Bergomi: “Inter poco in comune con noi del ’98. Lautaro Martinez…”

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18 Agosto 2020, 19:01
Giuseppe Bergomi Giuseppe Bergomi
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Beppe Bergomi, ex capitano dell’Inter e ora commentatore televisivo, ha parlato della finale di Europa League tra i nerazzurri e il Siviglia. Inevitabile un riferimento alla squadra del 1998 e non solo.

EUROPA – Bergomi – intervenuto a “Sky Sport 24” – è stato chiaro: «C’è poco della nostra Inter del 1998 rispetto a quella di oggi. Noi abbiamo giocato la classica Coppa Uefa con andata e ritorno. Conte ha ricompattato il gruppo, cambiando comunicazione dopo Atalanta. La squadra sta bene fisicamente e giocano sempre gli stessi questo porta compattezza e automatismi. Forse l’Inter è l’unica squadra che ha sempre giocato a stare bene e lo abbiamo visto in Champions con avanti due francesi e due tedesche. Lukaku è il simbolo dei nerazzurri. Ora è tornato a segnare anche Lautaro Martinez e fare da prestazioni da lui. Col 3-5-2 si è tornati a rivedere un’Inter compatta come a inizio stagione».

TROFEO – Bergomi ha continuato: «L’Inter ha bisogno di tornare a vincere. Quella di venerdì è una grandissima occasione. Si tratta di un’occasione unica. Sono convinto che se avessero giocato durante il campionato i nerazzurri avrebbero fatto turnover e avuto più difficoltà. Si tratta di una coppa importante che ti porta a giocare anche la Supercoppa Europea».

FINALE – «Il Siviglia è una squadra forte e ben organizzata. Per me il Manchester sarebbe stato più pericoloso. I due centrali del Siviglia non hanno fisicità, ma palleggiano bene e vogliono dominare la partita». 

FUTURO – Bergomi ha anche parlato del futuro del tecnico nerazzurro: «Conte sa bene che l’Inter il prossimo anno ha una grande occasione con la Juventus che ha cambiato ancora. Ha già preso Hakimi e può riportare lo Scudetto a Milano».

COPPIA GOL – Chiusura sui due attaccanti dell’Inter: «Le voci possono avere disturbato, ma ad aver influito è stato il cambiamento tattico perché col trequartista si allargano mentre senza possono combinare meglio. Quando lui e Lukaku combinano vicino sono devastanti. Mai avuto dubbi sulla forza del belga. Gli attaccanti sopra il metro e 90 hanno sempre fatto bene nel nostro campionato».




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