Inter e Spalletti ingranano la quarta: no Icardi, sì party

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22 febbraio 2019, 12:00
Icardi Wanda Nara Inter-Sampdoria

La facile vittoria contro il Rapid Vienna evidenzia più aspetti, non solo di ambito tecnico-tattico ma soprattutto mentali, impossibile non incrociarli con la grande questione del momento, ovvero l’assenza di Icardi

L’ELEFANTE IN SALOTTO – Il salotto è arredato in modo assai elegante, ogni oggetto al suo posto, è tutto in ordine, lindo e pinto. Ma purtroppo, proprio al centro di questo salotto, c’è un elefante, alzi la mano chi non lo nota o riesce a osservare il mobilio con lui in mezzo. Anzi, sembra proprio che la presenza dell’elefante costringa il padrone di casa a organizzare l’arredamento anche meglio di quanto facesse prima.

L’INTER SI DIVERTE – Non è solo la vittoria, anzi, non lo è affatto, la notizia del giorno, nemmeno il passaggio del turno. La notizia è il ritrovato divertimento nel giocare a calcio. Il concedersi lussi, i colpi di tacco di Lautaro Martinez contro la Sampdoria, le progressioni di Milan Skriniar, i dribbling di Ivan Perisic, e mettiamoci anche Andrea Ranocchia che fa gol. E mettiamoci Antonio Candreva che gioca contro mezzo stadio ma porta fino in fondo la sua partita, e si concede virtuosismi fino al 90esimo. E non si dica che tutto questo arriva perché avevi di fronte il derelitto avversario austriaco. No, dispiace dirlo ma senza Maurito Icardi la squadra si sta ritrovando e sta ritrovando uno spirito che si pensava rischiasse di smarrirsi tra gli screenshot, emoticon, post, status, hashtag e compagnia bella.

OCCHIO AL GINOCCHIO – Poi resta sempre da capire se questo ginocchio abbia problemi oppure sia stato solo contagiato dal mal di pancia. Ma forse nemmeno questo ormai interessa più. Sappiamo tutti cosa succederà? Che il capitano tornerà in campo dicendo che non è successo niente, che il ginocchio è guarito, che lui tiene all’Inter e altre frasi fatte, ma sarà possibile sorvolare su tutti questi giorni, tutte queste partite condite di gol, goleade e vittorie allegre? Difficile pensarlo. Bello vedere i coniugi Icardi a bordo campo ma poi nello spogliatoio chi ci va? Non Mauro, ma una squadra, aggrappata al gigante, diventato capitano da un giorno all’altro con la naturalezza e lo sguardo tranquillo come se non fosse stato mai altro.

SPALLETTI CI È ABITUATO – Il mondo non ha smesso di girare da quando Mauro Icardi non è più capitano, anzi sembra girare anche meglio. Luciano Spalletti ci era già passato, per due volte a Roma, quando inventò una squadra senza punta centrale (arrivando seconda nel 2006 dietro l’Inter di Roberto Mancini) e poi di nuovo una tenendo in panchina il suo uomo simbolo, il capitano, Francesco Totti, undici anni dopo, ma finendo per arrivare ancora secondo con la bellezza di 87 punti. Ma stavolta c’è una differenza, la gestione del capitano non lo vede da solo, ma con voce forte alle spalle, quella di Beppe Marotta. La storia delle prossime giornate ci dirà se le scelte fatte sono state giuste. Per ora, la risposta del gruppo, è senza alcun dubbio, affermativa.

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