Conte: “Voglio aprire un ciclo, ma l’Inter pensi all’oggi! Barella e Sanchez…”

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24 Settembre 2019, 16:51
Antonio Conte in conferenza stampa Antonio Conte in conferenza stampa
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Antonio Conte – protagonista in conferenza stampa alla vigilia di Inter-Lazio, quinta giornata del Campionato Italiano di Serie A 2019/20 – risponde alle domande sul turno infrasettimanale e sulla condizione degli ultimi arrivati, in particolare Sanchez, nonché la situazione di Barella. Ecco il contenuto ripreso in diretta da Inter-News.it

Che partita prevedi contro la Lazio?
Sarà un ostacolo molto molto impegnativo, penso uno dei più difficili da inizio stagione. Affronteremo una squadra che ha una propria identità, da diversi anni lavora con Simone Inzaghi che considero un bravissimo allenatore, forse anche sottovalutato. Dovremo fare grande attenzione, loro sono una squadra ben rodata, negli anni sono migliorati tenendo i pezzi grossi, non hanno ceduto i migliori perché hanno un gran progetto. Complimenti a loro. Dovremo sapere che domani sarà una partita complicata, dove ci vorrà la spinta di tutti.

Confermi quello che ha detto Infantino sul razzismo?
Sì, ma poi ti ritrovi degli articoli di alcuni giornalisti in cui si parla della futura partita tra Inter e Juventus in cui io verrò coperto da insulti dai tifosi juventini. Il primo è il giornalista che fa ciò, io rimango sbalordito. Chi scrive e chi parla dovrebbe avere più coscienza su ciò che provoca, questo è il problema. C’è penna libera, chi più incita alla violenza e al sentimento di odio e rancore continua a scrivere. Fossi io il direttore del giornale li manderei via a calci in culo, tutti! I giornalisti incitano per primi questo odio. Chi parla e scrive ciò sta sempre dalla parte della ragione, come quando parlano di sostituzioni al 95′: sono tutti bravi lì! I giornalisti dovrebbero avere una responsabilità in più rispetto agli altri, perché comunicano cose che vengono riportate ovunque, alimentando odio contro tutti e insoddisfazione. Perché? Chi la scrive più grossa fa più presa e ha più ragione in Italia? A me dà fastidio vedere questo, suggerire di insultare una persona. Stiamo scherzando? Parliamo di calcio, dai.

I nuovi arrivati a fine mercato ti possono aiutare in queste partite?
Sicuramente stiamo lavorando, i ragazzi stanno cercando di allargare la base dei titolari. Per noi sarà molto molto importante perché, quando partecipi a un campionato così, è difficile e ogni partita non puoi giocarla a marce basse per vincere, ma sempre spingere al massimo e per questo c’è uno spreco di energia, poi c’è la Champions League che porta via tante energie. Sarà importante allargare la base di titolari e sarà possibile quando mi danno le giuste garanzie. Alcuni rischi dovrò prenderli, però voglio che siano calcolati, dando la possibilità a tutti di entrare in un determinato discorso.

In cosa è ancora dietro Sanchez?
Vale lo stesso per tutti i giocatori: quando Sanchez sarà pronto, verrà inserito. Idem Biraghi, Lazaro, Bastoni o chi per loro. Devo fare gli interessi dell’Inter, non accontentare nessuno.

Godin e de Vrij possono sostenere le tre gare in otto giorni?
Per quello che riguarda Godin, ha giocato la partita contro l’Udinese e riposato in Champions, quindi sarebbe la seconda consecutiva e non la terza. De Vrij ha avuto un piccolo affaticamento, ma per la sua posizione può giocare un bel tot di partite. Poi sono ragazzi allenati, stanno bene. Io dovrò fare delle scelte considerando il tutto, alcune volte dovrò prendere dei rischi.

Chi ti ricorda Lukaku tra i vari attaccanti che hai allenato?
Di Lukaku si è detto in lungo e in largo, sapete cosa penso di lui ed è superfluo ripeterlo un’altra volta.

Quanto merito di Lukaku c’è nei cinque gol dei centrocampisti?
Sono contento per loro, al di là di chi segna, è importante vincere le partite e fare gol. Più frecce ha il nostro arco, meglio è. Sono contento di questo, ma anche in passato i miei centrocampisti hanno avuto un ruolo abbastanza importante e determinante.

Temi che il pensiero di sfidare la Juventus possa distrarre l’Inter?
Sicuramente dobbiamo andare partita dopo partita, non possiamo pensare al domani che è incerto, ma all’oggi che è certo. Concentriamoci a fare bene ciò che ci aspetta nel presente, oggi la Lazio, che sarà molto difficile perché forte. Negli ultimi anni i giocatori della Lazio hanno recitato un ruolo da protagonista, hanno vinto la Coppa Italia l’anno scorso. Lotito, Tare, Inzaghi e i calciatori biancocelesti stanno facendo un grande lavoro con la Lazio. Per noi è un altro test di verifica, un altro step di crescita. Se entriamo in campo con la testa ancora al derby e agli elogi fatti, significa che non abbiamo capito niente di quello che dobbiamo fare e ci aspetta di fare. Dev’essere resettato il tutto nel più breve tempo possibile, capire che ci aspetta la Lazio e lì dovremo dare risposte importanti. Quando mi parlate di crescita vi dico che siamo solo alla quinta giornata. C’è un percorso talmente vasto che non possiamo fare delle premonizioni e dire se ci siamo o meno. Sarà un percorso lungo in cui ci sarà da cadere ed essere bravi a rialzarci. Sapremo farlo, il tempo lo dirà. Vedo proclami facili dopo quattro giornate, ma ho l’esperienza giusta per dire che ciò viene fatto per darci qualche bella “saccagnata”! Dobbiamo stare con i piedi per terra, lavorando giorno per giorno e non sarà facile. Ci sono due squadre in questo momento, il Napoli non lo calcolate molto ma è molto molto forte, ha migliorato la rosa con nuovi giocatori di grande livello e ha un grande allenatore. La Juventus è molto molto molto molto molto forte. Poi consideriamo anche le altre, tra cui anche l’Inter.

