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Ferrero: “Sampdoria con 17 positivi ma adesso datemi l’Inter! Ho chiesto…”

Ferrero – Presidente della Sampdoria -, intervenuto a “Si Gonfia la Rete” sulle frequenze di Radio Marte, commenta le ultime novità legate alla ripartenza della Serie A. Una ripartenza che dovrebbe vedere la sua squadra ospite dell’Inter, come da recupero della 25ª giornata, dopo un periodo devastante in casa blucerchiata

FINALMENTE SI GIOCA – Non perde il sorriso Massimo Ferrero, più motivato che mai a ripartire: «Siamo felici della ripresa della Serie A. Iniziare il campionato vuol dire che il mostro del Coronavirus si sta dileguando e possiamo tornare alla normalità. Combattevamo contro un nemico invisibile ma ho sempre detto che con i presupposti giusti si poteva ripartire e ora ci siamo. […] Speriamo di finire il campionato e tornare alla normalità. Tutti parlano. Il Comitato Tecnico-Scientifico, il Governo che conta tante persone a decidere. Sarebbe meglio stare zitti. Io capisco tutti ma proprio non sapendo cos’è questo Covid-19 io sto zitto. Fino a quando non arriverà il vaccino bisognerà pregare Dio. L’importante è ripartire. La Sampdoria se la giocherà con tutti, chi è più bravo vince. Noi non temiamo l’Inter così come le altre squadre. Ho chiesto di affrontare prima i recuperi, magari avremmo bisogno anche di un po’ di fortuna. Adesso abbiamo Inter, Roma, Bologna e SPAL: ci divertiremo!».

PAURA DA CORONAVIRUS – In questo periodo la Sampdoria è stata una delle società più colpite dal Covid-19 e ad ammetterlo è proprio Ferrero: «Siamo stati colpiti prima, anche il nostro medico a cui voglio molto bene sta meglio. I ragazzi stanno bene, sono sereni e hanno voglia di giocare. Questa cosa è molto triste, perché questa malattia non la conosciamo. Abbiamo avuto tra le 15 e le 17 persone positive, non è uno scherzo. I ragazzi sono felici, tranquilli, si stanno allenando, siamo felici di poter ricominciare a giocare. Claudio Ranieri? Il nostro allenatore non deve dimostrare niente, sono molto felice di averlo alla Sampdoria perché è un grande uomo prima ancora di essere un grande allenatore. Ci porterà dove batte il sole, l’importante è stare sereni come lo sono oggi i miei ragazzi. Sono vogliosi di fare il loro mestiere, correre per i prati, giocare e cercare di fare risultato».

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