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Lazio-Inter: Padelli emblema dell’insicurezza, Conte tardivo. Bene solo Young

Brutto arresto dell’Inter, che in casa della Lazio non riesce a limitare i danni dopo l’illusione tre punti. Il gol dello straripante Young a chiusura della prima frazione viene annullato da una serie di errori difensivi (e arbitrali?) nella ripresa. Padelli subisce due gol evitabili, tra cui un rigore generoso. La reazione arriva solo nei minuti finali con i cambi che portano al 4-3-3 disperato. Ecco l’analisi tattica di Lazio-Inter

PRESENTAZIONE PRE-PARTITA

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Conte per affrontare la Lazio: Padelli; Godin, de Vrij, Skriniar; Candreva, Vecino, Brozovic, Barella, Young; Lukaku, Lautaro Martinez.

Lazio-Inter Formazione Ufficiale
Lazio-Inter Formazione Ufficiale

MODULO – L’undici scelto da Conte per affrontare lo scontro diretto in casa dell’inseguitrice è il migliore possibile. Il migliore seguendo la logica contiana. Confermato il 3-5-2 senza trequartista, in pratica è la solita Inter che punta sulla quantità di Vecino anziché sulla qualità di Eriksen. Nel derby la scelta ha pagato, anche se solo sulla lunga distanza contro un avversario ormai senza speranze.

RESOCONTO PARTITA

PRIMO TEMPO – L’approccio nerazzurro alla partita è senza dubbio aggressivo. Le mezzali sono altissime, subito in pressing sui terzi di difesa biancocelesti. Al 9′ da segnalare la terrificante traversa di Milinkovic-Savic dalla lunga distanza. La Lazio è ben messa in campo ma nonostante ciò l’Inter riesce a costruire partendo dal basso e allargando sulle fasce, in particolare sulla destra dove la spinta di Candreva è ottimizzata dai tagli di Vecino. Del resto, partita fin troppo chiusa perché le due squadre schierate a specchio non lasciano molti spazi. Non è tanto la paura quanto la volontà di non scoprirsi per non rischiare nulla. In pratica le mezzali supportano Lukaku mentre Lautaro Martinez cerca di ridurre il raggio d’azione del regista laziale (Lucas Leiva). La Lazio si adatta e inverte la strategia, mezzali più basse per supportare la costruzione e attaccanti ravvicinati a fare densità contro la linea a tre nerazzurra. Al 44′ l’Inter va in vantaggio quasi a sorpresa: Young ribadisce in rete una respinta sporca di Strakosha su tiro di Candreva. Il primo tempo termina 0-1: troppa tattica e poche idee, il vantaggio è una notizia visto lo 0-0 atteso.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre senza modifiche di formazione. La Lazio inizia subito all’attacco e al 50′ Immobile spiazza Padelli su rigore. La “spinta” di de Vrij su Immobile andrebbe rivista, di certo c’è un errore generale della difesa nerazzurra. Il pareggio risveglia l’Inter, che rimette un po’ di ordine dopo lo sbandamento iniziale. La fluidità del gioco viene meno, anche se il vero problema sono i movimenti offensivi delle punte, che non si trovano. Al 69′ Milinkovic-Savic “imita” Young e trova la rete dopo il salvataggio di Brozovic, ma è grave l’errore di Padelli così come l’assist inverso di Vecino. Le insicurezze nel pacchetto arretrato complicano tutto. Al 76′ doppio cambio per l’Inter: fuori Brozovic e Candreva, dentro Eriksen e Moses. Il danese si posiziona nel ruolo di mezzala sinistra con Barella perno centrale, il nigeriano agisce largo a destra. Cambia subito l’inerzia della gara, come dimostrato dal gol annullato a Lautaro Martinez per fuorigioco su cross di Young dalla destra. All’86’ terzo e ultimo cambio per Conte: fuori Godin, dentro Sanchez. Il cileno di schiera largo a sinistra nel 4-3-3 finale iper-offensivo con Lukaku complementare a destra (come da immagine sotto allegata, ndr). L’assedio finale è disordinato ma non porta gol. Il secondo tempo termina 2-1: Inter rimontata e ribaltata in venti minuti di follia.

