Icardi e Wanda Nara protagonisti, l’Inter punta sulla regola delle serie TV

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31 agosto 2019, 21:29
Mauro Icardi Wanda Nara Suning

La richiesta di reintegro e risarcimento, da parte degli avvocati di Icardi all’Inter, apre un nuovo capitolo della storia infinita che dovrebbe portare alla separazione definitiva tra l’ex capitano e la società nerazzurra, ma non prima di battagliare ancora in più sedi

GUERRA APERTA – La vicenda legata a Mauro Icardi s’infittisce. O meglio, si sfittisce, perché Maurito ha definitivamente scoperto le carte, presentando alla dirigenza nerazzurra una richiesta ufficiale di reintegro con allegato risarcimento dei danni subiti. È diventato davvero difficile non essere più banali è scontati, quando si parla di Mauro e di Wanda, ma per fortuna i due coniugi tendono nuovamente una grossa mano a chiunque volesse cimentarsi nell’interpretazione della loro strategia. Già, perché di strategia è opportuno parlare, visto che il termine guerra aperta finirebbe per destabilizzare eccessivamente un ambiente che (sotto la guida di Antonio Conte) sta cercando disperatamente di fare orecchie da mercante. Eppure, aleggia la percezione che ci sia ancora qualcosa di non detto fra i meandri di una questione così complessa e delicata. Riavvolgendo il nastro, alcuni comportamenti di Icardi, quand’era ancora l’idolo delle folle, assumono tutt’altra sfumatura. Col senno di poi, ovviamente, Maurito va adesso rivalutato in chiave estremamente egoistica, com’era un po’ il suo modo di esprimersi col pallone d’altronde. Già, era, perché l’argentino non si vede in campo da mesi e a qualcuno è anche venuto il dubbio che non sia più in grado di buttarla dentro come di consueto. L’Icardi cinico, spietato e cannibale si è tolto la pettorina, ha lanciato per aria la maglia nerazzurra e ha indossato una giacca, un completo, un paio di scarpe lucide e un sorriso di circostanza. C’è chi ha calpestato i colori nerazzurri con molta più scena, in una notte di tripudio europeo davanti ad un San Siro esaurito ed estasiato. A confronto, probabilmente, va quasi rimpianto.

COME IN UNA SERIE TV – C’è un interessante libro di Neil Landau intitolato “Showrunner” in cui lo sceneggiatore e produttore americano intervista le grandi menti delle serie TV più famose dell’ultimo decennio (Breaking Bad, Lost, The Walking Dead), chiedendo loro i segreti per la buona riuscita di un prodotto innovativo e sensazionale in ambito cinematografico. Molti di questi autori, tra le pagine del libro, sono concordi nell’affermare che una buona serie TV vada concepita come un blocco unico, come un film per l’appunto, da ripartire e direzionare a seconda dei colpi di scena, resi necessari anche da esigenze di budget. Qual è il nesso fra la vicenda Icardi e una serie di sceneggiatori che hanno fatto fortuna col piccolo schermo? Probabilmente la lettura di tutta la querelle, in chiave televisiva, assumerebbe una prospettiva differente e potrebbe quasi scapparci un sorriso. Già, perché Mauro Icardi, a tal proposito, potrebbe essere tranquillamente accostato al Pablo Escobar di Narcos, al Gennaro Savastano di Gomorra o al Walter White di turno. Non fosse altro per la personalità magnetica e il grande focus popolare che hanno attirato su di loro personaggi di finzione di questo calibro. Ma se la produzione, in questo caso la dirigenza nerazzurra, decide che il protagonista è chiamato ad uscire di scena perché non ci sono più i fondi per prolungarne le scorribande, l’attore deve uscire di scena.

FINALE DA SCRIVERE – Quello di Wanda Nara e Maurito è un tentativo disperato di tornare alla ribalta, con nuovi e numerosi colpi a effetto, talvolta sempre più fragorosi. Quell’argentino che “non vuole morire” (eufemismo, ovviamente), ma tornare a riaprire gli occhi anche dopo l’ennesimo colpo di grazia di una proprietà che ha agito con coerenza da dicembre scorso. Dal suo lato, c’è un protagonista che non accetta la morte del proprio personaggio. Non accetta che la produzione gli dica che è finita, che i tempi in cui infiammava e arringava le folle sono giunti al termine. Come prova a sostegno dell’accusa, ci sono le 124 reti messe a segno con la maglia dell’Inter, più tutta una serie di prestazioni da leader populistico, prontamente disciolte in un bicchier d’acqua. Proprio su quelle marcature, e su ciò che Icardi ha rappresentato per la storia recente dell’Inter, l’argentino e la sua procuratrice stanno cercando di costruire la prossima stagione di una serie televisiva infinita. Ma a volte, ai grandi personaggi, resta soltanto l’opzione dell’uscita di scena per conservare un briciolo di dignità. Comprendere che il tempo delle mele è finito e che nessuno ha più voglia di sorbirsi lo spin-off di una trama satura, carica di veleno e ancor più di preoccupazione. La sceneggiatrice Wanda ha in serbo probabilmente ancora qualche colpo di scena per far sopravvivere la figura, ormai quasi plastificata, del marito centravanti. Basteranno per permettere all’argentino di dominare ancora il panorama mediatico nerazzurro? Per ora, la risposta è certamente sì. Ma anche i leader più carismatici e i condottieri più fieri, a volte, sono chiamati a prendere atto della realtà. E la produzione, in genere, ha sempre l’ultima parola su tutto.

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