Conte: “Inter ha le idee chiare! Lautaro come Lukaku. Sanchez…”

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13 settembre 2019, 14:50
Conte

Antonio Conte – protagonista in conferenza stampa alla vigilia di Inter-Cagliari, terza giornata del Campionato Italiano di Serie A 2019/20 – risponde alle domande sulla sfida a San Siro e su diversi giocatori, tra cui Sanchez, Lukaku e Lazaro. Immancabile anche la domanda su Mauro Icardi. Ecco il contenuto ripreso in diretta da Inter-News.it

CONTE IN CONFERENZA – Vigilia della sfida al rientro dopo la sosta per le nazionali per Antonio Conte, che in conferenza stampa fa il punto della situazione sul livello raggiunto dalla sua Inter al momento e sull’entusiasmo che si respira attorno alla squadra dopo le due vittorie contro Lecce e Cagliari. Di seguito lo scambio domande-risposte tra giornalisti e Conte in sala stampa ripreso da Inter-News.it in diretta (vedi articolo).

A proposito delle 7 partite in 23 giorni, su queste partite fino alla sosta, verranno pesate anche le vostre ambizioni viste anche le due gare di Champions? Che risposta ti aspetti dal gruppo?

Ci sono partite molto impegnative, c’è la Lazio, c’è il Barcellona, la trasferta a Marassi con la Sampdoria. Non è questione di misurare le ambizioni, è questione di cercare di fare del nostro meglio. Penso che la cosa migliore è pensare partita in partita, step by step e affrontare questo ciclo col massimo della concentrazione. La partita della vita per noi sarà sabato contro l’Udinese, arriviamo dopo una sosta, dopo due vittorie, vogliamo fare una buona prestazione e cercare di continuare a mantenere alto l’entusiasmo che si è creato in tutto l’ambiente. Un entusiasmo che è giusto che ci sia, ma va dosato. Non deve esserci per i risultati, ma c’è un gruppo di ragazzi che sta giocando nella giusta maniera, si sta creato qualcosa di importante.

Ti aspettavi di entrare subito nel cuore della gente dopo due partite? Lo abbiamo visto anche in Piazza Duomo, ormai sei un idolo

Devo essere onesto, mi fa piacere che i tifosi mi abbiano accolto così. Io ho sempre detto, anche in passato, che io sono questo nel bene e nel male, do tutto me stesso quando inizio a lavorare per un nuovo club. Mi impersonifico, entro totalmente nel club e nella sua storia e cerco di trasferire ciò ai calciatori.

Che cosa ti aspetti da Sanchez? Pensi possa essere la ciliegina sulla torta che può farvi fare il salto di qualità?

Stiamo parlando di un giocatore forte, che ha dimostrato in passato di avere tutte le qualità. Non dimentichiamo che in passato ha vinto, ha giocato in club importanti come Barcellona, Arsenal e United. Ha fatto molto bene all’Udinese. Ha qualità, velocità, forza e resistenza. Bisogna fargli riannodare il filo che ha perso in questi due ultimi anni. Per molteplici ragioni non ha dimostrato il suo reale valore, ma stiamo parlando di un giocatore che deve essere portato a essere l’Alexis Sanchez che conosco e che fa parlare di se per le sue qualità. Deve entrare nella nostra idea di gioco, ma comunque si è allenato tutta questa settimana con noi, ha iniziato a capire alcune situazioni di gioco, l’intensità che voglio durante la partita. Si sta allenando e, quando sarà pronto, ci darà una grossa mano.

Sei rimasto sorpreso dall’inserimento in squadra di Lukaku? Per caratteristiche è l’unico insostituibile della rosa?

Romelu è entrato nel pianeta Inter nel miglior modo possibile: umiltà, disponibilità e sempre con il sorriso. Questo è stato molto importante, perché il resto del gruppo ha capito subito e lo ha accolto nel modo migliore. Stiamo parlando di un ragazzo di valore, buono, che si mette a disposizione della squadra e durante la partita non è un calciatore che deve per forza fare gol, anzi, più volte cerca di mandare in gol i compagni. Il primo suo pensiero è il bene della squadra. Per noi è un giocatore importante, un giocatore con caratteristiche simili, anche se non ha la sua stessa struttura fisica, è Lautaro. Lautaro è un giocatore moderno, può fare sia la prima che la seconda punta. Nell’eventualità può giocare sia in coppia con lui, che con un altro giocatore.

Lukaku a che percentuale di forma è? Può competere con Cristiano Ronaldo per il titolo di capocannoniere della Serie A?

Romelu sta lavorando, la sua forma fisica sta migliorando e ha capito cosa voglio da lui e cosa rappresenta per la squadra. Noi ci auguriamo che, in quanto punta, oltre a giocare per la squadra possa pure fare tanti gol. In passato li ha sempre fatti, anche in nazionale, non vedo perché non debba farli all’Inter. Non voglio fare paragoni con altri calciatori, Ronaldo lo conosciamo benissimo, insieme a Messi è il miglior calciatore al mondo, che ogni anno fa tra i 40 e i 50 gol sistematicamente. Romelu deve lavorare, pensare a fare il bene della nostra squadra, segnare per noi. Quanti gol farà alla fine? Vedremo, l’importante è che giochi per la squadra, il gol viene di conseguenza.

