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Inter-Napoli: Inzaghi bene al 64%, poi legge un’altra partita e rischia la beffa

Inter-Napoli è uno spettacolo in campo, un po’ meno in panchina. Il 3-2 finale firmato Calhanoglu su rigore, Perisic e Lautaro Martinez riassume una rimonta che rischia di diventare una contro-rimonta, arrestatasi sulla traversa al 91′. Nei 7′ successivi il risultato sembrava poter cambiare in 3-3 e forse addirittura 3-4. Inzaghi può festeggiare i tre punti, ma il terzo finale di partita è da rivedere al microscopio. Di seguito l’analisi tattica di Inter-Napoli

Pre-Game Analysis: la preparazione e le scelte di Inzaghi

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Inzaghi per affrontare il Napoli in Serie A: Handanovic; Skriniar, A. Ranocchia, A. Bastoni; Darmian, Barella, Brozovic, Calhanoglu, Perisic; Lautaro Martinez, J. Correa.

Inter-Napoli formazione ufficiale
Inter-Napoli formazione ufficiale

MODULO – Formazione in semi-emergenza tra difesa e attacco, ma il 3-5-2 è confermato. L’Inter rispolvera Ranocchia e Correa per de Vrij e Dzeko, con Brozovic confermato fulcro in mezzo.

In-Game Analysis: lo sviluppo e la lettura della partita

HIGHLIGHTS – Nel primo tempo al 17′ Zielinski fulmina Handanovic dal limite dell’area dopo una triangolazione iniziata rubando palla a Barella, superficiale nella gestione della palla a centrocampo (0-1). Al 25′ Calhanoglu su rigore spiazza completamente Ospina, trovando l’angolino basso alla sua destra, dopo il rigore assegnato tramite VAR per fallo di mano di Koulibaly sul tiro di Barella (1-1). Poi al 44′ Perisic colpisce di testa da posizione impossibile il corner del solito Calhanoglu e prende in controtempo Ospina, che non riesce a evitare la rete-beffa, confermata dalla Goal Line Technology (2-1). Nella ripresa al 61′ Lautaro Martinez trova un diagonale destro fulminante appena entrato in area su assist di Correa, bravo a ribaltare l’azione palla al piede (3-1). Al 78′ gol clamoroso di Mertens, che si gira immediatamente beffando Handanovic dalla distanza, ma l’errore più grave lo fa Dzeko, che perde un pallone sanguinoso sulla propria trequarti (3-2). Infine, al 91′ da segnalare la traversa di Mario Rui su parata di Handanovic, che in qualche modo si supera proprio in pieno recupero.

MODIFICHE – Al 62′ primo cambio per Inzaghi: fuori Calhanoglu e Correa, dentro Vidal e Dzeko. Doppia staffetta prevedibile. Al 75′ secondo doppio cambio per l’Inter: fuori Barella e Lautaro Martinez, dentro Gagliardini e Dimarco. Il numero 5 agisce da mezzala e il numero 32 da quinto, entrambi a sinistra, mentre Perisic avanza in attacco a supporto di Dzeko. All’88′ quinto e ultimo cambio nerazzurro: fuori Perisic, dentro Satriano L’uruguayano si posiziona alla sinistra del centravanti bosniaco (come da immagine sotto allegata, ndr).

Inter-Napoli formazione finale
Inter-Napoli formazione finale

Player Analysis: il singolo decisivo in Inter-Napoli visto ai raggi X

PROTAGONISTA – Facile soffermarsi su chi mette il proprio nome sul tabellino, meno su chi è concreto e decisivo all’ombra degli altri: Darmian. Non segna né fa assist da fermo come Calhanoglu (rigore e corner), Correa (assist), Perisic e Lautaro Martinez (gol) né guadagna il rigore (Barella), anche se il cross è suo. E nemmeno perde i palloni che causano i due gol del Napoli (Barella e Dzeko). La prestazione di Darmian si sviluppa sulla fascia destra, dove è dominante prima in fase di spinta e poi in fase di copertura. Il 7 riassume bene la sua prestazione (vedi pagelle di Inter-Napoli). Sarebbe da 7.5 e forse addirittura 8 con un po’ di lucidità in più al tiro, perché riesce a creare anche i presupposti per segnare. Per una volta riesce a essere più determinante di Perisic da quinto. Quindi sì, gli manca solo il gol. Underdog.

Post-Game Analysis: le considerazioni finali su Inter-Napoli

COMMENTO – Battere il Napoli a San Siro senza de Vrij e Dzeko, con Bastoni e Lautaro Martinez a mezzo servizio, e probabilmente qualche altro titolare non al meglio, vale tre punti. Tre punti pesantissimi, però. L’impresa che riesce all’Inter di Inzaghi va definita tale semplicemente perché non è riuscita nelle precedenti occasioni. L’Inter ha sempre giocato meglio delle avversarie e meritato di più sul campo, ma alla fine non ha mai ottenuto i tre punti per episodi. Episodi spesso dettati da finali di gara non all’altezza, quasi sempre per cambi in grado di complicare una partita ben preparata da Inzaghi. In Inter-Napoli la beffa è nell’aria, inutile nascondersi. Quando la squadra nerazzurra è talmente schiacciata e priva di idee offensive, il Napoli di Spalletti può andare a nozze. Vale la pena di chiedersi fin dove le sostituzioni sono “necessarie”, pur conoscendo il prossimo impegno (Inter-Shakthar Donetsk di Champions League, ndr). Il bicchiere mezzo pieno è la preparazione della partita con i tre punti, che riportano l’Inter a -4 dalla vetta. Il bicchiere mezzo vuoto è la lettura con i rischi nel finale, ché una sofferenza simile è davvero inspiegabile. Inzaghi per la fretta legge tutt’altro rispetto a ciò che dice il campo.

OSSERVAZIONE – Inter-Napoli dura ufficialmente 99′: 46′ il primo tempo e 53′ il secondo tempo. Per comodità facciamo cifra tonda, considerando 100′ in tutto. Utilizzando le percentuali, possiamo dire che la partita dell’Inter di Inzaghi è perfetta al 64% e imperfetta per il restante 36%. Tradotto: l’Inter gioca alla grande i primi 64′ di gara ma nei 36′ finali è irriconoscibile. Cosa cambia tra una mini-partita e l’altra? Facile, la lettura di Inzaghi. Il primo doppio cambio è affrettato, ma può avere una sua logica. Il secondo cambio è autolesionista, al di là delle motivazioni fisiche e strategiche. Il quinto e ultimo si commenta da sé: Satriano? Inzaghi capisce di aver sbagliato ad abbassare il baricentro creando un 5-4-1 senza né capo né coda, ma l’ingresso del classe 2001 uruguayano non può di certo essere considerato correttivo. Il fatto di non avere alternative credibili in panchina in nessun reparto ovviamente non può essere una colpa di Inzaghi, anzi. Ma la gestione della partita e soprattutto del doppio vantaggio, con praticamente 35 minuti abbondanti ancora da giocare, sono una sua responsabilità. Ed è determinante. Come già detto in altre occasioni, la maturità e le chance tricolori dell’Inter passano tutte da qui. Intanto, primi tre punti in uno scontro diretto: il lavoro paga, bene così.

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