Materazzi: “Amo l’Inter. Eto’o lo ringrazierò a vita, Mourinho…”

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4 Aprile 2020, 19:55
Materazzi
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Marco Materazzi, ex difensore e bandiera dell’Inter, ha parlato con Sebastian Frey in diretta su “Instagram” della squadra del Triplete, soffermandosi soprattutto sul rapporto con José Mourinho.

IMBATTIBILI – Ogni occasione è buona per Marco Materazzi per ricordare l’anno più bello in maglia nerazzurra, il 2010. In una chiacchierata con Sebastian Frey, ha approfittato per tornare su quell’anno magico: «In carriera sono stato antipatico a tutti gli avversari, ma è una cosa normale. Chi ci sta sui giornali è perché ci vuole stare, io non ho mai dato modo ai giornalisti di farmici andare. Ci sono tante squadre, senza dire colori, che odio perché fanno i soprusi. Però posso dire chi amo: l’Inter. Il primo anno con Mourinho eravamo fortissimi, se pensi che nel secondo sono stati messi Lucio, Milito, Eto’o e Thiago Motta eravamo in 22 che avrebbero tutti potuto giocare. Arrivati a un certo punto il gruppo era talmente forte che chiunque incontrassimo erano semplicemente dei birilli da buttare giù. Per me Samuel Eto’o è un fratello, lo ringrazierò a vita perché mi aveva promesso la Champions League, me l’ha portata, ha mantenuto la promessa».

RAPPORTO SPECIALE – Materazzi ha anche ricordato lo speciale rapporto con José Mourinho: «Che devo dire di Mourinho? Alta qualità. Era uno scudo, un amico, un padre, un fratello ma anche uno che si incazzava perché ci ha fatto degli shampii incredibili. Sapeva toccare le corde giuste, poi i risultati li ha raggiunti. Io ricordo sempre che con lui avevo smesso di giocare a calcio, il nostro rapporto era di fiducia, di stima e sapevo che avrei potuto giocare una, dieci, venti partite ma avrei sempre avuto la sua stima e il suo rispetto. Con chi è arrivato dopo di lui non ho avuto un bel rapporto perché non erano persone coerenti. Difficile dopo di lui? Se riesci ad avvicinarti a fare il suo lavoro, come ha fatto Leonardo, rischi come abbiamo fatto di vincere il campionato. Quell’anno abbiamo recuperato 19 punti al Milan, poi se non perdi il derby andavi a vincerlo quel campionato. Leo non ha fatto altro che fare un copia-incolla del lavoro di Mourinho. Quella è intelligenza».


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