Perché Spalletti si è dimenticato di Joao Mario nel centrocampo dell’Inter?

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3 marzo 2019, 19:34
Spalletti Joao Mario

Luciano Spalletti nel 2019 ha dovuto gestire diverse situazioni non semplici. C’è una scelta tecnica però che risulta poco chiara: perché fossilizzarsi sul trio di centrocampo Vecino, Brozovic, Nainggolan dimenticando Joao Mario?

SCELTE FISSE – Luciano Spalletti nell’ultimo periodo, tra caso-Perisic e caso-Icardi, ha cristallizzato alcune sue scelte tecniche. E a vedere i risultati sul campo, anche nelle partite non perse, il motivo onestamente non è così chiaro. Passi per l’attacco, dove le soluzioni sono limitate visto appunto il problema con l’ex capitano e l’assenza per infortunio di Keita. Ma la gestione del centrocampo andrebbe approfondita.

CENTROCAMPO FISSO – Il nome esemplificativo è uno: Joao Mario. Il centrocampista portoghese così come è apparso all’improvviso sotto la pioggia di Lazio-Inter ora è sparito. E dire che dalla sfida coi biancocelesti a Empoli-Inter aveva giocato praticamente sempre. Ora pare dimenticato, relegato in panchina. Ultima presenza da titolare col Parma, ma da ala destra per emergenza. Ultima nel suo ruolo in mezzo al campo nella sconfitta col Torino. Dopo giusto uno spezzone con la Samp e due panchine. Nel 2019 a centrocampo si sono visti praticamente sempre Vecino, Brozovic e Nainggolan, con pochissima alternanza.

PERCHE’ DIMENTICARLO? – La scelta di Spalletti fa sorgere delle domande per due motivi. Il primo è che Joao Mario, come Gagliardini (anche lui scomparso, in campo solo contro la Sampdoria), non è nella lista per l’Europa League. Escluso automaticamente dalle sfide infrasettimanali, farlo giocare in campionato permetterebbe di far rifiatare Vecino, Brozovic o Nainggolan, che invece stanno andando sempre in campo. Il secondo è che col portoghese nel girone d’andata Spalletti aveva trovato una quadratura tecnica interessante. Il numero 15 aiutava nel possesso e dava qualità a tutta la manovra. Una cosa di cui la squadra avrebbe un bisogno disperato anche ora. Perché quindi passare da un estremo all’altro all’improvviso?

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