Tancredi Palmeri: “Messi-Inter? Maggiori spiragli grazie al Bayern Monaco”

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19 Agosto 2020, 08:20
Tancredi Palmeri Tancredi Palmeri
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Il noto giornalista Tancredi Palmeri, nel consueto editoriale per “Tuttomercatoweb.com” si è concentrato sulla situazione Messi-Barcellona e sulle papabili pretendenti, Inter compresa

NUOVI SCENARI – Lionel Messi all’Inter? Una semplice suggestione, per il momento, ma diversi esperti di calciomercato nostrani stanno analizzando le varie pieghe di un affare che avrebbe del clamoroso. L’ha fatto anche il noto giornalista Tancredi Palmeri, nel suo editoriale per “Tuttomercatoweb.com”: “Solo venerdì scorso sembrava fantacalcio. O fantagenzia immobiliare, con i due appartamenti vicini alla sede dell’Inter intestati prima a Jorge Messi e poi al figlio Leo. Ma i sussurri sono diventati grida, e di dolore dopo il 2-8 che cambia la storia del Barcellona. Il malestare di Messi si è trasformato da atteggiamento ad intenzione, e adesso bisogna vedere quando e con che margini si tramuterà in azione. Ma da venerdì scorso a oggi è cambiata la vita. Allora, c’era lo 0% di possibilità che Messi lasciasse. Era arrabbiato su tutto, guida tecnica e politica del club, ma non ammetteva tra le possibilità previste quelle di considerare un’altra squadra. Da sabato notte, tutto è cambiato. Si entra in nuovo mondo quando esiste l’1% di possibilità. Estremamente improbabile, quasi impossibile, ma comunque un’opzione. Qualcosa che esiste e prima non c’era”.

SCOLLAMENTO – Tancredi Palmeri ha parlato così dei problemi di Messi a Barcellona e delle sue prossime mosse: “Ma fosse solo quello – scrive – . L’escalation da sabato notte è stata tremenda. Riunioni carbonare a casa della vecchia guardia del Barcellona, riunione del clan Messi, comunicazioni informali con i compagni di squadra e con ex compagni già andati via da Barcellona, e colloqui informali persino con alcuni membri della dirigenza. Messi ha fatto presente che, se non dovessero compiersi le condizioni che vuole per il club potrebbe anche considerare di andarsene nel 2021 in scadenza senza rinnovare, o addirittura adesso. Ma il carico è arrivato dopo. Quella che era quasi una mossa per provocare una reazione, anziché suscitare una rassicurazione se non un avvicinamento, è stata ricevuta con freddezza, semplicemente notificando l’impossibilità della richiesta. Ed è la risposta che ha ingrossato le percentuali di uscita di Messi. Credeva di essere ascoltato con conseguenze, di avere un immediato effetto sui destini del club. E invece è stata posta una distanza tra la sua figura e la capacità di orientare le scelte societarie”.

FUORI FASE – Secondo Tancredi Palmeri, gli ultimi avvenimenti, elmininazione del Barcellona dalla Champions League compresa, hanno rivoluzionato la posizione di Messi: “In 4 giorni le percentuali di uscita di Messi dal Barcellona sono aumentate da 0 a addirittura il 30%: ogni mezza giornata è successo qualcosa, colloqui interni che hanno rafforzato la sua determinazione a forzare la mano, in parallelo alla convinzione che prima o poi saranno costretti ad ascoltarlo. Perché l’intenzione iniziale era quella di agitare lo spauracchio della sua partenza, essendo sicuro che avrebbe ottenuto quanto cercava. Nella giornata di lunedì è poi arrivato l’addio volontario di Eric Arbidal che era entrato in rotta di collisione proprio con i senatori, per non parlare delle parole al miele di Bartomeu che ha inserito Messi tra i pochi incedibili (tra cui invece non c’è nessuno del gruppo storico, ovvero proprio quelli più vicini a Messi). Tutto però forse troppo tardi, o semplicemente non pertinente: perché si pensa ai giocatori, all’allenatore, ma non al presidente e a chi ha orientato quelle politiche. E’ per questo che Messi non scarta la possibilità di andarsene: perché non vede il senso di rimanere con questa dirigenza, se le elezioni non fossero anticipate. Fosse anche per dare un segnale violento magari non irreversibile, andando via per un anno e siglando un nuovo contratto con una corsia preferenziale per tornare a Barcellona un anno dopo al cambio di presidenza”.

AMBIZIONI – Tancredi Palmeri sottolinea poi le cifre ingombranti dell’affare Messi. Ma mette in risato anche l’enorme portata che un’operazione del genere avrebbe sull’ambiente Inter:  “Messi guadagna 40 milioni all’anno netti, se dovesse uscire dovrà aumentare almeno fino a 50 milioni. I club che possono permettersi stipendi simili sono forse 5 o 6, ma solo 3 avrebbero l’intenzione di provare l’operazione del secolo: Manchester City e PSG. E poi c’è l’Inter. La più ‘cattiva’ nella volontà di tentare l’attacco. E non si tratta solo di un sogno o un’ambizione futuribile. L’Inter è quella teoricamente con più spazio nel bilancio, ma quello che ancora più conta è che la proprietà ha questa intenzione sin dal momento in cui è entrata nel calcio. Stupire, e farlo senza fronzoli. È ai più alti livelli che si ragiona dell’affare. Se si debba aspettare il contratto in scadenza o non si debba perdere tempo. Ma questo è l’ordine di grandezza che si sta analizzando: non un sogno, non fantacalcio, ma l’operazione che lancerebbe l’Inter (e la Cina) agli occhi del mondo“.


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