Conte mente sulla gestione Eriksen: i dati dell’Inter ufficializzano 4 problemi

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24 Novembre 2020, 11:51
Antonio Conte Inter Antonio Conte Inter
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Conte ha ribadito più volte il suo modo di gestire i calciatori per il bene della squadra. Tutto giusto, ma all’Inter su una gestione individuale mente. Quella di Eriksen. E allargando il problema al collettivo c’è da puntualizzare alcuni concetti che potrebbero emergere nelle prossime settimane

LA GESTIONE ERIKSEN – In attesa delle parole di Antonio Conte alla vigilia di Inter-Real Madrid (vedi appuntamento), continuano a riecheggiare quelle che hanno anticipato Inter-Torino. In particolare su Christian Eriksen, che è ormai sul piede di partenza. E il problema era già stato affrontato puntualmente (vedi focus). Quando Conte dice che Eriksen “ha avuto tantissime occasioni giocando di più rispetto ad altri giocatori” mente. Ma lo sappiamo tutti, a partire dal tecnico stesso. Ed è oggettivo, perché i dati sono inconfutabili. Quantomeno quelli sul minutaggio stagionale.

I DATI DELL’INTER – Il centrocampista danese finora ha giocato 318 minuti, recuperi compresi. Vale a dire circa tre partite e mezzo, sulle undici disponibili. Escludendo i primavera e i portieri di riserva, solo quattro (anzi, tre…) calciatori sono scesi in campo con un minutaggio inferiore a quello del numero 24. Si tratta di Matias Vecino (0), infortunato e fuori dalla Lista UEFA. Andrea Pinamonti (56), quarta punta solo per mancanza di alternative e attualmente indisponibile. Radja Nainggolan (64), rimasto controvoglia e fuori condizione, ancor più dopo il Covid-19. E Stefano Sensi (117), che ancora non è rientrato dal “primo” infortunio stagionale. Poi c’è proprio Eriksen, che in Serie A (225) ha giocato meno di Matteo Darmian (234) e Andrea Ranocchia (267). In Champions League (93) all’inizio ha trovato un po’ di spazio in più, ma cambia poco. Infatti, considerando la manciata di minuti fatta da Nainggolan (6′, quelli finali in casa del Real Madrid con Eriksen in panchina) e Pinamonti (idem in casa dello Shakhtar Donetsk, 8′), non cambiano le gerarchie. Eriksen ha giocato poco per scelta tecnica, ma c’è addirittura chi non viene “citato”.

I QUATTRO PROBLEMI – Veniamo subito al dunque. Se Conte ha quel pensiero (legittimo eh!) su come sta gestendo Eriksen, cosa bisogna dire dei pari ruolo Vecino, Nainggolan e Sensi? E di Pinamonti? Escludendo il centrocampista uruguayano che è rimasto a Milano solo per curarsi, in quanto infortunato da lungo tempo post-operazione, e quindi è già fuori dal progetto tecnico, gli altri tre oggi sono messi peggio del classe ’92 danese. Perché se Eriksen è un problema – e lo è se non viene considerato dall’allenatore, a prescindere dal resto -, figuriamoci chi ha ancora meno considerazione. Se dobbiamo pesare bene le parole di Conte, oltre a risolvere la questione Eriksen, a gennaio ci saranno altre tre grane per la rosa dell’Inter. Una riserva utile alla causa e magari atleticamente presentabile, visto questo Nainggolan. Un centrocampista sano, se Sensi non dà garanzie. E la quarta punta, al posto di Pinamonti. Queste oggi sono le tre priorità dell’Inter per migliorare la propria rosa seguendo le indicazioni di Conte. Poi c’è Eriksen, che mediaticamente fa più rumore per motivi anche economici. Ovviamente. Ma questa è un’altra storia.



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