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L’Inter di Conte continua a fare acqua: problemi difensivi irrisolti

La mano di Conte sulla fase difensiva dell’Inter continua ad essere clamorosamente assente. La ripartenza dopo la sosta ripropone e conferma tanti, troppi limiti in non possesso: una costante da inizio anno.

PROBLEMA DI INIZIO ANNO – Tanto tempo fa, precisamente il 7 novembre, da queste parti si scriveva che l’Inter di Conte difensivamente era una squadra ancora da rodare. Come minimo. E che un miglioramento sarebbe stato auspicabile, perché un vecchio adagio suggerisce che la solidità difensiva è la chiave delle vittorie. Mandando avanti il nastro fino ad oggi non solo la questione è ancora aperta, ma dopo la ripresa sembra persino peggiorata.

SOLIDITA’ CERCASI – Partiamo da un concetto, che ormai è un fatto assodato: l’Inter di Conte non è una squadra solida, costruita su una difesa affidabile che le permette di gestire i risultati. Anzi, è l’esatto contrario: una squadra che dipende dal suo attacco e sul fare continuamente gol. Possibilmente due più dell’avversario, pure da subito. Perché anche a tornare in vantaggio e a rimontare ha dimostrato più di un problema. In ogni occasione in cui gli uomini di Conte si sono trovati a subire il gioco avversario, che sia stata una scelta di baricentro o un merito altrui, la sesazione di poter subire gol si è avvertita sempre. E spesso è successo, anche in superiorità numerica. L’Inter in totale ha collezionato 8 partite senza gol al passivo, i clean sheets come si dice in inglese, su 27 disputate. Cinque squadre hanno fatto meglio: Milan (primo con 10), Juventus, Verona , Lazio, Udinese. Di queste 8 però 4 sono arrivate nelle prime 5 giornate (Lecce, Udinese, Milan, Lazio). Dal 25 settembre dunque, data della sfida coi biancocelesti, la cosa è successa solo 4 volte in 22. Contro Torino, Roma, Genoa, Udinese. Un peggioramento netto. L’ultima coi bianconeri è datata 2 febbraio e va ricordato che sono il secondo peggior attacco del campionato con 21 gol fatti.

DATO DA ANALIZZARE – C’è un dato che non va nascosto. L’Inter attualmente è la terza miglior difesa della Serie A con 28 gol subiti. Dietro solamente a Juventus e Lazio. C’è anche un però. Nelle prime 5 giornate di cui parlavamo sopra i nerazzurri hanno subito un solo gol, a Cagliari. Il conto è semplice: nelle restanti 22 fanno 27 reti al passivo Un po’ troppe per dare l’idea di solidità. Sette volte i nerazzurri hanno subito 2 o più gol (contro Juventus due volte, Parma, Lazio, Sassuolo due volte e Milan). In queste occasioni sono arrivate due vittorie (il 4-3 col Sassuolo e il 4-2 col Milan). Curiosamente le due contro i neroverdi sono anche le uniche da 3 gol subiti. La difesa della squadra si è quindi “persa” dopo le prime giornate, e dopo nulla è più cambiato.

EREDITA’ PERDUTA – Per capire la gravità della situazione va fatta un’aggiunta ulteriore, tornando un attimo alla stagione 2018-2019. Al suo arrivo all’Inter Spalletti aveva lavorato grandemente proprio sulla fase difensiva e sul non prendere gol. La sua era una squadra costruita sulla solidità difensiva. Anche a scapito dell’attacco. Nella scorsa stagione ha chiuso la Serie A con 33 gol subiti (seconda miglior difesa dietro la Juve). Clean sheets? Ben 17 su 38 partite. Un tesoretto di solidità dilapidato assai in fretta.

CONFERMA POST SOSTA – Chiaramente la stagione in corso è stato condizionata dal lungo stop causato dalla pandemia. Ha cambiato qualcosa? Post emergenza Covid gli uomini di Conte hanno disputato 3 partite, considerando anche la Coppa Italia, subendo 5 reti. Tutte condizionate da errori più o meno gravi, individuali o di reparto. Non proprio una ripartenza atta a dare l’idea di aver cambiato rotta. Un fatto sempre più curioso sia per la nomea generale di Conte come organizzatore difensivo sia per le sue doti di motivatore.

 

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