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Spalletti: “Inter, con me possibilità erano differenti! Milan? Non ho detto no”

Spalletti oggi ha presenziato agli “Italian Sport Awards” a Castellammare di Stabia. L’ex allenatore dell’Inter, in collegamento con “Sportitalia Mercato”, è tornato sul mancato passaggio al Milan in sostituzione di Giampaolo.

LA CRITICALuciano Spalletti se la prende con Michele Criscitiello, che gli chiede perché ha detto di no al Milan a ottobre: «Lei, come altri del suo lavoro, a volte passa avanti a quello che vuol dire, si cappotta proprio davanti. Perché io ho detto no? Chi gliel’ha detto che ho detto no? Ha fatto un’affermazione. Perché, può dipendere solo da me? Allora può dipendere anche dagli altri. È dipeso, a lei hanno raccontato male, lei ha parlato con quelli che le hanno detto una storia differente. La versione è che non è che io rinunciassi all’ingaggio, è chiaro che poi io ho due anni di contratto e cosa devo fare, li devo lasciare là tutti e due? Mi insegni lei, che è una persona intelligente. È stato deciso di lasciarmi a casa pagandomi e io sto a casa, però è stato deciso».

NASCOSTO – Spalletti prosegue, piuttosto critico: «Poteva essere che io andassi anche ad allenare il Milan in quel momento lì, poi ha trovato un allenatore bravissimo che se gli verrà dato tempo farà vedere le sue qualità. Ci sono cose che non si possono raccontare in tutti i dettagli, ma la sostanza è che si è deciso di lasciarmi a casa pagandomi. Se fosse stato per me ero ancora ad allenare. Sono a casa in campagna, ho smesso: non alleno una squadra, non vado negli spogliatoi (ride, ndr). Il discorso è questo: l’Inter sta facendo bene. Stanno facendo un bel lavoro, stanno dando continuità. Poi c’è questo: si fanno sempre i paragoni e i confronti, ma sono due cose diverse e distinte. Bisogna sempre parlare in funzione di obiettivi e di risultati, per trovare poi la sintesi di tutto».

PASSAGGIO DI CONSEGNE – Al posto di Spalletti, come noto, è arrivato Antonio Conte. L’ex tecnico però ribadisce di aver ottenuto dei successi: «La mia Inter aveva degli obiettivi e sono stati raggiunti, tutti. Questa Inter ha altri obiettivi, sta facendo bene e probabilmente li raggiungerà, perché è in perfetta sintonia e in perfetto livellamento con quelle che sono le aspettative di quello che aveva programmato. Non per forza bisogna andare a fare un confronto con questo e quel periodo, non per forza hai vinto tu e ha perso lui. C’è una continuità di lavoro dove, attraverso l’impegno della società. Le possibilità con me erano differenti e ora sono aumentate in base a questi due raggiungimenti della Champions League».

LIMITI – Spalletti fa notare delle differenze con Conte: «Io, quando ho cominciato ad allenare l’Inter, nella scorsa edizione della Champions League ero costretto a lasciare quattro calciatori fuori lista, non per le mie scelte ma per le imposizioni del fair play finanziario. Io mi sono presentato con diciotto calciatori, quando tu gli dici che non fai parte della lista UEFA non è come andare in televisione a fare i simpatici. Loro vengono e mi chiedono che hanno fatto di male, lì inizia un modo più difficile. Erano altri momenti, erano altre situazioni, ora stanno dando seguito ai risultati e questo è merito della società e dei calciatori, un po’ quelli che avevo io e un po’ quelli presi adesso».

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