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CONFERENZA – Inzaghi e Marotta aprono la nuova stagione dell’Inter

Inzaghi e Marotta sono stati protagonisti della conferenza stampa di inizio della stagione dell’Inter. L’allenatore e l’AD Sport hanno risposto alle domande dei giornalisti presenti, fra cui Inter-News.it, a partire dalle ore 17. Rileggi il contenuto della diretta testuale (aggiornato dal basso verso l’alto).

17.38 Finisce qui la conferenza stampa di Inzaghi.

Domanda per Inzaghi: ha avuto modo di parlare con Dzeko, che con l’arrivo di Lukaku non ha più lo status di titolarissimo?

Personalmente abbiamo parlato alla fine delle nazionali. Sappiamo tutti l’importanza che ha avuto Dzeko nella nostra stagione l’anno scorso, ha fatto venti gol e anche quest’anno sarà un valore aggiunto per l’Inter. Ci aiuterà tantissimo come l’anno scorso.

Domanda per Inzaghi: dovesse arrivare Bremer lo vede come centrale o braccetto?

È lo stesso discorso di Dybala, non parlo di giocatori che non sono dell’Inter. Non mi sembra corretto.

Domanda per Inzaghi: dobbiamo aspettarci, con venti giocatori di movimento, che gli attaccanti siano quattro e non cinque?

Quello sì. Sappiamo che le partite sono tante, ma il quinto può essere un giovane. Non è il caso di Pinamonti, che è un giocatore già affermato con quattordici gol in campionato. So che ha delle richieste ma a oggi è convocato per il ritiro e starà con noi. La quinta punta se la si tiene bisogna che sia un giovane, sapendo che ha quattro grandi giocatori davanti nelle gerarchie.

Domanda per Inzaghi: che tipo di gestione pensa di dare ai due portieri?

Ho risposto prima. Il titolare è Handanovic perché se l’è meritato sul campo, su Onana puntiamo io e la società. È il futuro dell’Inter, ha un contratto lungo e deve dimostrare di meritare tutto quello di cui si dice. È un patrimonio dell’Inter.

Domanda per Inzaghi: con lei Immobile ha già vinto una Scarpa d’Oro, c’è una gerarchia per gli attaccanti dell’Inter?

A me piace che le mie squadre segnino. Un anno con la Lazio abbiamo fatto il miglior attacco, l’anno scorso con l’Inter siamo stati il miglior attacco. Quest’anno speriamo che uno fra Lautaro Martinez, Dzeko, Lukaku e Correa possa essere la Scarpa d’Oro.

Domanda per Inzaghi: su Skriniar si è aperti a tutto, ma per gli altri bisogna essere tranquilli? Casadei tolto dal mercato?

Per quanto riguarda Casadei ha fatto adesso gli Europei Under-19. È convocato per noi, dovrà stare in vacanza qualche giorno ma deciderà la società. Per Skriniar è come la conferenza dell’anno scorso, dove si parlava e si ragionava che la cessione di Hakimi sarebbe stata l’unica. Poi sappiamo che il mercato è imprevedibile e da qui alla fine può succedere di tutto, ma sono sicuro che il 13 agosto ci sarà un’Inter competitiva che vuole vincere. Come altre cinque o sei, che l’anno scorso alla mia presentazione qualcuno non metteva l’Inter nelle prime quattro. L’Inter non è assolutamente una preoccupazione, ma un motivo di orgoglio.

Domanda per Inzaghi: c’è un clima diverso rispetto alla scorsa stagione, questa cosa lascia tranquilli per alzare l’asticella?

Io ho la fortuna di viverla molto serenamente la pressione, perché come ho detto altre volte noi allenatori ce l’abbiamo tutti i giorni. Le scelte dobbiamo farle tutti i giorni, anche più di una. So cosa vuol dire, ho capito l’anno scorso e negli anni alla Lazio che essendo l’allenatore ho grandissime responsabilità, però mi fanno rendere al meglio. Sappiamo il percorso dell’anno scorso, quest’anno siamo qui e vedremo cosa succederà da qui alla fine del mercato. Siamo consapevoli e sappiamo di aver lavorato nel migliore dei modi in questi primi giorni di calciomercato, speriamo di farlo fino alla fine.

Domanda per Inzaghi: il mercato permette di fare cambi che non sono stati possibili nella scorsa stagione? Si può dire che l’anno scorso lo scudetto l’abbia perso l’Inter?

Questo non lo so, ribadisco che siamo molto contenti di quanto fatto. Quest’anno cercheremo di confermarci, non sarà semplicissimo né scontato perché quando metti trofei in bacheca non è semplicissimo confermarsi. Però siamo l’Inter e abbiamo il dovere di vincere sempre.

