Conte: “Decreto Rilancio, lavoro incessante. Lavoriamo per la ripresa”

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13 Maggio 2020, 20:47
Giuseppe Conte
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Giuseppe Conte, Primo Ministro della Repubblica Italiana, ha parlato in conferenza stampa da Palazzo Chigi del “Decreto Rilancio”, svelando alcune delle misure previste.

NUOVO DECRETO – Giuseppe Conte, Primo Ministro della Repubblica Italiana, ha parlato in conferenza stampa del nuovo Decreto Rilancio: «Questo Decreto Rilancio si affaccia a scuole, università, al mondo dello sport, turismo, sanità, settore edilizio e non solo. È un testo complesso, sono oltre 250 articoli e parliamo di 55 miliardi, pari a due manovre, due leggi di bilancio. Non solo abbiamo lavorato con i Ministri intensamente, ma devo ringraziare anche gli staff tecnici che hanno lavorato giorno e notte. Vi assicuro che ogni ora di lavoro pesava perché sapevamo di dover intervenire quanto prima. Vi assicuro che non è stato un minuto di più di quello strettamente necessario. Ora la parola passerà al Parlamento, con questo testo che potrà anche essere addirittura migliorato. Abbiamo lavorato a questo Decreto sapendo che c’è un Paese in difficoltà. È una manovra che contiene anche delle premesse, perché questa fase di ripartenza possa già concretizzare una possibilità di ripresa economica e sociale. Ci sono persone che hanno perso il proprio lavoro, imprenditori nell’assoluta incertezza, commercianti che rischiano di chiudere per sempre le loro attività. Per questo ci siamo impegnati al massimo, ce l’abbiamo messa tutta per rafforzare il sostegno a chi ha perso il lavoro potenziando la cassa integrazione. Confidiamo che le erogazioni possano arrivare ancora più velocemente di quanto fatto fino ad ora. Vogliamo rendere alcuni passaggi burocratici ancora più spediti».

MISURE – Ecco alcune delle misure rivelate dal Premier Conte: «Per i lavoratori le misure messe in campo sono 25,6 miliardi di euro. Ci sono le risorse per rifinanziare e rinforzare cassa integrazione e bonus autonomi. Sono definiti “ammortizzatori sociali”, ma io li chiamo sì sociali ma anche economici. Servono anche alle imprese per preservare la loro efficienza produttiva. Dobbiamo attivare questi aiuti a coloro che non hanno ricevuto nulla e fare in modo che arrivino in maniera rapida, semplice e veloce. I ritardi arrivano perché la procedura è molto farraginosa, concepita in passato in una situazione diversa. Ci abbiamo lavorato perché le Regioni si sono rese disponibili a trovare la soluzione più rapida e dunque confidiamo di recuperare il tempo perduto. Per gli autonomi prevediamo 600 euro che arriveranno subito che verranno derogati a chi ne ha già beneficiato. Tagliamo anche 4 miliardi di tasse per tutte le imprese, fino a 250 miliardi di fatturato, via la prima rata dell’IMU per alberghi, pensioni, stabilimenti balneari. Abbiamo sconti fissati per tutti quegli esercizi aperti al pubblico che dovranno adattare le loro strutture. Rinviamo tutti gli adempimenti a settembre. Aiutiamo anche a pagare gli affitti dei locali. Per dare una boccata d’ossigeno al mondo dell’edilizia ci saranno bonus per le ristrutturazioni. Per la sanità 3 miliardi e 250 milioni. 1 miliardo e 250 milioni in due anni verranno destinati alla scuola per la digitalizzazione, per lo svolgimento degli esami di maturità e per la messa in sicurezza. Abbiamo un fondo strategico per il turismo con cui fare tante iniziative e un fondo per la promozione del turismo in Italia. Ristoranti e bar potranno occupare il suolo pubblico non pagando la TOSAP».

 

 


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