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Hakimi elemento di spicco del progetto Inter: la strategia pluriennale paga

Hakimi rappresenta meglio di tutti il percorso di crescita fatto dall’Inter in questa stagione. E impostato da Suning da tempo. Ma solo grazie a Conte è possibile raccogliere i frutti del lavoro. Per la società nerazzurra è l’esempio perfetto della sua strategia – si spera – vincente

INIZIO PROMETTENTE – La prima stagione italiana di Achraf Hakimi continua a regalare commenti positivi, dati utili e giudizi importanti. Il numero 2 dell’Inter non sta deludendo le aspettative. Anzi, nel momento in cui sembra appannarsi – è già successo a inizio stagione e si è ripetuto in questa seconda parte -, riesce a sfoderare sempre la prestazione giusta. O semplicemente la giocata vincente, come in occasione dell’assist per l’1-0 di Inter-Cagliari. Merito del bacio di Antonio Conte, un bacio non solo immortalato dalle telecamere a San Siro ma inteso come lavoro concreto fatto insieme. Hakimi sotto Conte continua a crescere dal punto di vista tattico, soprattutto in fase difensiva. Sta maturando, pur dovendo rinunciare a quella libertà e spensieratezza notata sia da avversario sia nelle prime uscite in maglia nerazzurra. Se prima qualcuno aveva dubbi sull’utilizzo dell’esterno destro marocchino da quinto di centrocampo, oggi l’Inter può dire di avere in rosa un altro terzino di spinta vero e proprio. Sulle orme dell’esempio calcistico – non solo interista – più illustre e non ancora raggiunto, Maicon (vedi focus).

PROFILO ESEMPLARE – L’ottima prima annata di Hakimi all’Inter ha fatto suonare più di un campanello dall’allarme, soprattutto all’estero. Sono in molti a desiderare un esterno destro – ormai abile in entrambe le fasi di gioco – di questo livello. Un nome spendibile sia da terzino per chi utilizza la difesa a quattro sia da esterno a tutta fascia per chi segue il sistema contiano basato sulla linea a tre. Nonostante ciò, nessun acquirente verrà ascoltato dall’Inter, che ha intenzione di blindare il suo numero 2. E oggi quasi nessuno se lo può permettere, perché per l’Inter non ha un valore di mercato avvicinabile. Per la società nerazzurra non rappresenta un profilo con cui fare plusvalenza in estate. Anzi, ogni eventuale offerta verrà rispedita al mittente. E al momento nemmeno se ne segnalano (vedi articolo). Hakimi, arrivato la scorsa estate, ha già firmato un contratto con ingaggio da top player per le casse nerazzurre e la scadenza 30 giugno 2025 fa dormire tranquilli. È l’esempio perfetto del progetto nerazzurro: giovane, in crescita – economica e tattica – e sicuro del suo importante ruolo nella rosa. L’elemento di spicco per l’Inter di Conte targata Suning (di cui rappresenta l’ultimo grande colpo di mercato…). No, non verrà sacrificato in estate come qualcuno si augura. Sarebbe folle e contro ogni strategia (pluriennale).

Longhi: «Hakimi non sa saltare l’uomo! Ecco chi serve all’Inter se lo cede»

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