Domanda per Inzaghi: che impressione le ha dato Asllani?

È un giocatore molto giovane che sembra più grande dell’età che ha. Ha le idee chiare, sa che davanti a lui c’è un play che nelle ultime cinque-sei stagioni ha fatto delle prestazioni splendide con l’Inter. Abbiamo grandissima fiducia, l’abbiamo seguito per un anno intero e ha avuto sei mesi di crescita esponenziale. È un giocatore su cui crediamo molto.

Domanda per Inzaghi: col ritorno di Lukaku cambierà qualcosa o si giocherà come l’anno scorso?

Il 5 luglio è presto, però qualche idea in testa ce l’ho già. Dipende anche dalle situazioni in cui ti trovi, abbiamo alternato l’anno scorso delle partite con recuperi molto alti o, quando la squadra avversaria non te lo permetteva, in posizioni più basse. È normale che Lukaku ci dia più soluzioni, è normale che prima si recupera campo in avanti e meno dobbiamo correre per fare gol. Secondo me avremo più soluzioni con lui, fermo restando che abbiamo gli altri nostri attaccanti che hanno fatto tutti molto bene.

Domanda per Inzaghi: Inter ora completa per giocare su tutti i fronti?

È stata bravissima la società a muoversi. Adesso dovremo rimpiazzare l’uscita di Ranocchia, i direttori stanno lavorando in tal senso perché abbiamo solo de Vrij. L’obiettivo è avere venti giocatori di movimento, doppi nei ruoli e impiegabili sempre. Giocando venti partite da qui a novembre avrò il dovere sicuramente di cambiare, più avremo i tre portieri e vogliamo aggregare tre giocatori della Primavera in pianta stabile con noi. Il settore giovanile sta facendo un grande lavoro, l’anno scorso si è vinta la Primavera. In questo momento per il ritiro sono convocati i due Carboni, Valentin il più giovane lo aggregheremo a noi. Vogliamo aggregare Casadei che l’anno scorso è stato con noi, poi ha esordito Zanotti che se l’è meritato perché si è fermato tre-quattro mesi per un problemino. Spero quest’anno di farne esordire qualcun altro, so che è difficile esordire nell’Inter ma se i ragazzi lo meritano spero di farne esordire ancora qualche altro. Puntiamo molto sui giovani e l’Inter in questa direzione lavora molto bene.

Domanda per Inzaghi: si andrà avanti col 3-5-2?

Qualcosa proveremo in questi giorni, ma mi piace giocare in questo modo. Sono sicuro che ho i giocatori con le caratteristiche adatte per questo modulo, poi di volta in volta si può cambiare. È successo l’anno scorso in alcune partite, mi viene in mente l’ottavo di Coppa Italia con l’Empoli – sottovalutato – dove abbiamo rimontato e ci ha permesso di vincere la coppa. Qualcosa cambierà, si è parlato di Onana e Lukaku ma la società ha preso due giovani molto importanti come Bellanova e Asllani. Sono giocatori giovani che chiaramente ci aiuteranno, poi per ultimo non dimenticherei Mkhitaryan che ha vinto tantissimo e mi è sempre piaciuto. Ho sempre avuto difficoltà in questi anni che l’ho incontrato, ci aiuterà nella crescita della squadra.

Domanda per Inzaghi: al di là del derby e del Bologna c’è qualcosa in cui si può migliorare? In Champions League è possibile alzare l’asticella?

La storia degli ultimi undici anni diceva che gli ottavi non erano stati raggiunti, poi nelle due gare col Liverpool qualcosa in più si poteva fare. Però sappiamo che, in questo momento, le squadre inglesi sono quasi ingiocabili. Abbiamo visto che con corsa e determinazione, come nelle due gare col Liverpool, ce la siamo giocata a viso aperto.

Domanda per Inzaghi: c’è un giocatore che quest’anno potrà fare la differenza?

Se devo fare dei nomi in questo momento non mi viene. Tutti i giocatori mi hanno dato quello che avevamo chiesto, si sono resi disponibili tutti quanti e hanno fatto in modo che la stagione andasse in un determinato modo. Sono state cinquantadue partite di grandissima intensità, abbiamo avuto un ottavo di finale contro il Liverpool che c’è costato tantissimo a livello mentale e fisico. Abbiamo perso due giocatori importanti come Brozovic e de Vrij, però come detto nelle ultime conferenze dell’anno scorso è un percorso che rifarei dall’inizio alla fine in tutto e per tutto.

Domanda per Inzaghi: quanto è soddisfatto del rinnovo?

