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Godin al centro della filosofia di Conte. E l’Inter non cambia di certo ora

Godin deve prendersi l’Inter dopo un infortunio e qualche sosta (internazionale) di troppo. Conte lo sta centellinando sperando che possa essere presto al 100%, intanto la difesa a tre nerazzurra non cambia di una virgola la sua natura. E la conferma arriva prima dell’attesissima Inter-Borussia Dortmund di Champions League

DIFESA A TRE – Il pranzo è servito, in un certo senso. Se qualcuno aspettava un dietrofront tattico da parte di Antonio Conte, beh, sarà deluso. L’Inter in estate è stata pensata e costruita su una filosofia ben precisa. E anche per quanto riguarda il modulo, quello di riferimento prevede la difesa a tre. Che sia 3-5-2, 3-4-2-1, 3-4-3 o altre declinazioni, poco importa. Ci sono voluti oltre due mesi, ma alla fine Conte ha dato la risposta che tutti cercavano. Soprattutto i più critici, attenti al singolo errore della linea difensiva dell’Inter piuttosto che al funzionamento collettivo. Perché se l’Inter subisce tre gol dal Sassuolo bisogna trovare un colpevole, anche se magari cambia rispetto a quello di Barcellona… Dettagli alla ricerca di polemiche. Futili, come al solito. E Conte lo sa bene.

UN NUOVO GODIN – Dai movimenti poco sinuosi di Milan Skriniar sul centro-sinistra alle giocate “rivedibili” di Diego Godin costretto ad allargarsi troppo stesso sulla destra a mo’ di terzino. Con il compito di attaccare per difendere, come chiede Conte. Nulla da dire, invece, su Stefan de Vrij, semplicemente perfetto nel ruolo di regista basso a copertura del capitano Samir Handanovic in porta. Tornando ai presunti “problemi”, Conte è stato chiarissimo sulla situazione legata a Godin (vedi dichiarazioni in conferenza stampa), che sta lavorando per adattarsi alla difesa a tre. Un ruolo nuovo ma non nuovissimo per il classe ’86 uruguayano. Un ruolo fondamentale per Conte, che chiede il massimo al suo trio difensivo. Soprattutto ai giocatori più esperti, ovvio. Godin, appunto.

CONTE NON CAMBIA – L’arrivo di Godin all’Inter a parametro zero in estate è stato accolto con entusiasmo da tutti. Certo, il passaggio da Luciano Spalletti a Conte in panchina ha stravolto tatticamente l’Inter, ma l’esperto centrale uruguayano era già a conoscenza dalla novità. Da questo punto di vista c’è poco di cui stupirsi, anzi. Su tutto ci si può lamentare meno che sulla chiarezza. Per Conte è più facile far apprendere a Godin il ruolo di terzo di destra nella difesa a tre anziché ripristinare la linea a quattro con le coppie Godin-Skriniar, de Vrij-Godin e de Vrij-Skriniar a rotazione. E fin qui pare che tutti possano essere d’accordo. Conte non deve cambiare né idea né modulo, sta a Godin e compagni dimostrare di essere all’altezza della situazione. Già in Inter-Borussia Dortmund, partita che non può certo essere sbagliata. Tanto in attacco quanto in difesa.

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