Zanetti: “Arrivo all’Inter? Non sapevo se ero pronto. Maicon arma letale”

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12 Maggio 2020, 23:08
Javier Zanetti
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Zanetti ha parlato del suo arrivo all’Inter in una diretta Instagram con il profilo Fifaworldcup. Il Vicepresidente nerazzurro racconta diversi aneddoti sull’impatto con Moratti e Bianchi. Che intesa con Maicon! Di seguito le sue dichiarazioni

ARRIVO A SORPRESA

Javier Zanetti racconta i primi passi in nerazzurro: «Arrivo in Europa all’Inter? Nessuno lo pensava in Argentina. Dal Banfield all’Inter il cambiamento era grandissimo. La mia idea era passare magari in un club più grande in Argentina e poi in Europa. Ma così era un grande salto. Era una grande responsabilità, ma anche un’opportunità. Non sapevo se ero pronto. Ero il quarto straniero quell’estate all’Inter. Ma poi dal primo momento in Italia sentì che l’Inter era la prima società in cui si respirava un ambiente familiare. E’ famiglia e io mi sentivo a casa. Da lì sono cresciuto man mano, con gran cultura del lavoro. Sono diventato capitano di gente come Ronaldo, Baggio, Ibrahimovic, Messi nell’Argentina… Fu una bella esperienza. La cosa più importante è il cammino in carriera».

RUOLO FONDAMENTALE

Javier Zanetti parla anche del ruolo di laterale destro: «Moratti aveva visto una cassetta per Ortega, ma poi notarono il numero 4. Il primo contatto con Bianchi, mi disse: “Giochiamo col 3-5-2 con te a destra e Roberto Carlos a sinistra”. Non ho mai cambiato la mia essenza per tenere la fascia da capitano. La mia maniera di allenarmi e di essere dentro e fuori dal campo era quella e ho guadagnato il rispetto dei miei compagni. Il Sudamerica è molto presente nell’Inter: già di per sé è Internazionale. Terzino destro? Per prima cosa devi marcare, è un ruolo importante. Dopo devi avere la capacità per passare all’attacco e dare sempre una soluzione in più. Può essere determinante. Nel 2010 l’Inter aveva Maicon. La giocata era automatica: lui avanzava e io lo coprivo. Sono come attaccanti: parlo di gente come Dani Alves, Marcelo, Roberto Carlos. Maicon era un’arma letale per noi». 

VICEPRESIDENTE E NON ALLENATORE

Javier Zanetti descrive anche il suo ruolo dirigenziale: «Allenatore? Lo devi sentire. Io pensavo di poter contribuire di più da dirigente. Ma quando l’Inter mi ha comunicato che sarei stato Vicepresidente, ho pensato: “Che responsabilità! Mi devo preparare”. Termina la mia carriera da giocatore, ma dovevo iniziare una nuova tappa. Mi sono iscritto alla Bocconi per studiare Finanza e Marketing: non volevo curare solo la parte sportivo. Volevo avere una visione completa».


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