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Sensi ha mercato senza avere mercato: l’Inter deve scegliere il danno minore

Sensi è uno dei nomi che, in caso di offerta, potranno lasciare l’Inter in estate. Ma offerte “reali” non ne arriveranno. Da tempo si parla dell’opzione Fiorentina, sebbene si faccia fatica a capire perché. In casa nerazzurra bisogna fare una valutazione precisa e poi scegliere quale sarà il futuro del centrocampista classe ’95

AFFARE VIOLA – Da giorni, settimane, ormai mesi, si parla dell’interessamento della Fiorentina per Stefano Sensi. Che nel frattempo non ha potuto fare nulla per farsi apprezzare in campo. Anzi, l’uscita dai convocati della Nazionale Italiana a Euro 2020 è significativa. Allora, perché la Fiorentina è interessata al centrocampista nerazzurro? Bella domanda. A cui è impossibile rispondere. Se non sulla fiducia, perché il talento di Sensi non può essere messo in discussione. Perché è chiaro che l’interesse non sia solo “tecnico”. Di Sensi alla Fiorentina si parlava quando sulla panchina viola c’era ancora Beppe Iachini, in odor di addio. Poi se n’è parlato prima e dopo l’arrivo di Gennaro Gattuso, che è stato scelto tra tanti. E se n’è tornato a parlare ora, mentre sta per iniziare l’era Vincenzo Italiano, arrivato a Firenze in modo grottesco. Tre allenatori diversi tra loro. Che c’entra Sensi (a priori!) in questo discorso confuso?

MERCATO STRANO – L’operazione Sensi-Fiorentina sembra la tipica voce messa in giro senza basi solide. E invece, magari, una verità di fondo c’è. Bisogna prima far quadrare i conti, che al momento non possono quadrare né per l’Inter né per la Fiorentina. Sensi, infatti, oggi non può avere mercato (vedi focus). Perché né l’Inter né l’acquirente possono fare un prezzo. E se non hai prezzo, non hai mercato. Semplice. L’investimento fatto dall’Inter appena un anno fa è un macigno per il bilancio nerazzurro. Riscattarlo a 20 milioni di euro, dopo il prestito oneroso di 5 milioni, con contratto in scadenza 30 giugno 2024, non ha pagato. Significa averlo a bilancio a 15 milioni, cifra minima per non fare minusvalenza. Cifra che la Fiorentina difficilmente investirà, oggi, alla cieca. Si può impostare un prestito con diritto di riscatto su certe cifre, così da fare plusvalenza nel prossimo esercizio di bilancio dopo aver ammortizzato un altro anno. L’ingaggio da circa 2 milioni netti annui è in linea con i parametri dell’Inter e, in caso di partenza da Milano, la priorità resta l’Italia. L’ipotesi Fiorentina, pertanto, appare “credibile” per tanti motivi. Piazza ambiziosa, progetto tecnico interessante. E Sensi potrebbe esaltarsi, avendo meno pressioni addosso.

DANNO MINORE – Nei prossimi giorni verrà presa una decisione. Chissà, magari addirittura prima dell’inizio del ritiro estivo. L’Inter deve scegliere il danno minore. Dare ulteriore fiducia a Sensi, affidandolo a Simone Inzaghi e sperando che ribalti le gerarchie (vedi focus). Ma con il rischio che possa perdere un’altra stagione e quindi essere uno in meno, svalutandosi ulteriormente. Oppure lasciarlo andare, perdendo quasi sicuramente il “diritto” di riportarlo a Milano dopo una buona stagione (a Firenze?). Nel secondo caso, l’operazione di mercato dovrebbe essere più creativa che mai. Scambiarlo con il portiere Bartlomiej Dragowski, ad esempio, sarebbe piuttosto intelligente. In entrambi i casi, bisogna parlare di rischio calcolato. Sensi oggi vive una situazione paradossale ma l’unica cosa che conta è vederlo tornare in campo con continuità. Con l’Inter di Inzaghi, con la Fiorentina di Italiano o in un’altra realtà. Dettagli.

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