Mi fa molto piacere. Con il presidente e la dirigenza si è creata una grande sinergia, tutti vanno nella stessa direzione volendo il bene dell’Inter. Il rinnovo mi fa molto piacere, per me e i miei collaboratori: vedete me, ma ho tante persone che mi aiutano nel quotidiano.

Domanda per Inzaghi: le piacerebbe allenare Dybala?

Dybala lo conosciamo tutti, è inutile parlare del calciatore che è di grandissima qualità e l’ha dimostrato negli anni in Italia. Abbiamo sei attaccanti in rosa, i quattro confermati più Pinamonti che ha fatto una stagione straordinaria e Sanchez. Non mi sembra giusto parlare di giocatori che non sono sotto contratto con l’Inter.

Domanda per Inzaghi: fra dodici mesi come ti vedi?

Speriamo di trovarci con le cose andate nel modo migliore. L’anno scorso avevo grandissime speranze e voglia di far bene all’Inter, l’anno passato mi ha regalato grandissime soddisfazioni. Più che per i trofei vinti e per l’approdo agli ottavi di Champions League, che l’avevo promesso nella mia prima conferenza, è per l’alchimia che si è creata con questo pubblico: insieme alla squadra siamo diventati una cosa sola. Mi viene in mente l’ultima giornata e la finale a Roma, sono soddisfazioni che mi rimangono per sempre e spero durino a lungo.

Domanda per Inzaghi: come si gestiranno Handanovic e Onana?

Per quanto riguarda la gerarchia partirà come portiere titolare Handanovic, perché se l’è meritato per la stagione che ha fatto l’anno scorso, che è stata ottima. Poi conosciamo tutti il valore di Onana, che è un giocatore giovanissimo del ’95. È il portiere del futuro dell’Inter, quest’anno avrà le occasioni per mettersi in mostra. Ci abbiamo puntato forte con la società già un anno fa.

Domanda per Inzaghi: quale caratteristica vuoi vedere quest’anno in campo? L’anno scorso è mancata la cattiveria.

Rispondendo a questa domanda su alzare l’asticella avendo vinto due titoli vuol dire fare il Triplete, che l’anno scorso per due punti non ci siamo riusciti. Da Inter-Sampdoria quello che mi rimane negli occhi è vedere i miei giocatori con tutto il pubblico che applaudiva: penso sia stata la migliore soddisfazione per me. Aveva vinto il Milan lo scudetto e sappiamo cosa vuol dire, ma c’erano 70.000 persone che applaudivano i ragazzi con alcuni in lacrime. Volevamo vincere il terzo trofeo, per poco non ci siamo riusciti ma ci riproveremo contando su un pubblico strepitoso. Abbiamo la fortuna di avere questo zoccolo duro, questo pubblico che ci accompagna da sempre e lo farà anche nel viaggio che inizierà il 13 agosto a Lecce.

Domanda per Inzaghi: se il sacrificio dovesse essere Skriniar sarebbe un problema ricostruire la difesa?

Per quanto riguarda il mercato abbiamo visto l’anno scorso. Su questo sono in una botte di ferro per quello che i dirigenti hanno fatto nella situazione in cui eravamo. Per quanto riguarda Skriniar in questo momento è un giocatore dell’Inter, l’anno scorso ha fatto un campionato straordinario. Il 10 arriverà in ritiro, l’anno scorso avevamo parlato di Lukaku che dopo dieci giorni non c’era più. Oggi è una cosa, quindici giorni dopo nel mercato può essere un’altra. Con la società lavoriamo a stretto contatto ogni giorno, anche in questo periodo dove eravamo in vacanza.

Domanda per Inzaghi: quali obiettivi si pone l’Inter quest’anno?

Vincere significa vincere. L’anno scorso sappiamo tutti cos’è successo col mercato, il nostro primo obiettivo era mettere in sicurezza la società e i dirigenti sono stati bravissimi e l’hanno fatto. Abbiamo lavorato dal primo giorno, poi con le vittorie e il calcio giocato è stato facile per tutti dire Inter favorita, quando a luglio nessuno faceva il nostro nome. Partiamo dietro al Milan che è campione d’Italia, l’ha vinto sul campo. Noi, insieme a cinque-sei squadre, siamo lì a lottare fino alla fine ma non ci nascondiamo: vogliamo competere, l’abbiamo fatto l’anno scorso e lo faremo quest’anno.

Domanda per Inzaghi: come giudica il ritorno di Lukaku?

