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Bergomi: “Eriksen cresca, non mezzala da Conte. Hakimi-Inter, attitudine”

Eriksen è di nuovo sotto la critica per la prestazione impalpabile di Parma-Inter. Bergomi, ospite di “Sky Calcio Show – L’Originale”, ha parlato del ruolo del danese nello schema tattico di Conte e di Hakimi, che presumibilmente sarà ufficializzato oggi. Ecco la sua lunga analisi.

ANCORA NON CONVINCEGiuseppe Bergomi è scettico: «L’Inter non sta giocando bene, anche a Parma per settanta minuti è stata in difficoltà. Doveva fare una serie di vittorie consecutive per sperare, il pareggio subito col Sassuolo ha dato un contraccolpo che si è visto anche a Parma. L’Inter con Christian Eriksen ha dovuto cambiare: alla fine ha approfittato di questa pausa per inserire il trequartista dietro le due punte. Ha fatto un buon primo tempo contro la Sampdoria, l’unica cosa è che giocando così le due punte rimangono molto aperte: non trovi più le combinazioni che li rendevano molto pericolosi, perché giocavano veloce sui due centrali. Eriksen deve ancora crescere per determinare, perché non è sufficiente ancora».

CHE RUOLO? – Bergomi valuta Eriksen dal punto di vista tattico: «Non è naturale la mezzala per lui. Quella di Antonio Conte deve fare box-to-box, avere gamba per andare dentro. Nicolò Barella e Matias Vecino possono farlo, anche Stefano Sensi in maniera diversa: secondo me Eriksen non è la mezzala giusta, lui deve giocare trequartista dietro le punte. I tempi di gioco li ha: nella partita con la Sampdoria tocca di prima e ruba il tempo. È meno intenso di quello che vorrebbe Conte: si impegna, cerca di mettere in atto questo. Marcelo Brozovic manca molto: nella fase di interdizione, avendo due punte e un trequartista, tante volte ripartono veloce e devi essere bravo a difendere in sette. Eriksen o diventa più intenso o si mette in testa che deve anche buttarsi dentro e non solo palla sui piedi, altrimenti deve cambiare qualcosa».

IL NUOVO ACQUISTOAchraf Hakimi oggi sarà ufficiale e Bergomi lo approva: «Penso che l’Inter, se mantiene questo sistema di gioco, ha bisogno di migliorare le corsie esterne. Ha bisogno di attaccare, creare superiorità numerica. Non ha bisogno dei cross, perché è quella che già crossa più di tutti. Hakimi ha un’attitudine importante: è velocissimo e ha qualità tecniche».

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