Conte ancora senza Inter B costretto a “inventarsi” panchina e turnover

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14 Febbraio 2020, 22:22
Antonio Conte Inter
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La stagione dell’Inter di Conte va avanti a denti stretti e con fin troppe critiche che arrivano dall’esterno. All’interno invece regna la serenità, sebbene la situazione non sia così rosea a livello numerico. Nella fase clou della stagione c’è da pensare alla strategia migliore anche per utilizzare al meglio la panchina. Insomma, fare di necessità virtù

ROSA RIDOTTA – L’infortunio di Stefano Sensi (vedi comunicato ufficiale) è solo l’ennesima notizia negativa che si scaglia sulla rosa nerazzurra. Il forfait del centrocampista classe ’95 segue quello del compagno di reparto Roberto Gagliardini, ma soprattutto quelli di Samir Handanovic e Sebastiano Esposito. E all’elenco forse potrebbe aggiungersi anche Kwadwo Asamoah, di fatto ancora fuori uso e infatti mai schierato pur essendo rientrato in gruppo. Assenze pesanti per l’Inter, soprattutto nelle rotazioni. Sono cinque giocatori in meno in una rosa già corta di suo da mesi.

REPARTI INCOMPLETI – In questa delicata fase della stagione (nei prossimi venti giorni si decide il destino dell’Inter in Europa League, Coppa Italia e probabilmente anche in Serie A, visto lo scontro diretto in casa della Juventus), Antonio Conte non può contare su tutti i reparti. Un solo portiere arruolabile (il dodicesimo Daniele Padelli) e tre attaccanti per due maglie. Nessun problema in difesa e sulle fasce, dove sei centrali e quattro esterni si possono alternare in maniera sapiente.

REBUS CENTROCAMPO – La situazione più critica ovviamente è in mezzo al campo. Conte ha due fedelissimi a cui non può rinunciare, il vice-capitano Marcelo Brozovic e Nicolò Barella. Infortuni e squalifiche permettendo. Nelle rotazioni per ora non rientra Borja Valero, che probabilmente tornerà utile solo in Europa. Senza Gagliardini e Sensi, la scelta dell’ultima maglia ricade sull’usato sicuro Matias Vecino o sulla lussuosa novità Christian Eriksen. Chi partirà dalla panchina?

PANCHINA INTELLIGENTE – Quando si affrontano determinati avversari, avere a disposizione tre cambi di qualità può cambiare le carte in tavola. La certezza in attacco è Alexis Sanchez, così come Danilo D’Ambrosio in difesa. Dipende da ciò che serve a partita in corso. Sulla fascia (destra) Victor Moses rappresenta un innesto capace di cambiare inerzia nel finale di gara. Si è visto nel derby quando, appena entrato, ha messo a segno il suo primo assist in Serie A.

JOLLY ERIKSEN – E a centrocampo? Tornando al ballottaggio sopracitato, ipotizzare Eriksen “riserva” in favore di Vecino non è utopia. In attesa di entrare totalmente negli schemi di Conte, il danese può essere una preziosa risorsa a gara in corso, soprattutto se l’uruguayano arriva con il fiato corto. Così domenica sera contro la Lazio, probabilmente. Poi la svolta stagionale, possibilmente ancora su tre fronti. Il 1° marzo a Torino Conte spera di avere in campo l’undici migliore, ma anche in panchina serve un undici all’altezza: c’è bisogno dell’Inter B.


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