Lazio-Inter Formazione Finale
Lazio-Inter Formazione Finale

CONSIDERAZIONI POST-PARTITA

PROTAGONISTA – Nelle sconfitte è facile trovare un capro espiatorio, anche quando la colpa è collettiva, stavolta però è fin troppo automatico: Padelli. Il sostituito di Handanovic prende altri due gol evitabili. Nel primo c’è la frittata con Skriniar in uscita, poi Immobile lo spiazza dal dischetto. Nel secondo c’è prima l’immobilismo (miracolo di Brozovic) e poi il tuffo tardivo (complicità di Vecino). Il problema è che Padelli sbaglia anche tutto il resto, dalla costruzione dal basso ai (ri)lanci lunghi. Dietro non si fa sentire né vedere, la difesa ne risente. Nel finale si regala una grande parata in uscita su Immobile, ma ciò non fa che peggiorare il quadro, perché diventa una notizia (positiva) in oltre 90′ di ansia da prestazione. Handanovic dovrà accelerare il rientro, sicuro. Inadeguato.

COMMENTO – L’Inter torna da Roma con l’unico risultato che non doveva esistere. La sconfitta. Un pareggio, anche se in rimonta, sarebbe stato tutt’altra cosa. Una vittoria, beh, non bisogna neanche star qui a specificarlo. Lo 0-1 del primo tempo illude e, per com’è maturata la ripresa, fa male. Ancora una volta l’Inter non riesce a gestire il vantaggio. Ancora una volta l’Inter si autolesiona. Il problema ovviamente inizia da più là ma ha il suo culmine in area di rigore, dove l’assenza di Handanovic rischia di condizionare tutta la stagione. La presenza di Padelli non aiuta il reparto, anzi, lo manda in confusione. Poi certo, sbagliano tutti. Dall’attacco alla difesa passando per il centrocampo, senza Eriksen. Perché quando entra il danese qualcosa si illumina. Ma allo steso tempo manca di condizione e sacrificio. Quest’Inter non è una macchina perfetta, Lazio-Inter svela le magagne. Pessima la gestione dei portieri a gennaio (perché Radu fa panchina a Parma e all’Inter al momento il dodicesimo è il 17enne Stankovic?). Rivedibile la gestione dei cambi, dato che arrivano a 20′ dalla fine (recupero incluso) dopo aver perso tutto il vantaggio accumulabile precedentemente. Cambiare prima di prendere il secondo gol avrebbe portato ad altri scenari, certo è facile dirlo a posteriori. Un’Inter con poche idee e pochi uomini, troppo limitata e dipendente da alcuni singoli. Tra i titolari brilla solo Young, troppo poco. L’inglese trova il gol del vantaggio, fa l’assist per il pareggio (giustamente annullato) e si inventa quasi un rigore su azione personale venendo atterrato in area (la palla viene colpita prima, ma anche questo è un episodio a limite…).

Male gli altri, da Skriniar a Lautaro Martinez, passando per lo stesso Brozovic. E chi entra non può fare miracoli. Conte ha un solo attaccante in panchina (Sanchez), ma aggiungerlo per dar vita a un tridente obbliga Lukaku a sacrificarsi in una posizione più defilata. A Eriksen serve tempo, sbagliato alimentare la polemica gratuita per peggiorare la situazione. Però il problema che deve risolvere l’Inter è nella testa prima che nella condizione atletica. Giocare ogni tre giorni sta complicando tutti i piani e nel giro di due settimane potrebbe cambiare tutto. La finale di Coppa Italia è a rischio dopo aver perso a San Siro contro il Napoli. Adesso c’è la doppia sfida di Europa League contro il Ludogorets. Già la classifica in Serie A è cambiata, dalla prima posizione alla terza in una notte. Il -2 dalla Lazio stessa è recuperabile, forse anche il -3 dalla Juventus (c’è Juventus-Inter il 1° marzo…), però così fa male lo stesso. L’Inter ha un problema e a risolverlo – pure in fretta – deve essere Conte: la squadra va adattata ai bisogni del calendario, anche facendo scelte diverse dopo aver perso alcune certezze. A partire dal portiere-capitano.

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