Analisi tatticaPrimo Piano

Inter-Bologna: Conte la prepara bene evitando le riserve, Hakimi devastante

L’Inter cala il triplo tris a San Siro. Tre gol, tre punti e tre vittorie consecutive. Stavolta la scena se la prende tutta Hakimi con una splendida doppietta dopo il solito gol di Lukaku. Conte non si fida delle riserve e limita il turnover a pochi elementi. Il finale racconta un’altra partita, poco calcistica. Ecco l’analisi tattica di Inter-Bologna

PRESENTAZIONE PRE-PARTITA

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Conte per affrontare il Bologna in Serie A: Handanovic; Skriniar, de Vrij, Bastoni; Hakimi, Vidal, Brozovic, Gagliardini, Perisic; Lukaku, Sanchez.

Inter-Bologna formazione iniziale
Inter-Bologna formazione iniziale

MODULO – Squadra che vince non si cambia e con essa il sistema di gioco. L’Inter con il 3-5-2 gioca a memoria e si vede. La scelta degli esterni fa presupporre un 3-3-4 in fase di spinta.

RESOCONTO PARTITA

PRIMO TEMPO – L’Inter come prevedibile fa la partita sfruttando Sanchez tra le linee e attaccando con convinzione sulle fasce. Soprattutto a destra, ma solo perché a sinistra la disciplina della coppia Bastoni-Perisic non conviene nemmeno al Bologna, quindi si tende a bloccare l’Inter lì e dare più libertà altrove. Al 16′ Lukaku di potenza ribadisce in rete un pallone messo in mezzo da Perisic dalla sinistra. Dopo il vantaggio l’Inter fa la partita scandendo il ritmo ed è uno spettacolo vedere Brozovic concentrato su tutti i palloni. Nonostante ciò, centralmente ci sono sempre troppi buchi, colmati grazie al raddoppio di esterni e terzi di difesa. Sanchez accentra clamorosamente il gioco su di sé lasciando pochi palloni e spazi perfino a Lukaku. Al 45′ splendido taglio verso il centro di Hakimi, che raccoglie un altrettanto splendido lancio di Brozovic e buca Skorupski da vero centravanti. Il primo tempo termina 0-2: come a Reggio Emilia, ma con molta più qualità nelle giocate (e nei gol).

SECONDO TEMPO – Nessuna modifica nell’intervallo e l’Inter continua ad attaccare da destra con un Hakimi rigenerato dal gol. Il Bologna deve modificare assetto tattico, passando dalla difesa a tre a quella a quattro, per rispondere alla manovra nerazzurra. Al 67′ Vignato segna a porta vuota grazie a una disattenzione difensiva, purtroppo non la prima stagionale. Ma al 70′ Hakimi è devastante, stavolta in azione personale da destra verso il centro, nel segnare la doppietta. Al 71′ triplo cambio per l’Inter: fuori Hakimi, Vidal e Lukaku, dentro Darmian, Barella e Lautaro Martinez. Tripla staffetta in vista della Champions League. I nuovi rallentano il ritmo su richiesta di Conte, ma non si risparmiano quando c’è da ripartire alla ricerca del poker. All’83’ quarto cambio per Conte: fuori Bastoni, dentro D’Ambrosio. Skriniar si sposta sul centro-sinistra per fare spazio al numero 33. E lo slovacco fa bene anche lì, per quel che conta. Al 91′ quinto e ultimo cambio per l’Inter: fuori Sanchez, dentro Eriksen. Il danese chiude da punta (come da immagine sotto allegata). Il secondo tempo termina 3-1: buona Inter per un’ora abbondante, poi i cambi addormentano il tutto.

Inter-Bologna formazione finale
Inter-Bologna formazione finale

CONSIDERAZIONI POST-PARTITA

PROTAGONISTA – Dopo tante chiacchiere per nulla, finalmente tutti zitti ad applaudirne la prestazione: Hakimi. All’inizio sbaglia un po’ troppo, tanto in attacco quanto in difesa. Sembrava un film già visto, invece la reazione arriva subito. E il gol arriva fuori tempo massimo. Il primo a ridosso del finale di primo tempo, il secondo appena prima di uscire. L’Inter ha investito 40 milioni di euro più 5 bonus per fare il salto di qualità sulla fascia destra. E non poteva scegliere di meglio. Questo è il livello base richiesto ad Hakimi, che deve ancora migliore. Devastante.

COMMENTO – In Inter-Bologna il bicchiere “calcistico” può essere tutto pieno. Conte prepara benissimo la partita, evitando il turnover massiccio. Rifiata chi può. Poi rovina parzialmente tutto con i cambi. Non è un caso che l’uscita di Hakimi&Co. faccia finire la partita con 20′ di anticipo. Sul 3-1, che è rimasto tale. Avrebbe potuto inserire qualcuno per gestire il doppio vantaggio apportando qualche modifica, invece ha preferito inserire i titolari rimasti a riposo. Un rischio eccessivo, ma soprattutto palese sfiducia nel resto della rosa. Quello che succede a tempo scaduto con Eriksen non merita di essere commentato. O meglio, non qui. Non c’è nulla di calcistico nel “cambio umiliante” riservato al centrocampista danese. Tornando a parlare di calcio, la vittoria è meritata e – soprattutto – si è trattato di un ottimo allenamento in vista della Champions League. C’è una preoccupazione, ovvero la rosa divenuta magicamente corta per scelta, ma di quello magari tratteremo più avanti. Continuare a lavorare su questo 3-5-2, che può esaltare in questo modo Hakimi e Perisic, non può che portare grandi risultati. Aver recuperato Brozovic vertice basso è forse la notizia migliore dopo i vari tentativi falliti con il vertice alto. Adesso non tocca che aspettare il miglior Vidal. Se cileni e croati ingranano, Conte va a nozze. Ora è giusto concentrarsi sullo Shakhtar Donetsk, ma la stagione dell’Inter non finirà comunque mercoledì sera: la Serie A è un obiettivo che Conte ha deciso di inseguire mettendosi contro tutti e tutto. Dipende solo dall’allenatore, che sa bene cosa sta facendo.

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