Mondo Inter

Marotta: «Handanovic? Pensiamo al futuro. Conte, altre soddisfazioni!»

Marotta, Amministratore Delegato Sport dell’Inter, il giorno dopo la vittoria matematica dello scudetto sulle frequenze di “Radio Anch’io Sport” (vedi prima parte) ha continuato a parlare del tema legato alla Superlega, ma anche ai prossimi obiettivi dell’Inter, del mercato con un riferimento al possibile sostituto di Samir Handanovic e altro ancora.

LE DIFFERENZEMarotta spiega in breve la differenza degli scudetti vinti tra Milano e Torino: «Differenze tra Inter e Juventus? Quando vinci lo scudetto è sempre bello. Normale dire che alla Juventus c’erano meno difficoltà perché era stata data un’impronta dopo il primo scudetto e la società era la stessa da anni. Una continuità che ad oggi è mancata all’Inter».

NUOVO PORTIERE – Marotta parla della possibilità di poter intervenire sul mercato sostituendo l’attuale portiere titolare: «Faremo degli interventi mirati per migliorare la squadra. Samir Handanovic è il nostro portiere e il nostro capitano, e dobbiamo sempre puntare a migliorare la squadra per il futuro e in tutti i settori della squadra».

SUPERLEGA – Marotta torna a parlare del progetto Superlega: «Il progetto è nato dalla pressione dei dodici club perché il modello vigente non garantisce sostenibilità. La globalizzazione porta al fatto che a Milano ci sono due proprietà straniere. La Superlega è nata per una forma di preoccupazione al sistema di adesso. È nata con modalità e tempi un po’ sbagliati però non dimentichiamoci che da tutte le cose dovremmo trarre degli insegnamenti. Questo calcio va rivisto e rimodellato».

PIANO B – Marotta si dice fiducioso sul futuro dell’Inter e in particolare di Antonio Conte: «Piano B se Conte non dovesse restare? No, C’è il piano A perché spero che Antonio Conte resti perché c’è un grande feeling tra lui e la società, i giocatori e i tifosi. Possiamo toglierci ancora delle grosse soddisfazioni».

PROSSIMI OBIETTIVI – L’Amministratore Delegato conclude parlando dei prossimi obiettivi del club: «La seconda stella è un’idea affascinante, essere protagonisti di quel momento sarebbe il massimo per tutti. La Champions League in Italia manca da anni. Oggi c’è una grandissima competizione. Non a caso le quattro semifinaliste sono tra le società che hanno il fatturato più grande. Questo significa che il potere economico non è tutto ma ti aiuta a vincere. Bisogna avere la capacità di valorizzare al massimo le risorse e creare una squadra competitiva».

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