Chi avresti votato al FIFA Best Player?
Se non è zuppa, è pan bagnato: ai miei tempi avevo votato o Cristiano Ronaldo o Messi, quello che scegli non sbagli (sorride, ndr). Stiamo parlando di due giocatori che ogni anno raggiungono score importanti di 40-50 gol, sistematicamente, mica si dimenticano di farlo! Sono due fantastici fuoriclasse che stanno facendo la storia, dovremo essere grati a questi due grandi giocatori per come rappresentano il calcio. Sono un veicolo di trasmissione importante per il calcio.

C’è qualche giocatore da cui ti aspetti risposte ancora ricevute?
Non sono d’accordo sul fatto che i prossimi dieci giorni saranno difficili, finora non lo sono stati? Ogni giorno dobbiamo affrontarlo per superarlo, da qui alla fine del campionato, superando le difficoltà quotidiane. Non ci dobbiamo far prendere né da entusiasmo né da scoramento, ma solo pensare alla strada della serietà del lavoro per riuscirci. Se non ce lo dimentichiamo, supereremo queste difficoltà.

Ti rivedi in Barella da calciatore?
Barella ha caratteristiche precise, importanti e ha ampi margini di crescita. Ci stiamo lavorando, è un generoso come me da calciatore, sprizza energia da tutti i pori, ma dobbiamo essere bravi a indirizzarla nella giusta maniera per incanalarla nella direzione che vogliamo, senza sprecarla. Stiamo parlando di un ragazzo che ha potenzialità alte, ha voglia di lavorare e si è messo a disposizione. Il suo sogno era giocare nell’Inter, quindi c’è tutto. Ci sono tutti gli ingredienti per far diventare Barella una colonna portante dell’Inter per tutta la sua carriera.

Ti fa piacere il paragone con Simeone fatto da Godin?
Con Simeone anche calcisticamente eravamo centrocampisti molto simili, anche lui era difficile da affrontare, non mollava mai, box to box dall’attacco in difesa. Sta facendo un’ottima carriera da allenatore, ha trovato il suo posto ideale all’Atletico Madrid, dove ha portato la sua filosofia e idea. Rispetto a me, io sono stato un po’ più girovago, perché ho affrontato diverse esperienze in più squadre. Stiamo parlando di un grandissimo tecnico che dà un’impronta alla sua squadra ed è sempre difficile giocare contro di lui.

Ti vedresti per tanti anni qui all’Inter?
Quando inizi un nuovo progetto, la speranza è sempre quella che sia lungo e duraturo, anche perché più stai in un club più vengono assimilate le idee e il tuo modo di pensare. Puoi lavorare con un gruppo di giocatori che ti conosce e può solo migliorare nel tempo, apportando modifiche per crescere ancora di più. Per un allenatore riuscire a restare per un bel po’ di tempo in un club è la cosa migliore e io lo auspico per me, prima o poi, perché il massimo per me finora è stato tre anni. Sicuramente riuscire ad aprire un ciclo dal punto di vista lavorativo per me sarebbe molto più semplice, senza ripartire sempre da zero con nuovo club, facendo tabula rasa, e non è semplice perché devi trovare le persone che ti possono supportare l’idea e il tutto. Devo ringraziare in questo mio inizio all’Inter il lavoro che sta facendo Lele Oriali, penso che sarà un “grazie” che non finirà mai. Io so cosa sta facendo, così come Javier Zanetti che mi è molto vicino. Adesso sarà importante proseguire su questa strada, ho avuto la fortuna di trovare persone molto vicine che credono in me, mi supportano e mi aiutano. Un grosso grazie va a loro.

A che punto del processo siamo con il lavoro dei difensori in impostazione?
Sinceramente, Skriniar è un ragazzo che ha grandissima personalità, se gli chiedo le cose cerca di farle. Inevitabilmente qualcosa è cambiato rispetto al passato, soprattutto quando trovi squadre che stanno nella propria metà campo a difendere in dieci, per questo per noi è importante che i difensori inizino a essere i primi registi. Ci stiamo lavorando, penso sia un lavoro che completerà ancora di più i nostri giocatori. Il calcio moderno è totale, non puoi pensare che il difensore debba solo difendere ed essere forte in area: deve farlo, anche perché è una cosa che si sta un po’ perdendo questa, ma anche coinvolgere dieci giocatori nella fase di costruzione, perché ognuno deve sapere cosa fare, deve avere il compito di cercare di costruire ed essere totalmente coinvolto nell’azione offensiva, così come gli attaccanti devono essere coinvolti in fase di non possesso. Il gioco moderno e totale coinvolge anche il portiere molto più che in passato, quindi undici giocatori devono pensarla nella stessa maniera sia in fase di possesso sia di non possesso.



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