Skriniar è tornato: non è Godin né D’Ambrosio, ma l’Inter è rimasta a 3

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6 Dicembre 2020, 10:31
Skriniar
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Skriniar non può giocare a tre. Non piace a Conte. Doveva andare via lui, non Godin. Meglio D’Ambrosio! Quante volte abbiamo sentito queste frasi negli ultimi mesi? La situazione tattica in casa Inter non è cambiata, ma le prestazioni del difensore slovacco sì

FUFFA NEL MERCATO – Un’estate intera passata sui giornali, in TV e sul web. Infilato in qualsiasi trattativa di mercato. Anzi, fantamercato. L’ultimo periodo vissuto da Milan Skriniar racconta una realtà parallela che nessuno si meritava. Scaricato da Antonio Conte, con l’Inter pronta a farne una ricca plusvalenza. E voluto – in particolar modo – da José Mourinho, ma con il Tottenham non disposto a spendere la cifra richiesta. Offerte da 30 milioni di euro, scambi di mercato (ricordate Tanguy Ndombelé?) e altre situazioni che di veritiero non hanno mai avuto nulla. L’unica verità è che Skriniar ha scelto l’Inter e in questo avvio di stagione sta motivando la sua scelta. Si è rimboccato le maniche, capiti gli errori e cercato di superarli attraverso il lavoro. Skriniar ha meritato un’altra chance da Conte, che la stima non gliel’ha mai fatta mancare. Gli è stato solo chiesto di alzare l’asticella, puntualmente alzata. Il percorso è stato tortuoso, va detto. Il mercato bloccato in entrata è stato un grande assist. Non ci sono profili (acquistabili) migliori di Skriniar in circolazione. A 25 anni e con grandi margini di miglioramento, se continuerà a lavorare seriamente e in silenzio come negli ultimi mesi. In questo periodo l’Inter non è cambiata, la difesa era a tre ed è rimasta a tre. Però è cambiata l’interpretazione del ruolo da parte di chi voleva tornare protagonista.

REAZIONE IN CAMPO – Aver perso la titolarità in favore dell’esperto Diego Godin, finito al Cagliari dopo una sola stagione a Milano, non ha bloccato la maturazione del classe ’95 slovacco. Una maturazione più psicologica che tecnica, perché il valore di Skriniar non è mai stato in discussione. Solo che nell’ultima stagione l’involuzione è apparsa netta. Un’involuzione soprattutto tattica, dovuta al passaggio definitivo dalla difesa a quattro alla difesa a tre. Entrare negli schemi di Conte non è facile per nessuno. Specie per un difensore a cui viene chiesto di fare per metà il centrale e per metà il terzino. Eppure Skriniar aveva iniziato bene, per poi perdersi. In questa stagione, sconfitto anche il Coronavirus, il numero 37 dell’Inter sta dimostrando di essere un valore aggiunto, nonostante i problemi difensivi collettivi che caratterizzano questa prima parte. C’è chi ipotizzava la promozione di Danilo D’Ambrosio a titolare nel ruolo che fu di Godin, invece gli tocca fare la riserva. Perfino ieri, entrando nel finale e costringendo Skriniar a spostarsi sul centro-sinistra, dove ha brillato ugualmente al posto di Alessandro Bastoni nei 10′ finali. Sperando continui così, ora. Un giocatore ritrovato. Per l’Inter, per Conte, per se stesso. Skriniar è tornato.



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