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Dimarco e i suoi fratelli: il progetto giovani che nessuno vuole aspettare

Dimarco sta svolgendo un ottimo ritiro con l’Inter di Inzaghi e si sta meritando sul campo la conferma per la prossima stagione (vedi articolo). L’esterno mancino è l’esempio di come la politica dei giovani non sia sempre facile e immediata, ma, soprattutto in questo momento, sia l’unica via percorribile per i nerazzurri.

TORMENTONEFederico Dimarco è solo l’ultimo nome di un lungo elenco. Ogni estate, soprattutto quando il mercato dell’Inter vive una fase di impasse come quella attuale, si fa un gran parlare del famoso progetto giovani. Si chiede sistematicamente l’inserimento in prima squadra dei migliori giocatori della Primavera e l’acquisto di talenti in erba dai campionati esteri. Tutto giusto, se non fosse per il fatto che ci si aspetta che questi ragazzi siano pronti fin da subito. Buttati in campo, a San Siro, con la maglia dell’Inter addosso, e magicamente si pretende che rendano come fuoriclasse affermati. Il coro dei primi mugugni è sempre pronto ad attaccare. Il giovane va aspettato, non tutti nascono Kylian Mbappé. Ognuno ha i suoi tempi di maturazione, ha bisogno di trovare il suo ruolo e la giusta mentalità per imporsi a determinati livelli. In una parola sola, serve pazienza.

PERCORSO A TAPPE – Facciamo un esempio. Dimarco potrebbe restare all’Inter, a furor di popolo, dopo aver ben impressionato in questo ritiro con Simone Inzaghi. Per arrivare ad essere pronto per la maglia nerazzurra, Dimarco ha però dovuto fare un lungo percorso, accumulare esperienza e fare panchina in piccole realtà. Lasciata la Primavera dell’Inter, va prima in prestito all’Ascoli, poi all’Empoli, viene ceduto agli svizzeri del Sion, riacquistato dai nerazzurri e subito prestato al Parma. La svolta arriva a Verona, dove Dimarco, sotto l’esperta guida di Ivan Juric, riesce finalmente a brillare. Il ritorno all’Inter è arrivato con sudore e fatica, non con la bacchetta magica. Non perché lo volevano i tifosi o perché il giocatore è cresciuto con i colori nerazzurri sulla pelle. È accaduto perché ha trovato l’ambiente giusto per maturare e il tecnico perfetto per farlo. Allenamento dopo allenamento si è meritato questa occasione all’Inter.

SENZA PAURA – Dimarco ha avuto bisogno del suo percorso, così come è stato per Milan Skriniar, Alessandro Bastoni o Lautaro Martinez. Così come sarà anche per Martin Satriano, Lucien Agoume, Samuele Mulattieri e tutti gli altri giovani in orbita Inter. Un percorso diverso per ognuno, con un finale che non sarà lo stesso per tutti. Il club nerazzurro oggi deve puntare su questa politica, lo impone la situazione economica generale. Lo scouting deve arrivare sul nuovo Skriniar quando è ancora allo Zilina, perché aspettare il passaggio alla Sampdoria lo rende difficilmente acquistabile. Sta tutto qui il rischio, non avere più quella fase intermedia per poter valutare la crescita del giocatore con un’altra maglia. Negli ultimi anni l’Inter ha usato i giovani più come merce di scambio per generare plusvalenze che come materiale su cui costruire il futuro. Come ripete spesso Beppe Marotta, servono idee e competenza. Ora servirà anche coraggio.

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