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Conte: «Tirato fuori unghie e denti lunghi! Sanchez, finalmente sprazzi!»

Conte si è presentato in sala stampa al termine di Parma-Inter per la consueta conferenza del dopogara. Queste le risposte date dall’allenatore nerazzurro ai giornalisti presenti al Tardini dopo l’1-2.

CONFERENZA CONTE – Questa la conferenza stampa di Antonio Conte nel post partita di Parma-Inter.

Sei punti sul Milan e dieci sulla Juventus: è un margine notevole?

I punti sul Milan sono veritieri, quelli sulla Juventus sono ipotetici perché deve recuperare una partita, anche se importante contro il Napoli. Ha un avversario sicuramente forte sulla carta, però al di là degli altri ho detto ai ragazzi di guardare a noi stessi. Siamo stati bravi a metterci in una situazione dove decidiamo noi il nostro destino: siamo contenti e orgogliosi di quello che stiamo facendo. Rispetto all’anno scorso è migliorata la posizione in classifica e il tutto, anche l’autostima di questi ragazzi. Mancano però tredici partite: loro lo sanno che devono essere tredici finali. Sappiamo delle difficoltà che il campionato italiano riserva per ogni partita: avevo parlato di step importante contro il Genoa e il Parma, perché il Genoa in quel momento aveva fatto un punto in meno rispetto a noi. Del Parma sapevo benissimo il valore dell’organico e del loro allenatore, è una squadra che ci ha sempre fatto soffrire in questi miei due anni all’Inter: abbiamo fatto due volte 2-2 e due 1-2, l’anno scorso in rimonta. Sono molto contento, perché la partita l’abbiamo meritata. Nel momento in cui dovevamo tirare fuori unghie e denti lunghi l’abbiamo fatto, questo determina anche la crescita di resilienza. Abbiamo un po’ regalato il gol, ma abbiamo sofferto il giusto. Potevamo fare il terzo gol, ma auguri al Parma perché mi lega una grande amicizia a D’Aversa. Penso che, con la squadra vista oggi contro di noi, ha tutte le carte in regola per dire la sua fino alla fine.

Primo tempo difficilissimo, ma la squadra non ha perso identità.

Siamo stati bravi, anche da questo punto di vista. Nel primo tempo abbiamo concesso un’occasione, in cui è stato bravo Handanovic sul colpo di testa di Kurtic. Però penso che abbiamo avuto anche noi delle occasioni clamorose per fare gol. Il primo tempo diciamo che alla fine non ci ha smosso: abbiamo visto delle situazioni di pressione dove abbiamo cambiato qualcosa. I ragazzi sapevano di dover continuare a insistere per cercare il gol, l’abbiamo fatto e siamo contenti.

Esce Hakimi entra Darmian e fa gol; esce Lautaro Martinez e fa gol; Eriksen si reinventa play. Per Conte la squadra sta crescendo?

Sicuramente è una squadra in crescita. Non dimentichiamo che ieri in conferenza avevo parlato di Sanchez: da quando è arrivato all’Inter è la prima volta che lo vediamo dal punto di vista psico-fisico con qualche sprazzo dell’Alexis che conoscevo. Veniva da due anni di inattività, appena arrivato si è rotto la caviglia. Lui è un lavoratore, molto esigente su se stesso e vorrebbe giocare sempre. Io sono molto democratico e decido per il bene della squadra, ma avere la possibilità oggi di avere Sanchez dopo che per un anno e mezzo mi dovevo fare il segno della croce perché non si facesse male Lukaku o Lautaro Martinez… Siamo contenti, ringrazio il mio staff perché i giocatori quando vengono chiamati in causa sono pronti. Così è successo con Darmian la partita scorsa, ora con Sanchez. Adesso stiamo riportando Vidal ai livelli suoi, sa che deve lavorare e stiamo lavorando in pillole per riportarlo al top. Ho rivisto bene Young dopo un periodo di appannamento, sono cresciuti Eriksen e Perisic. Noi dobbiamo lavorare, il nostro motto è il lavoro che deve portarci a qualcosa di importante.

Lunedì Inter-Atalanta, contro una squadra che ha vinto dappertutto in Europa. Per Conte che tipo di esame è?

Loro giocano per vincere, noi giochiamo per vincere. Sarà una partita bella, di intensità importante, dove noi proveremo a vincere e pure loro. Speriamo di non farci rubare l’idea (ride, ndr).

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