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Satriano e la maxi-squalifica in Primavera: altro che testata! Sanzione assurda

Satriano nel pomeriggio ha ricevuto tre giornate di squalifica dopo l’espulsione rimediata in Inter-Roma del Campionato Primavera 1 (vedi articolo). Tuttavia la sanzione è figlia di un clamoroso abbaglio dell’arbitro.

NIENTE DI VERO! – Nel pomeriggio sono uscite le sanzioni del Giudice Sportivo relative all’ottava giornata del Campionato Primavera 1. Era scontata la squalifica per Martin Satriano, espulso al 95′ di Inter-Roma 0-1 assieme al giallorosso Raul Morichelli, ma il provvedimento è a dir poco discutibile e insensato. L’attaccante uruguayano ha preso tre giornate “per avere a gioco fermo colpito con una testata un calciatore della squadra avversaria”. Stessa squalifica per il giocatore della Roma, Morichelli, con identica dicitura. Lui però di partite ne dovrà saltare quattro, perché era già stato ammonito e diffidato (la giornata “aggiuntiva”). Ma la motivazione, sia per Satriano sia per Morichelli, è una follia assoluta.

MA QUALE TESTATA – Parli di testata e il riferimento immediato va a quella data da Zinédine Zidane a Marco Materazzi nella finale dei Mondiali del 2006. Ecco, quella può essere definita tale, quanto successo fra Satriano e Morichelli decisamente no. Le immagini, liberamente consultabili dato che la partita (come tutte quelle della Primavera) era trasmessa in diretta da Sportitalia, non lasciano spazio ad altre interpretazioni. Al 95′, dopo un colpo di testa nell’area giallorossa, Satriano e Morichelli vanno a contatto. Testa contro testa sì, non testata. Senza che nessuno dia forza all’intervento, col portiere della Primavera giallorossa Davide Mastrantonio che li separa subito senza che ci sia altro. Eppure l’arbitro non ha avuto dubbi: rosso diretto immediato, a entrambi. Senza motivo.

IL PRECEDENTE – Per descrivere al meglio l’episodio si può dire che Satriano e Morichelli, più che Zidane-Materazzi, abbiano fatto come Zlatan Ibrahimovic e Romelu Lukaku (forse meno…) nel derby Inter-Milan di Coppa Italia lo scorso 26 gennaio. Un testa contro testa, valutato come tale dall’arbitro che ammonì entrambi. Invece il direttore di gara del match della Primavera, Eugenio Scarpa, ha preso una scelta diversa. Calcando anche la mano nel referto, visto che il Giudice Sportivo stabilisce le squalifiche in base a quello e non alle immagini. Un arbitro dal rosso facile, forse troppo: quattro in sei partite stagionali, quattordici in venti nella scorsa stagione, nove in diciannove nel 2019-2020 fra Primavera e Serie C. Anche qui, molto discutibile.

PROVVEDIMENTO ASSURDO – È insensato che Satriano e Morichelli siano costretti a saltare così tante partite per una squalifica basata sul nulla. Già il cartellino rosso era esagerato, il provvedimento ancora peggio. La speranza è che ci siano gli estremi per fare ricorso e ridurre al minimo la sanzione (cancellare del tutto la squalifica non si può). Che, giusto ricordarlo, vale solo per la Primavera e non per la prima squadra. Non si tratta né di condotta violenta (minimo tre giornate) né di condotta gravemente antisportiva (minimo due giornate). Solo di un arbitro severo in maniera assurda, che ha forse frainteso quanto avvenuto in campo. Purtroppo il VAR in Primavera non c’è e non poteva fare giustizia, ma qualcuno dovrà ripristinare la realtà di quanto accaduto in campo fra Satriano e Morichelli in Inter-Roma di sabato.

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