Gagliardini: “Europei? Obiettivo ma non ora. Conte? Non ci lascia mai soli”

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30 Marzo 2020, 10:09
Roberto Gagliardini
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Seconda parte dell’intervista di Roberto Gagliardini a “Tuttosport”. Nel primo spezzone, spazio alla situazione drammatica della città di Bergamo, a cui Gagliardini è molto legato. Qui si parla dell’obiettivo Europei 2021, del rapporto a distanza con la squadra e con lo staff di Antonio Conte per tenersi in forma

SPERANZA – La situazione è drammatica. Il coronavirus lascia poco spazio per volgere lo sguardo oltre la siepe. Roberto Gagliardini, da bergamasco qual è, vive l’emergenza con tanta preoccupazione e, per spingerlo a parlare di campo, c’è bisogno della Nazionale di Roberto Mancini, che ha proposto un’amichevole tra gli Azzurri e i medici: “Sarebbe una bella iniziativa. Anche perché, una volta passato tutto, andrà anche ritrovata un po’ di spensieratezza e leggerezza. E pure una partitella può aiutare a capire che tutto è ritornato alla normalità. Europei al 2021 motivo per ripartire? Quello sicuramente, però non penso sia ancora il tempo per parlare di Europei e di Nazionale. Siamo in una fase delicata. In tanti mettono a rischio la loro vita solo lavorando e ogni altro discorso va oggi messo da parte”.

SOLIDARIETÀ – Gli ultimi sprazzi di calcio sono stati vissuti a porte chiuse, con tante polemiche a far da contorno: “Giocare senza pubblico è particolare, ma questo è ormai passato. Ora bisogna pensare soltanto a uscirne, a impegnarsi per il prossimo facendo beneficenza. Io, in tal senso mi sono mosso per l’Ospedale Papa Giovanni di Bergamo perché so in che condizioni sono costretti a lavorare e perché lì ho tanti amici. Non è importante la somma, ma basta anche un gesto. È aumentata la solidarietà tra le persone. Nel nostro condominio, per esempio, abbiamo fatto una chat e ci si industria per aiutare chi è più anziano e ha difficoltà ad andare a fare la spesa“.

IN FORMA – La quarantena di Gagliardini è scandita dal lavoro a domicilio che Antonio Conte e il suo staff hanno imposto ai calciatori segregati: “Abbiamo uno staff molto preparato che ogni giorno ci manda il programma degli allenamenti e spiega il lavoro da fare anche attraverso dei video. Siamo costantemente connessi pure con i dottori che, ovviamente, monitorano giornalmente le nostre condizioni, visto quanto sta accadendo. Tra noi c’è lontananza fisica, però, anche se restiamo a casa, lavoriamo per restare in forma in attesa di riprendere alla Pinetina gli allenamenti“.

RIPARTIRE – Dopo la pandemia, potrebbe cambiare tutto: “Quando tutto sarà superato, cambierà la visione su tante cose e forse saranno migliori anche i  rapporti tra persone che non si conoscono. Lo spirito solidale che sta animando gli italiani in questi giorni dovrà continuare anche quando l’emergenza sarà passata. E poi andrà analizzato con calma quanto è successo per capire se ci sono stati errori e cosa si può fare per riuscire a prevenire lo scoppio di un’altra pandemia. Un messaggio per Bergamo? Sempre “Mola mia”. In questi momenti di difficoltà, altre parole non hanno valore. La mia città ne uscirà alla grande e sono convinto che riuscirà comunque a trarre il meglio da questo periodo tanto buio“.

Fonte: Tuttosport – Stefano Pasquino


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