immune dal virus, dal contagio ma anche da tutte le regole e i sacrifici che fanno in tutta Italia. Io ho provato fino in fondo a evitare di chiedere o riflettere su una decisione così dura, perché so benissimo che la partita è una grande occasione per tutti i tifosi. Però qui la situazione evolve ogni ora e non ce lo possiamo permettere».

LA SPIEGAZIONE – Spadafora prosegue: «A me quello che interessa è la salute pubblica. La Lega Serie A non si assume le sue responsabilità: è sua, del presidente Dal Pino. Questa gestione, che a me sembra molti ritengano insufficiente, non si rende conto della gravità della situazione. Il DPCM oggi prevede che si giochi a porte chiuse, ma aspettiamo che in Serie A ci sia un contagio? Cos’altro deve succedere nel paese per convincere la Lega a prendersi le responsabilità? Sui diritti TV c’è una legge, c’è Sky che ha vinto un bando. Ieri ho cercato di mettere tutti intorno a un tavolo, dicendo che fatto salvi i diritti di Sky, che deve garantire ai suoi abbonati di vedere le partite, di dare in differita la possibilità agli altri di trasmettere le partite. Questo anche per permettere di non assembrare le persone in luoghi pubblici. L’AD di Sky e il presidente di Lega finiva sempre con quanto ci perdevano e ci guadagnavano. Si è parlato solo di soldi, di fronte a una situazione grave mai vista in Italia. Questo per me è gravissimo, bisogna trovare un accordo unanime fra tutti. Questo accordo unanime, in nome del dio denaro, non si è trovato».

SI CAMBIA – Spadafora annuncia provvedimenti: «Io metterò mano alla legge Melandri, perché il tema dei diritti TV va aggiornato. Presenterò un disegno di legge che modifichi la legge Melandri, ma in questi giorni ho visto un mondo del calcio che si chiude a riccio. Ho visto Goran Pandev dopo un gol abbracciarsi con i compagni: ha dato un brutto esempio. Spero che martedì nel Consiglio Federale si prendano decisioni a tutela degli italiani. Poi riprenderanno il calcio e gli altri sport, che in maniera responsabile si sono già attivati. Fermare la Serie A? Io me lo auguro, ma l’autonomia dello sport la rispetto. Ovviamente non sto né giudicando né condannando l’atleta e il giocatore che si è abbracciato, però ora siamo a un livello superiore in cui tutti gli interessi economici devono misurarsi con l’emergenza che stiamo vivendo. Stiamo facendo tutti enormi sacrifici per superarla, è giusto che anche il calcio non sia irresponsabile ma dia il suo segnale, per un tempo limitato che rimetta il nostro paese in linea con la normalità».

STOP NECESSARIO – Spadafora torna sul mancato blocco del campionato: «Non ho detto che è stata fatta un’irregolarità far giocare le partite. La decisione di Dal Pino e la Lega Serie A segue la norma, ma l’invito che facciamo a tutti è di cercare di evitare ciò che si può evitare. Gli scienziati ci dicono che il modo migliore per fermare questo contagio, che aumenta di ora in ora, è di diminuire i contatti. Non stiamo obbligando i cittadini a chiudersi in casa, tranne che nelle zone rosse, ma li stiamo consigliando. Davanti a richieste come quelli dell’AIC, di Mario Balotelli e di altri personaggi del mondo dello sport ho espresso la mia opinione. Se poi toccherà a noi prendere le responsabilità come Governo lo prenderemo in considerazione, mi auguravo più responsabilità da parte della Lega. Non volevamo fermare tutto subito, ma siamo da due settimane in emergenza e abbiamo bisogno della collaborazione di tutti».

L’ATTACCO – Spadafora chiude tornando a criticare le scelte: «Il presidente della Lega Serie A dice di informazioni contrastanti che arrivano dal Governo, mi fa capire che è fuori dal mondo. Da due settimane ventiquattro ore al giorno cerchiamo di capire, con scienziati e medici, la situazione. Il no della Lega Serie A (sulle partite in chiaro, ndr) è stato netto rifacendosi a delle norme, ma avendo sentito anche l’Antitrust con un accordo comune non avrebbe leso i diritti di nessuno. È legittimo che Sky e la Lega tutelino i loro interessi, ma è contro il momento che stiamo vivendo. Questa settimana dobbiamo accelerare i contatti con i vertici europei dello sport. Siamo già a marzo, non dobbiamo farci trovare impreparati per gli appuntamenti internazionali dei prossimi mesi. È quello che mi riprometto di fare domani».


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