Come va l’inserimento dei nuovi arrivati? Penso a Biraghi e Lazaro, che saranno importanti per alternare sulle fasce

Purtroppo per Valentino c’è stato questo infortunio che non mi ha dato la possibilità di vederlo in partite di un certo livello. Sono stato contento che è andato in nazionale, ha giocato entrambe le partite con l’Austria, perché ha messo minuti nelle gambe. Ci contiamo tanto, nelle sue corde ha l’uno contro uno, una buona resistenza, tutte caratteristiche per fare l’esterno di fascia. Chiaramente lo dovrò testare in una partita ufficiale. Questo accadrà, sta lavorando, viene da un campionato meno tattico come quello tedesco. Sta entrando nelle mie idee di calcio. Per Biraghi è più semplice perché è cresciuto nel campionato italiano. Inizia a stare meglio e, insieme a Dimarco, è un’ottima alternativa ad Asamoah. Sono contento della rosa che abbiamo allestito, fatta di tanti ragazzi, di giocatori di qualità che hanno margine di crescita. Ci stanno mettendo grande disponibilità e questa per me è la cosa più importante.

Ti aspettavi questo inizio? Pensi potranno esserci delle insidie nelle prossime partite?

Abbiamo raccolto 6 punti e fatto un discreto precampionato nonostante le difficoltà riguardo all’arrivo di nuovi calciatori e qualche infortunio. Si percepisce l’entusiasmo intorno a noi, questo è un bene. Come ho detto prima però deve essere dovuto al fatto che i nostri tifosi stanno vedendo che si stanno ponendo delle basi importanti per costruire qualcosa di importante, al di là del risultato. Il risultato è effimero, ma l’entusiasmo non deve dipendere da questo, deve dipendere da come matura il risultato, da ciò che la squadra trasmette al tifoso, a quello che stiamo cercando di fare con molta chiarezza. L‘immagine che l’Inter oggi dà è di avere chiarezza di idee. Sono arrivati giocatori, sono andati via giocatori importanti, questo secondo me deve essere l’entusiasmo che si deve sentire al di là delle vittorie con Lecce e Cagliari. Adesso ci aspettano 7 partite in 23 giorni, dovremo testare tutti i giocatori della rosa e capire anche se tutti quanti hanno raggiunto un livello ottimale dal punto di vista tattico e fisico.

Ancelotti a Napoli si è lamentato degli spogliatoi dello stadio San Paolo. A San Siro, per ciò che ha visto, c’è qualcosa che non va bene?

Io di San Siro penso che tutti siano innamorati, è la Scala del calcio. Inizi a giocare a calcio è che non puoi definirti calciatore se non hai mai giocato a San Siro. Trovate una persona che ha un occhio particolare nei confronti di questo stadio. Non trovo grandi pecche, sono stati fatti dei lavori, si vede bene la partita, il campo è bello. Gli spogliatoi forse sono un po’ piccoli, ma questo è solo un pelo nell’uovo. Se penso però a quello del Chelsea, in questo ci sto alla grande.

Può presentare al pubblico francese Mauro Icardi? Cosa gli augura per questa stagione?

Icardi si presenta da solo, è giusto che lui si presenti e lo faccia nella giusta maniera. Quello che posso fare io è augurargli buona fortuna per questa nuova esperienza. Per noi lui però oggi non fa parte della nostra squadra e, per rispetto suo e dei nostri calciatori è giusto che io non ne parli.

Come procede l’adattamento di Skriniar nella difesa a 3? Qual è la sua opinione fin qui?

Quello che sto chiedendo a lui e ai difensori è quello non solo di fare i difensori, ma di fare uno step in più che sarà importante per la loro crescita calcistica tecnica e personale. Devono essere i primi registi della squadra. Penso che lui si stia trovando bene, stia lavorando con grande entusiasmo. A loro chiedo che vedano determinate situazione di giocata, che prendano l’iniziativa, con licenza chiaramente anche di sbagliare. Quando lo faranno la colpa sarà mia, perché io nel mio calcio chiedo questo tipo di situazione al difensore in fase di costruzione.

Teme un po’ il fatto che, essendo una squadra con tanti volti nuovi, possa non esserci la giusta solidità, oppure anche cambiando determinate pedine ha fiducia che questa solidità rimanga?

Io lavoro con tutti i giocatori per trovare questa solidità e questa identità tattica, in modo che chi sta giocando e chi non ha giocato o ha giocato poco, sappia per filo e per segno cosa deve fare nel momento in cui entra in campo o da subentrante o nell’undici titolare. Penso che l’Inter in assoluto, nelle squadre top, ha cambiato più di tutti. Rispetto allo scorso anno sono andati via 10 giocatori e ne sono entrati 9, più un nuovo allenatore. Quando ci sono questi cambiamenti è normale mettere in conto un periodo di assestamento e di ambientamento per tutti, soprattutto per i calciatori nuovi. C’è un allenatore nuovo con una nuova idea di calcio. Noi dobbiamo essere bravi e stiamo lavorando per dimostrare che tutti quanti stiamo assorbendo la stessa idea di calcio, la stessa identità di vedute. Questo è molto importante e il tempo giocherà a nostro favore.

Il suo curriculum parla chiaro: in passato ha rigenerato diversi giocatori. Parlando di Sanchez, può essere quello che fu per lei Tevez alla Juventus?

Io penso che il compito di un allenatore sia quello di migliorare i propri calciatori, cercare di farli rendere al massimo. Sicuramente è stato così anche in passato, adesso i giocatori top che si sono affermato, quando sono arrivato erano giocatori che non avevano mai vinto e arrivavano da campionati non esaltanti. Stiamo parlando di giocatori che adesso sono considerabili dei top player. Il mio ruolo è di migliorare tutti i giocatori, anche quelli con una grande carriera alle spalle. Cercare di riportarli al regime che compete loro. Alexis negli ultimi due anni ha avuto qualcosa, ha interrotto quello che era a Barcellona e all’Arsenal. Adesso io e lo staff dobbiamo essere bravi per cercare di riannodare quel filo, ma lui dovrà essere bravo a dare totale disponibilità. In queste cose ci deve essere grande collaborazione da una parte e dall’altra. Ci può dare qualcosa di importante.

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