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Shakhtar Donetsk-Inter: Inzaghi sceglie la coppia sbagliata e peggiora con i cambi

L’Inter non riesce a vincere in Europa. E nemmeno a segnare. Lo 0-0 di Kiev mette in mostra tutte le difficoltà della squadra di Inzaghi, che ci mette del suo nel complicare la situazione. Lo Shakhtar Donetsk non può essere soddisfatto del punto casalingo contro un’Inter rinunciataria e fin troppo brutta da vedere. Di seguito l’analisi tattica di Shakhtar-Inter

Pre-Game Analysis: la preparazione e le scelte di Inzaghi

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Inzaghi per affrontare lo Shakhtar Donetsk in Champions League: Handanovic; Skriniar, de Vrij, A. Bastoni; Dumfries, Vecino, Brozovic, Barella, F. Dimarco; Dzeko, Lautaro Martinez.

Shakhtar Donetsk-Inter formazione ufficiale
Shakhtar Donetsk-Inter formazione ufficiale

MODULO – Confermato il solito 3-5-2 per l’Inter, che rispolvera il piano B sulle corsie laterali e inverte Barella per fare spazio a Vecino al posto di Calhanoglu. Una scelta che stravolge tutto.

In-Game Analysis: lo sviluppo e la lettura della partita

HIGHLIGHTS – Nel primo tempo, al 15′ Barella colpisce clamorosamente la traversa proprio come un anno prima. Ed è l’unica fotografia della partita, che peggiora con il passare del tempo dal punto di vista della qualità.

MODIFICHE – Al 55′ primo doppio cambio per l’Inter: fuori Brozovic e Dzeko, dentro Calhanoglu e Correa. Barella si posiziona davanti alla difesa per permettere al turco di agire da mezzala sinistra, invece l’argentino inizia alla sinistra di Lautaro Martinez. Al 72′ terzo cambio per Inzaghi: fuori Lautaro Martinez, dentro Sanchez. Staffetta in attacco che vede il cileno alla destra di Correa, che quindi cambia subito lato. All’81′ secondo e ultimo doppio cambio nerazzurro: fuori Vecino e Dimarco, dentro Gagliardini e Perisic. La modifica finale è solo negli interpreti ma non nelle consegne tattiche (come da immagine sotto allegata, ndr).

Shakhtar Donetsk-Inter formazione finale
Shakhtar Donetsk-Inter formazione finale

Player Analysis: il singolo decisivo in Shakthar-Inter visto ai raggi X

PROTAGONISTA – Se l’Inter torna a casa con un punto lo deve tutto al suo ultimo baluardo: Skriniar. Dare 8 (vedi pagelle di Shakhtar Donetsk-Inter) a un difensore che ti permette di tenere ancora viva la speranza di qualificarti agli ottavi di finale è il minino. La porta inviolata di Handanovic porta la firma di Skriniar, che nella ripresa evita l’1-0 dello Shakhtar con un salvataggio eroico. La ciliegina sulla torta di una prestazione enorme. Non la prima stagionale, sicuramente tutt’altra cosa rispetto all’ultima uscita sottotono contro l’Atalanta. Centrocampo e attacco non funzionano neanche per sbaglio, corsie laterali comprese, invece la difesa regge grazie al numero 37 slovacco. Un lusso averlo in rosa, oggi. Insuperabile.

Post-Game Analysis: le considerazioni finali su Shakhtar-Inter

COMMENTO – Credere che l’Inter sia andata a Kiev per cercare la vittoria risulta difficile a giudicare dalla prestazione offerta. Troppi errori inspiegabili, non solo a livello di approccio e tecnico. L’atteggiamento dell’Inter di Inzaghi è quello più sbagliato possibile per un appuntamento simile. A meno che non si sia scesi in campo con la consapevolezza di avere due risultati su tre. Ed è per questo che il pareggio esterno, prima del sorprendente risultato di Real Madrid-Sheriff Tiraspol, va preso più per un punto preso (immeritatamente) che per due punti persi. De Zerbi cambia qualcosa e rimane subito senza il suo temibile centravanti. Basta questo per capire che tutto ciò che succede negli 80′ successivi all’uscita di Traoré fa parte di un’altra partita. Una partita in cui De Zerbi ha la meglio su Inzaghi, pur senza cambiare il risultato dallo 0-0. L’Inter gioca male nel primo tempo e smette di giocare nella ripresa. Paradossalmente, i cambi peggiorano una situazione già compromessa. Nulla di catastrofico, ma non è così che si va in giro per l’Europa alla ricerca di tre punti d’oro. In questo modo è il punto preso a essere d’oro.

OSSERVAZIONE – Shakhtar Donetsk-Inter inizia e finisce con una mossa: il gioco delle coppie di Inzaghi. Il tecnico nerazzurro prende una decisione e la porta avanti fino alla fine. La coppia di Kiev è scelta: Dumfries-Dimarco titolari sulle fasce. Un azzardo che corrisponde a una fissazione: non schierare Perisic insieme a Dumfries inizia a diventare un piccolo “caso”. Equilibrio o meno, il dato oggettivo è uno: Inzaghi rinuncia a Perisic per lanciare Dumfries dal 1′. Ma non rinuncia a Dimarco, che serve soprattutto per i calci da fermo una volta scelto di panchinare Calhanoglu in favore di Vecino. Tutto chiaro? Si può anche sintetizzare: Vecino-Dimarco in, Calhanoglu-Perisic out. Va a finire che il colpevole dello 0-0 è Dumfries, che prima “obbliga” Inzaghi a scegliere la coppia sbagliata e poi spinge De Zerbi a modificare il suo undici iniziale per l’infortunio di Traoré… La deludente prova dell’Inter a Kiev non si riassume solo in questa doppia/tripla scelta, perché sono i cambi a togliere le ultime speranze nerazzurre. Barella arretrato è la mazzata finale, a prescindere dal fatto che Brozovic non stesse poi facendo così male (come tutti gli altri…). Insomma, serata da dimenticare per Inzaghi. Come già detto più volte, la rosa a disposizione è questa: prima si accettano lacune e limiti, prima l’Inter di Inzaghi potrà trovare la sua forma definitiva e migliore. Che magari non sarà “vincente”, soprattutto in Europa, dove il livello resta troppo alto per le ambizioni di questa Inter…

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