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Nainggolan vittima o carnefice di Conte? Il (non) successo dell’Inter è qui

Nainggolan è un fantasma nell’Inter di Conte e non di certo solo per colpe che ricadono sulle scelte del tecnico. La sua permanenza a Milano continua a non dare effetti positivi e forse è giusto iniziare a pensare che sia la madre di tutti i problemi tattici nerazzurri

CALCIO E… BILANCIO – La stagione nerazzurra è iniziata con il piede sbagliato. E di certo quella di Radja Nainggolan non è iniziata meglio. Anzi. Il centrocampista belga, rimasto a Milano controvoglia, si è rimesso a disposizione di Antonio Conte nella speranza comune di essere utile alla causa. Finora non è stato così per una molteplicità di problemi. Non ultima la positività al Coronavirus, che ha rallentato ulteriormente il rientro in campo di Nainggolan con uno stato di forma accettabile. Ma non è questo il punto. Nelle idee di Conte, il classe ’88 belga al top della condizione è un doppione di Arturo Vidal, cosa che potrebbe far pensare a un suo impiego in Champions League proprio al posto del cileno, squalificato. Allo stesso tempo, Nainggolan è un tappo al mercato dell’Inter, perché il suo peso a bilancio (tanto l’ingaggio quanto l’ammortamento) non ha permesso e non permetterà operazioni per migliorare il reparto mediano.

RUOLO AMBIGUO – Se tiene in considerazione questo aspetto, si capisce subito che Nainggolan all’Inter è di troppo. Poteva (e potrebbe ancora) essere una risorsa, un valore aggiunto. Ma Conte non gli ha mai dato fiducia dal 1′. E anche l’utilizzo nei minuti finali, quasi a voler lanciare un segnale a Christian Eriksen (vedi focus sul minutaggio, ndr), non gioca a suo favore. E va sottolineata una cosa: sulla gestione Nainggolan, Conte ha stra-ragione. Vedremo se nelle prossime uscite il numero 44 belga avrà più spazio, magari nel suo ruolo ideale (vedi focus). A questo punto, però, resta una domanda: Nainggolan è vittima o carnefice di Conte? Il non venirsi incontro sta complicando i risultati dell’Inter, che dal successo sperato sta inanellando una serie di insuccessi. Cosa sarebbe successo se il centrocampista belga fosse tornato a Cagliari e l’Inter avesse preso il pari ruolo richiesto a gran voce da Conte? Forse se ne riparlerà a gennaio. O forse no.

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