Test Coronavirus per la Serie A: la FIGC raccoglie e comunica i dati finali

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6 Agosto 2020, 16:57
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La Serie A si è conclusa in piena emergenza a causa dello scoppio della pandemia di Covid che ha costretto il calcio a una lunga sosta e a una ripartenza a ritmo serrato. La FIGC e la Commissione Medico Scientifica Federale hanno raccolto e comunicato oggi i dati sui test svolti sui club professionistici Il comunicato stampa della Federcalcio

Concluso il campionato di Serie A, la regular season della Serie B e la stagione di Lega Pro, la Commissione Medico Scientifica Federlae, tornata a riunirsi lunedì 3 agosto, ha raccolto i dati dei test svolti sui calciatori e sui membri dello staff sottoposto al Protocollo FIGC per la prevenzione del contagio da Covid-18, approvato dal Comitato Medico Scientifico del Governo.

Sono stati effettuati 56.397 test molecolari su 3.351 componenti del cosiddetto “gruppo squadra” e arbitri (in media 16,8 per soggetto) ai quali sono risultate positive 12 persone con un’incidenza dello 0,021% (0,21 x mille). A questi si aggiungono 17.594 test sierologici (5,2 per soggetto), dei quali 284 (1,61%) sono risultati positivi.

Unitamente all’efficacia di questa straordinaria e irripetibile opera di “sorveglianza medica” messa in atto per consentire la ripartenza del calcio professionistico senza alcun costo per la sanità pubblica, i dati confermano come il calcio sia credibile e responsabile perché non è stato in alcun modo veicolo di contagio e ha attuato scrupolosamente tutte le procedure mantenendo comportamenti consapevoli e consoni alla criticità del momento.

Per altro, attraverso questa imponente attività di monitoraggio, ha contribuito a mappare un campione rilevante della popolazione italiana, fornendo dati utili al servizio sanitario nazionale.

IL COMMENTO DI GRAVINA – Gabriele Gravina, presidente della FIGC, commenta a margine: «Il calcio è un sistema affidabile e merita fiducia. I comportamenti e i numeri confermano che, con la contrazione della curva dei contagi rispetto a fine aprile quando il protocollo è stato concepito, ci sono le condizioni per un adeguamento, in senso meno invasivo, del modello di prevenzione e monitoraggio attuato fino ad ora. Ringrazio la Commissione Medico Scientifica, i Club e tutti coloro che si sono sottoposti a questi controlli e che hanno collaborato per la piena riuscita di questo processo».


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