Per quanto riguarda Lukaku si era già instaurato un gran rapporto l’anno scorso. È durato poco, poi c’è stata questa possibilità di farlo tornare ed è normale che per un allenatore e per me personalmente sia un grandissimo colpo. Fermo restando che non dimentichiamo che l’attacco dell’Inter è stato il migliore in Italia l’anno scorso. Ho accolto benissimo il ritorno di Lukaku, che ci porterà tante soluzioni, ma non dimentico quello che hanno fatto i miei attaccanti l’anno scorso che sono stati bravissimi. Ci hanno permesso di fare una grandissima stagione con due trofei e il rammarico di non aver vinto lo scudetto. Con 84 punti di solito lo porti a casa, non è successo ma ripartiamo con entusiasmo.

Domanda per Inzaghi: qual è il segreto per affrontare al meglio la stagione?

Dobbiamo affrontarla nel migliore dei modi. Abbiamo tante partite in tre mesi, poi il campionato si fermerà cinquanta giorni. Chiaramente con lo staff siamo già vedendo il da farsi, sicuramente faremo un richiamo di preparazione nei cinquanta giorni dei Mondiali. Senz’altro, per tutti gli allenatori, sarà una cosa nuova.

Marotta: «Oggi, simbolicamente, siamo al via di una nuova stagione. Prima di partire vorrei fare un consultivo della stagione passata, che definirei agrodolce. Dolce perché la nostra bacheca ha avuto due trofei, amara per quel secondo posto. La differenza è minima tra chi vince e chi non vince, questo dev’essere da monito per la stagione che inizierà fra poco. Volevo portare i saluti del nostro presidente Zhang, che non è presente fra noi, augurare a tutti una stagione ricca. Le novità consistono soprattutto nel rinnovo del nostro allenatore: come sapete abbiamo rinnovato il contratto, frutto di un rapporto che si è consolidato l’anno scorso dopo le turbolenze. Ha dato ampia soddisfazione a tutta la proprietà, alla società intera e ai tifosi. Era fisiologico il rinnovo, un allenatore che ha rappresentato coi fatti di essere all’altezza dell’Inter. Ha dimostrato di avere quegli skill e quelle caratteristiche per essere uno dei migliori allenatori in circolazione. L’occasione è per ringraziare Ausilio e Baccin, miei colleghi con cui ho instaurato un gran rapporto e che stanno lavorando per allestire una squadra competitiva. Nel mondo del calcio e dello sport l’asticella dev’essere alta: non bisogna avere la paura di perdere, ma la voglia di vincere. Noi ci presentiamo ai nastri di partenza con l’obiettivo di far bene e vincere, forti del fatto che in questi anni abbiamo dimostrato di essere altamente competitivi. Non dobbiamo farci virare dalla sostenibilità finanziaria, che certamente serve ed è necessaria. In primis io, Ausilio e Baccin abbiamo questo monito e questo obiettivo da raggiungere, così come ce l’ha nella parte gestionale e corporate Antonello. Ringrazio anche quelli che dietro le quinte lavorano per il bene dell’Inter. La sostenibilità non significa non essere competitivi: il mercato fatto da noi tre è creativo, molto intuitivo. Ci ha portati a una squadra competitiva dopo cinque giorni di mercato. Il campionato incombe, sarà un anno anomalo con una spaccatura fra la prima e la seconda parte. Nella prima dovremo sostenere venti incontri, quattordici di campionato e sei di Champions League, il lavoro sarà complicato per tutti perché mai nella storia del calcio si era presentato un calendario così. Sul mercato c’era l’intenzione da parte nostra di presentare al mister una squadra competitiva, cercando di farla nel migliore dei modi. Il lavoro fatto dimostra che abbiamo raggiunto questa promessa. Un ringraziamento anche ai nostri tifosi, che sono stati sempre vicini e rappresentano lo zoccolo duro di questo club. Il nostro obiettivo è di ampliare anche quest’anno la bacheca: i trofei sono frutto della cultura del lavoro, con la volontà di raggiungere il massimo degli obiettivi. Dybala fa parte di quella serie di giocatori svincolati: per la mia esperienza è la prima volta che tanti giocatori svincolati di livello sono ancora oggi fermi nel loro non essere da una parte o dall’altra. È la dimostrazione di un calcio che si sta evolvendo, dove bisogna guardare al contenimento dei costi. Dybala rappresenta e rappresentava un’opportunità, ma non possiamo non ricordare che siamo a posto nel settore offensivo. Abbiamo giocatori di grande spessore, starà all’allenatore gestirli in tutti i modi ma rimane il rispetto per un giocatore per il quale ho grande affetto».

17.00 Ecco Inzaghi e Marotta.

16.45 Un quarto d’ora all’inizio della conferenza stampa di Simone Inzaghi e Giuseppe Marotta. Il tecnico e l’AD Sport presenteranno la nuova stagione dell’Inter, che inizierà domani con il raduno ad Appiano Gentile. Qui la lista delle amichevoli precampionato, al via fra una settimana.

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